Bio




Claudio Betetto, alpinista e mountain blogger

Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato alle terre alte, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali.


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Avventure




13 Settembre 2021

Venere e Cleopatra – Due bellissime multipitch sul calcare carnico

Venere e Cleopatra sono due vie sportive, chiodate dalla cordata Solero Rossi e Cristian Mauro, rispettivamente sulla solare parete Sud-Est di Torre Peralba e sull'ombrosa parete Ovest del Torrione Spinotti, gruppo del Cogliàns. A distanza di una settimana io e Maria decidiamo di andare a ripeterle, per goderci l'arrampicata sul calcare carnico senza troppi patemi, essendo le due vie ben protette (S1). . Gli stili sono tuttavia molto diversi e ne sono venute fuori due bellissime giornate, in luoghi che, a torto, ho sempre frequentato poco.
13 Settembre 2021

Aste-Susatti – Punta Civetta

Nel silenzio siderale della Nord-Ovest, interrotto solo dal sibilo dei sassi che piovono dall'alto, Armando Aste e Fausto Susatti hanno tracciato uno dei loro capolavori alpinistici sul diedro di destra di Punta Civetta. Oltrepassato il laghetto Coldai, la muraglia appare e non posso fare a meno di trasalire, i battiti a mille, ma la voglia di mettere le mani sulla roccia è troppa e questo meteo di fine stagione è un regalo che va colto a braccia aperte. Arrivati più o meno sulla verticale di Punta Civetta attacchiamo ed ha inizio il viaggio verticale, fatto di fessure, diedri e camini. Dopo un po' non guardo neppure più la relazione da quanto è logica la via...tiro dopo tiro entriamo dentro la Nord-Ovest. Dopo uno slungone in diedro da antologia, mi ritrovo in sosta ad urlare di gioia. Poi entriamo nei camini terminali, i camini terminali del Civetta, che sono duri a morire. Man mano che saliamo, sento l'aria farsi più fredda. Altri tre tiri e siamo fuori. Il forcellino sommitale è una finestra sulla Val di Zoldo, la luce del tardo pomeriggio illumina le vette ma le valli stanno entrando nell'oscurità, alpinismo romantico all'ennesima potenza. Anche il Frenz sbuca fuori sulle ultime roccette, provato ma felice, di una gioia che ti fa venire la pelle d'oca. In discesa non corriamo, che senso avrebbe farlo? Pit stop al Coldai per panino, birra e caffè in previsione del viaggio in macchina, indubbiamente il momento più pericoloso della giornata. Giù al parcheggio buttiamo letteralmente tutto in macchina, una stretta di mano, uno sguardo...e alla prossima vecchio mio!
11 Settembre 2021

Via dei Tedeschi – Mulaz

Reduce da due giorni di dislivello, intimo al Frenz di fare qualcosa in cui si cammini poco. Inoltre le temperature sono più da primi di Ottobre che da fine Agosto, perciò sarebbe da cercare un'esposizione solare. Optiamo per il Mulaz: 2 ore di avvicinamento e pieno Ovest. Risalendo la Val Venegia qualche dubbio sull'aspetto termico ci sovviene ma ormai siamo in ballo. La conferma arriva all'attacco e ancor più alla fine del primo tiro quando parte la bollita alle mani, sempre piacevole. Nel frattempo sul groppone ci saranno già quasi 1000 m di dislivello, le ginocchia ringraziano. I primi cinque tiri sono veramente belli e si può dire che la via si risolve in questi, poi sgrada e diventa più discontinua, senza mai scadere. L'arrampicata è fisica e abbastanza atletica, prevalentemente in diedri fessurati. Il primo tiro ha un passo ostico in uscita dal diedro, il secondo un bel passo su lama che vale il tiro...guardarsi bene attorno per passare! La gradazione si fa croccante sul terzo tiro e sull'uscita del quarto...V+ di quelli che mettono in riga! Il quinto tiro è invece di movimento, prevalentemente in placca su bella roccia, una goduria! E' sempre bello uscire in vetta, poi il Mulaz è una bella montagna. In discesa ci fermiamo al rifugio, posto incantevole al cospetto della parete Nord del Focobon. Super giornata col compagno di avventure Frenz, a comando alternato.
6 Settembre 2021

Messner – II Torre del Sella

I piani iniziali erano altri ma Niccolò mi propone questa via che avevo solo sentito nominare ogni tanto (che ignoranza!) ma mai preso seriamente in considerazione, via che poi si è rivelata essere un piccolo capolavoro sia di logica che di arrampicata! Sale in pieno Ovest, quindi bel fresco anche nelle giornate più calde, superando una prima fessura atletica che regala una bella sveglia e poi delle placche lavorate piene di buchi e fessure. L'orientamento non è facile, infatti temo di aver sbagliato in qualche punto ma per fortuna poi ci siamo sempre riportati sul tracciato corretto. Un pensiero va a Messner nel 1968 con i rigidi...da brividi! Poche protezioni lungo i tiri e quasi mai buone possibilità di integrare tranne nel primo. Le soste comunque ci sono tutte, anche quella alla base della rampa finale, basta salirla per qualche metro. Poi quella successiva manca, ma a destra sulla cengia c'è un clessidrone bomba. Che dire se non che la ripetizione è altamente consigliata, divertimento assicurato! Salita con Erica e Giulio in gran forma!
1 Settembre 2021

Locatelli – Sergent

Con Maria su questa bella via classica del Sergent in Valle dell'Orco, che sale una bella linea di fessure della parte destra della parete. Ovviamente il primo tiro è un trauma ma tutto sommato si riesce a risolvere senza incastrare più di tanto. Poi seguono due bei tiri più facili che portano ad una cengia ampia. La ripartenza dalla cengia presenta un bel passo non banale, protetto bene da chiodi, poi si continua per un camino facile che più in alto si chiude e obbliga ad un passo che ha dello speleologico, ovvero bisogna passare attraverso un foro che ha le dimensioni di una palla da basket...incastro assicurato! Noi decidiamo di calarci dopo questo tiro, anche se sarebbe possibile proseguire a destra su cengia per attaccare o la variante d'uscita Grassi oppure altre vie. Con tre comode doppie siamo alla base. Brava Maria alla sua prima esperienza su granito, che pur non con qualche ostrega sul tratto del camino, ma è passata!
1 Settembre 2021

Supertegolina – Lastoi di Formin

Meteo ballerino, la pioggia pomeridiana è una certezza, così Nicola propone questa via sportiva sui Lastoi dove in caso di maltempo da ogni sosta ci si può comodamente calare. Le aspettative sono alte e non vengono tradite: roccia super e tiri tutti belli, soprattutto il chiave di continuità con movimenti da manuale. Partire a freddo sulla fessura del primo tiro è abbastanza traumatico ma in qualche modo passo incastrando il piede. La spittatura non è siderale ma neanche ascellare, in modo da mantenere molti passi obbligatori ma non pericolosi, sul più facile invece conviene non sbagliare. Anche il secondo tiro non è affatto banale...bravo Nic che se l'è tirato! Il meteo peggiora drasticamente e riusciremo appena a finire la via che la pioggia ci sorprende all'inizio delle calate. Poi una corda ci si incastra alla penultima calata perchè accorpiamo, meglio evitare e farle tutte! Arriveremo alla macchina belli bagnati ma poco importa, super via!

Galleria




Una foto non potrà mai cogliere la vera essenza di ciò che il fotografo prova al momento dello scatto: di fronte a certi spettacoli, innanzi a certi spazi immensi e grandiosi ti prende un senso di grandezza che travalica la vita comune e avvicina, forse, un po’ al cielo. Tuttavia con la foto che immortala un momento, è più facile poi ricordare ed è bello a posteriori condividere con gli amici, magari fantasticando su avventure e progetti futuri