Bio




Claudio Betetto, alpinista (ci si prova!) e mountain blogger

Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato alle terre alte, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali.


Continua a leggere

Avventure




21 Gennaio 2022

I’m so sorry con varianti – Cima Brenta

La mia ignoranza nei confronti delle Dolomiti di Brenta è abissale. Per rimediare accetto senza riserve la proposta di Stefano di andare a salire Cima Brenta dal suo versante Nord. Da quello che ho capito, la via che abbiamo seguito è principalmente "I'm so sorry" con delle varianti, per esempio all'attacco sulla via "Pinocchio" che percorre il canale fino al primo nevaio. In realtà quest'anno c'è talmente tanto ghiaccio che l'idea è quella di seguirlo finchè ce n'è, per poi proseguire fino in cima. Dormiamo a Madonna di Campiglio al parcheggio per Vallesinella (1500 m ca.) ed affrontiamo la salita in giornata partendo alle 3:45. Con noi ci sono anche gli amici Luca e Nicola, per cui l'avvicinamento scorre veloce. Volendo salire in cima, decidiamo di lasciare uno zaino prima del conoide basale, che raggiungiamo alle prime luci; infatti scendendo lo scivolo Nord ripasseremo per di qui. L'alternativa è quella di calarsi in doppia lungo la via grazie alle abalakov già pronte (c'è chi si ferma all'ultimo tiro di ghiaccio). La via si articola in 8 tiri, tutti ad esaurimento corda o quasi. Viste le ripetizioni troviamo la sagra degli agganci che facilitano la progressione, a volte un po' meno la chiodatura ma il divertimento è assicurato. Il tiro chiave della candela, dopo il primo nevaio, è salibile anche in un'unico tiro facendo sosta su ghiaccio appena appoggia. I due tiri più belli sono però in alto dove si scala una colatona ghiacciata che forma un diedro con la roccia a destra. Un tiro di M4 permette di uscire nei pressi della Cima Occidentale di Brenta (3112 m) dove si trova la sosta a sinistra. Per Cima Brenta che è posizionata più ad Est, si prosegue con itinerario di cresta fino all'intaglio, si attraversa un nevaio in versante Nord, per poi salire alla croce di vetta (3150 m). La discesa a questo punto avviene in versante Nord prima per roccette (doppia da 30 m su sosta a spit con anello) e poi lungo un canale di neve con pendenza fino 50° che deposita su un cengione. Seguendo a sx (faccia a valle) si torna al conoide d'attacco. Abbiamo avuto la fortuna di salirla in una giornata calda (zero termico a quasi 3000 m), che per Gennaio significa neve che a Sud molla fino in vetta, mentre a Nord temperature attorno allo zero, per cui ce la siamo goduta a pieno. Al ritorno sosta al Tuckett a prendere l'ultimo sole e poi giù, lungo l'infinita discesa fino al furgone. Sempre a bomba con la macchina da guerra Stefano.
5 Gennaio 2022

Finale Ligure – Un paradiso per l’arrampicata sportiva

Quattro giorni spaziali a Finale. Oltre al cibo (Enri e Rudi ci viziavano!) abbiamo visitato quattro falesie diverse, una per giorno, cercando di salire più tiri possibile, focalizzandoci maggiormente sulla scalata a vista.
20 Dicembre 2021

Colfosco – Cascate di ghiaccio

Primo ghiaccio della stagione a Colfosco con l'inseparabile Laze che si lascia convincere a mollare gli sci per venire a tirare due spiccozzate. Il primo giorno, arrivati sotto alle cascate, c'è la coda per attaccare Spada di Damocle, così ci dirigiamo subito su Solo per Pochi che, a parte il primo tiro, sembra messa bene. Davanti a noi una simpatica cordata di Romagnoli. Attacca il Laza tenendosi tutto a destra e proseguiamo a comando alternato. Il primo tiro è un po' incassato, poi si esce a sinistra per sostare su roccia in una nicchia (spit con catena). Il secondo tiro è il più bello, abbastanza continuo su bel muro, noi sostiamo su ghiaccio a sinistra su zona più appoggiata prima del muretto finale che rappresenta il terzo tiro, sosta su albero. Per la discesa ci caliamo con due doppie (40 e 60 m) su Brivido sottile. Ci spostiamo poi sulla Spada di Damocle che adesso presenta un primo tiro facile e poco formato al termine del quale si sosta a destra su roccia. Saliamo poi il muro crivellato dai passaggi, tutto ad agganci, una goduria. Usciamo a destra con un altro bel tiretto che ci porta sul bosco sommitale. Per la discesa si segue a sinistra a piedi ed infine con una doppia si torna nei pressi della base della cascata.
25 Novembre 2021

La misura del tempo – Monte Pubel

Qual momento migliore dell'Autunno per tornare sulla solare parete del Monte Pubel? Col Laza i piani erano altri ma ripieghiamo sulla via sportiva "La misura del tempo" che per la precisione, sale il Pilastro del Generale, separato rispetto alla Parete del Sole Nascente. La via è spittata mediamente ravvicinata per consentire l'A0, tranne in alcuni punti dove bisogna andare. Le soste sono tutte spittate con catena o cordoni anche se alcune sono un po' bruttine...meglio portarsi materiale per attrezzarle! La roccia mediamente è buona anche se bisogna stare molto attenti a grossi blocchi sparsi qua e là. Un po' inquietante sul primo tiro è sentire quanto vibra l'intera placca dove si scala... La via ha il suo bel sviluppo con i primi 9 tiri meritevoli (tranne uno di collegamento), poi si perde su balze d'erba anche se il penultimo tiro richiede ancora di arrampicare un po'! Le difficoltà arrivano al 6c+ sulla nona lunghezza, ma abbiamo trovato quasi più ostici i tratti di 6b dei tiri bassi... per nulla scontati! Con 15 rinvii non ci si sbaglia, 3 cordini bastano e avanzano.
3 Novembre 2021

Hochferner – Parete Nord

Prima spiccozzata e prima bollita della stagione, anche questa volta col Laze. Visto il peggioramento meteo del week-end, saliamo il Venerdì sera in Val di Vizze, obiettivo la parete Nord dell'Hochfernerspitze o Gran Vedretta. Bel freschetto rispetto alla pianura e notte stellata. La sveglia suona alle 3 30, infatti se vogliamo cavarcela in giornata bisogna partire a notte fonda. L'avvicinamento scorre tranquillo alla luce delle frontali e quando arriviamo sotto alla parete capiamo che non saremo i soli, dietro di noi infatti ci sono vari puntini luminosi. Più che una parete è un versante, tant'è che noi non percorreremo quasi nulla della via originaria, anche se in fondo dal '29 le condizioni sono cambiate un po' per tutti. Decidiamo di percorrere il canale evidente sulla destra che permette di evitare la prima parte di ghiacciaio e credo anche un seracco. Scartiamo prima del bivacco e guadagniamo quota su pendenze costanti di 40-45° (bella sfacchinata!), portandoci sotto alla strettoia tra seracco e parete. Qui saliamo una bella goulottina con partenza su ghiaccio vivo, che deposita sul pianoro mediano, da attraversare per collegarsi alla traccia principale. Varie cordate si impegnano sul seracco centrale, noi sgattaioliamo a destra per un canalino che sul finale si trasforma in goulotte. Con un primo bel tiro e uno di collegamento, ci portiamo sotto all'ultimo seracco che aggiriamo labirinticamente sulla sinistra. Credo sia possibile passare anche tutto a destra inizialmente per salto di misto/neve pressata e poi canalino. Tutte le cordate che invece affrontano il seracco dritto per dritto si bloccano sulle viti, per fortuna abbiamo cercato il facile... La pendenza man mano diminuisce...è pura aerobica fino in cima! Il vento non ci da tregua, generando pure dei turbini in cresta: fionde assicurate sul pendio finale! Le raffiche sbilanciano non poco, ma almeno c'è il Sole a scaldare un po'. Veloci caliamo sul ghiacciaio del Weisskarferner, sul versante opposto e finalmente riusciamo a fare una pausa. Da qui meglio legarsi, visti i crepacci anche semi-nascosti, ed inizia la lunga discesa fino ad intercettare il sentiero che scende dal rifugio Gran Pilastro. Coi piedi cotti arriviamo a valle che sembriamo degli automi, ma la sensazione è sempre quella, ed è bella.
13 Settembre 2021

Venere e Cleopatra – Due bellissime multipitch sul calcare carnico

Venere e Cleopatra sono due vie sportive, chiodate dalla cordata Solero Rossi e Cristian Mauro, rispettivamente sulla solare parete Sud-Est di Torre Peralba e sull'ombrosa parete Ovest del Torrione Spinotti, gruppo del Cogliàns. A distanza di una settimana io e Maria decidiamo di andare a ripeterle, per goderci l'arrampicata sul calcare carnico senza troppi patemi, essendo le due vie ben protette (S1). . Gli stili sono tuttavia molto diversi e ne sono venute fuori due bellissime giornate, in luoghi che, a torto, ho sempre frequentato poco.

Galleria




Una foto non potrà mai cogliere la vera essenza di ciò che il fotografo prova al momento dello scatto: di fronte a certi spettacoli, innanzi a certi spazi immensi e grandiosi ti prende un senso di grandezza che travalica la vita comune e avvicina, forse, un po’ al cielo. Tuttavia con la foto che immortala un momento, è più facile poi ricordare ed è bello a posteriori condividere con gli amici, magari fantasticando su avventure e progetti futuri