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  • Sabato 9 e Domenica 10 Maggio
  • Falesia del Veneto o Friuli
  • 18/19 Aprile - 1/3 Maggio
    Da 2 a 4 giornate
  • Veneto o Friuli
  • Maggio-Giugno
  • Falesia del Veneto o Friuli

Emozioni ed esperienze
in montagna


Ho scelto di andare in montagna perchè guardando il mondo dall'alto, la prospettiva sulle cose cambia: ciò che prima appariva grande diventa piccolo e viceversa.

E poi semplicemente perchè mi piace.

Adesso guido gli altri, trasmettendo emozioni e permettendo di vivere grandi esperienze.


Calendario Primavera 2026

Calendario Primavera 2026


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Attività estive


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Attività invernali


 

 

Bio




Claudio Betetto - A. Guida Alpina


Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato verso le montagne, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali, ho fatto della ricerca la mia occupazione primaria fino al 2022, momento in cui ho intrapreso l'affascinante percorso per diventare Guida Alpina, per riuscire a fare della mia passione un lavoro.


Adesso sono Aspirante Guida Alpina, unica figura abilitata ufficialmente all'accompagnamento in montagna su terreno alpinistico e su qualsiasi terreno, sia esso roccia, neve o ghiaccio.

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Perchè scegliere una Guida Alpina?

 

La montagna non è esclusiva di nessuno e credo fermamente che in essa viga la massima libertà, nel rispetto di sè stessi e degli altri. 

In montagna il rischio zero non esiste, così come la totale sicurezza rappresenta una vera e propria chimera che, in maniera fuorviante, alcuni spacciano per realtà.

La Guida Alpina non avrà mai la ricetta magica della sicurezza totale, ma rivolgendoti ad essa potrai anche imparare a valutare in modo critico quali sono i rischi intrinsechi nelle varie pratiche alpinistiche.
Affidandoti ad una Guida Alpina potrai concentrarti maggiormente sulla gioia e il divertimento di una arrampicata Dolomitica o di una sciata nella più leggera neve polverosa.

A differenza di altri paesi esteri dove è considerato normalissimo, in Italia manca decisamente la cultura del rivolgersi alla Guida Alpina per effettuare un'uscita in montagna, anche se le cose stanno pian piano cambiando, vuoi per l'interesse crescente che c'è stato per il "mondo outdoor", vuoi per una presa di coscienza generale.

La Guida Alpina è un professionista a tutti gli effetti, iscritto ad un albo regionale e nazionale; è l'unica figura abilitata all'accompagnamento in alta montagna e su terreno alpinistico possedendo una formazione specifica di più di 100 giornate sui vari terreni di arrampicata su roccia, su ghiaccio, alta montagna e scialpinismo, riconosciuta a livello nazionale e anche all'estero. A queste si sommano le almeno altrettante giornate passate in montagna per maturare l'esperienza necessaria per accedere al periodo di formazione (è richiesto un severo curriculum alpinistico), i corsi di aggiornamento professionale che la Guida è obbligata a seguire e le varie ascensioni personali e non, maturate nel tempo (sì, molte Guide nel tempo libero praticano attività alpinistica personale).
Inoltre è bene ricordare che ogni Guida iscritta all’albo, sottoscrive una polizza RC professionale, obbligatoria per legge.    

C'è però anche dell'altro: la Guida Alpina non ha solamente l'obiettivo di accompagnare ma anche quello di trasmettere i valori propri dell'alpinismo, con la finalità di far acquisire una maggiore autonomia, consapevolezza e confidenza con l'ambiente montano.  
Inoltre il suo ruolo è anche quello di insegnare la tecnica delle varie discipline, garantendo un percorso personalizzato a seconda del livello di partenza del cliente.
Infine, la Guida Alpina, rappresenta un punto di riferimento sul territorio per tutti coloro che frequentano la montagna o che si stanno avvicinando ad essa, fornendo consulenza e supporto, nei limiti del possibile; è sua prerogativa la cura degli ambienti nei quali opera, per una questione di rispetto sia dell'ambiente stesso che di chi lo frequenta. 


Blog




16 Aprile 2026

Monte Canin dalla Ferrata Julia – Scialpinismo

Nella lista dei desideri da molto tempo, finalmente realizzato, un po' per caso quando Saverio me la propone come gita partendo da Sella Nevea. Risaliamo le piste per portarci a Sella Bila Pec. Qui c'è l'annoso dilemma se togliere le pelli e sciare oppure tenere gli sci in spalla; io e Saverio optiamo per la prima opzione, il Batti invece decide di spalleggiare: morale della favola, ripelliamo nello stesso momento!  Risaliamo lungo l'ex ghiacciaio per portarci fin sotto le pareti dove individuiamo la ferrata.  Lasciamo gli sci alla base ed evitiamo il primo tratto di ferrata, optando per il canale a sinistra che poi con un traverso si collega al cavo, che seguiamo fino ad un successivo canale sulla destra (50-55 gradi), il quale ci porta fino in cresta (mega cornice aggettante).  Dall'uscita in una decina di minuti siamo in cima per cresta facile...stupendo.  In discesa ritorniamo agli sci senza calate in doppia e poi gran divertimento fino al pianoro sottostante Sella Bila Pec. Qui tocca ripellare per poi sciare fino a Sella Nevea tra neve pappa e polenta. 
16 Aprile 2026

Forcella dell’Inferno dalla Val di Suola per il Passo del Mus – Scialpinismo

Bel giro a semi-anello uscito quasi per caso dal cappello magico, osservando la Val di Suola, di passaggio nel fondovalle.  Spalleggiamo gli sci per 400m di dislivello scarsi, pellando appena il bosco si apre sul fondovalle ghiaioso della Val di Suola.  Bella la salita al Passo del Mus, prestando attenzione ad un lastrone in uscita in forcella, aggirato a destra (40-45 gradi).  Traversiamo a destra verso Forcella Fantulina Alta su terreno misto neve-erba e una volta in cresta, puntiamo alla Forcella dell'Inferno, traversando ancora su neve e poi su dritti (max 40 gradi).  Discesa su neve perlopiù ghiacciata causa vento freddo da Nord e nuvole sopraggiunte nel frattempo. Da prestare attenzione nella parte alta a qualche lastroncino non portante che rischia di compromettere l'equilibrio (conseguenza non simpatica su neve ghiacciata), quindi sciata controllata, bella per gli amanti del genere, soprattutto perchè dura più del solito!  Bella giornata con l'irriducibile Sav. 
13 Aprile 2026

Soleado – Parete di Mandrea

Seconda giornata del rock trip Val d'Adige-Valle del Sarca con Smarzi: obiettivo sfinire i braccini sui gialli della Parete di Mandrea di Laghel, via Soleado.  Gran bella sequenza logica di diedri, fessure e muri tecnici, spesso su prese rovesce che obbligano ad uno stile molto tecnico e cervellotico. A discapito della linea che sfortunatamente non è propriamente e goccia d'acqua (e qualcuno dirà "chissene!"), l'arrampicata è superba.  Ci riesce la libbera del terzo tiro che sarà sul 6c con uscita dura (doveroso agguantare il fico al volo), e anche del successivo traverso sul 7a ghisante a piattoni.  In alto tuttavia (mannaggia), il nono tiro ci prostra gli avanbracci e verso la fine dello strapiombo iniziamo a tirare il tirabile. Peccato perchè i passi sembrano più intuibili rispetto alle sezioni sottostanti. Così come sul decimo tiro il blocco iniziale non ci riesce... ma ormai si stava esaurendo le pile, almeno per quanto riguarda il sottoscritto!  In uscita ovviamente seguiamo l'originale con traverso a destra, accorpando gli ultimi due tiri (attrito).  Bella giornata, finalmente di nuovo su una via di lunghezza decente!
13 Aprile 2026

Forcella Montanaia dal Rifugio Giaf – Anello scialpinistico

Ai luoghi famosi e blasonati, ho sempre preferito un tipo diverso di montagna, quella solitaria ed appartata, dove puoi fermarti a guardare il Sole ed ascoltare il silenzio. Stefano appoggia questo progettino che mi frullava in testa da un po' e così ci ritroviamo ad arrancare su per canali di neve fra le guglie del magico Oltrepiave. Partiamo da Forni spalleggiando sì e no una ventina di minuti, poi con le pelli per il Rifugio Giaf fino a Forcella Scodavacca che svalichiamo e scendiamo in versante Cadore, con sciata di sopravvivenza. Ripelliamo il canale di Forcella Montanaia in ambiente da favola. In cima la vista si apre sul Campanile, facendoci già sognare l'Estate! In discesa, vista l'esposizione settentrionale, riusciamo a tracciare qualche bella curva in polvere, per poi risalire a Forcella Monfalcon di Forni attraverso il Cadin d'Arade e poi giù a valle, prima per il canalone di Las Busas e poi con sciata varia tra mughi e bosco... per amanti del genere! Giornata da ricordare!
12 Aprile 2026

Prigionieri del Sogno – Scoglio dei Ciclopi

Che chicchetta che tira fuori lo Smarzi questa volta! Prigionieri del Sogno è una via a spit di 5 lunghezze chiodata da Sergio Coltri nel '95 che si svolge sull'estrema destra della falesia dello Scoglio dei Ciclopi, in Val d'Adige. Bel pomeriggio a cercare il fresco su questa bella parete che ai primi di Aprile va all'ombra sulle 13 30. L'avvicinamento non è tragico come supposto, qualche corda fissa in buono stato e un po' di sentierino ripido stile Val d'Adige, nulla di più. La via inizia con un tiro di scaldo, per poi proseguire con un secondo tiro leggermente più impegnativo ma corto. Il viaggio meriterebbe solamente per L3 e L4 da antologia su goccette e con qualche passo atletico che costringe a strizzare bene sulle dita...roccia di gran qualità e parete aerea! Si prosegue con il quinto tiro, quello finale, che sgrada un po', ma non banale. In uscita si trova una sosta nuova di pacca con catena e anello di calata. La discesa è comoda con tre doppie lungo la via.
12 Marzo 2026

Corno Cieco (Blinnenhorn) – Scialpinistica da Riale

La scialpinistica al Corno Cieco (Blinnenhorn in tedesco) si era insinuata come un tarlo nel cervello da quando l'avevo mancata al Corso Guida.  Quale occasione migliore di una trasfertina in Svizzera dal Laza per abbinare questa salita "di strada"?  Il Corno Cieco è una cima che non presenta difficoltà alpinistiche particolari ma con gli sci è sicuramente una bella gita, solitamente affrontata in condizioni Primaverili, che quest'anno si presentano già ai primi di Marzo, a seguito di un periodo anormalmente caldo. L'uscita può essere affrontata seguendo itinerari diversi; noi optiamo per il seguente, sia in salita che in discesa: Riale-Canale dei Sabbioni-Pian dei Camosci-Passo dei Camosci-Corno Cieco. Partiamo da Riale con le pelli alle 5 45 e in circa 6 ore siamo sulla cima. La discesa sarà bella lunga, con una piccola ripellata dal pianoro del ghiacciaio al Passo dei Camosci.  La sezione tecnica di sciata è rappresentata dal canalino sotto il Passo dei Camosci (seguiamo quello diagonale di sinistra, faccia a valle), che richiede qualche curva saltata su firn di prima qualità...poi si mollano gli sci ed è solo divertimento!   In discesa troviamo varie tipologie di neve ma tutte sciabili. L'arrivo a Riale racchettando sulla pista da fondo è sempre epico! Grazie Laza, come sempre giornate top assieme!


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