Bio




Claudio Betetto, alpinista (ci si prova!) e mountain blogger

Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato alle terre alte, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali.


Supportato da Sestogrado - Online shop di arrampicata sportiva
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Avventure




23 Maggio 2022

Gelbe Mauer – Cima Piccola di Lavaredo

Quale modo migliore di inaugurare la stagione se non sui gialli in Lavaredo? La scelta ricade sulla famosa Gelbe Mauer, nota anche come Muro Giallo, all'anagrafe "Perlen vor die säue", che tradotto significa "Perle ai porci". Un po' un casino insomma. Sta di fatto che siamo andati a tirare tacche. Questa è una via sportiva aperta nel '96 da Glowacz e Albert che rappresenta una sorta di riferimento in Dolomiti per la bellezza, rispetto alle difficoltà che presenta. Nonostante la scarsità di neve, la strada a pedaggio è ancora chiusa, perciò saliamo dal Lago Antorno e in circa 1 oretta e mezza siamo all'attacco, giusto quando il primo sole colpisce la parete. Fin dal primo tiro continuità e un giusto mix tra fisicità e tecnica la fanno da padrone. Le prese smagnesate aiutano, anche a fidarsi di tirare quello che mai altrimenti si tirerebbe, aiutati anche da una spittatura "intelligente" (S2) che mantiene un obbligato consono al grado massimo, senza rendere il possibile volo seriamente pericoloso. Riporto la mia opinione sui tiri, consapevole che si discosta abbastanza dalla valutazione originale: 1- Primi spit da affrontare con convinzione, poi continuità, 7a. 2- Grado sul finale, 7a. 3- Su dritti e poi decisamente a destra, 6c. 4- Tettino relativamente facile, poi strapiombo di gran continuità con alcuni passi più duri, 7a+. 5- Partenza e successivo traversino a destra delicati, 7a. 6 - Passo duro aggirabile a destra saltando una rinviata, 6c+. 7 - Su carta sgrada ma la ghisa monta, 7a/+. 8 - Su dritti mirando al tetto, un passo decisamente duro, poi gestione della ghisa, 6c+. 9 - Tetto violento su buone prese, 7a. Da qui decidiamo di non proseguire per gli ultimi due tiri, optando per la discesa in doppia (passare qualche rinvio!), infinitamente più comoda rispetto alla normale, dove peraltro nel frattempo è avvenuto un grave incidente, con annesso recupero in elicottero: meglio evitare! In meno di un'ora siamo alla base, uno sguardo al Muro Giallo sopra di noi: che spettacolo! Sgancio un cinque a Stefano e poi filiamo giù verso la birra!
6 Maggio 2022

Fitzcarraldo – Scogliera del Pal Piccolo

Di nuovo nell'amata Carnia, per salire la bella Fitzcarraldo, sulla Scogliera del Pal Piccolo. Sono con Maria che gioca in casa e si butta su questa via che risulta mai banale, pur essendo breve e nel complesso non impegnativa. Per la relazione rimando alla guida in calce, mi limito a qualche nota: sul primo tiro ci teniamo sulla linea di destra a resinati, dove la scalata è piacevole. Il secondo tiro ha un passo aleatorio in spalmo da fare con convinzione. Il terzo tiro è più fisico con un traverso a destra non facile, dove bisogna muoversi perfettamente coi piedi. Sul quarto tiro abbiamo seguito la variante a sinistra, facile ma bella, dove almeno qualche presa c'è! Poi segue una placca appoggiata a buchi e piedi in spalmo. L'ultimo tiro invece è in fessura fisica, ci è parso più 6a che 5c! Gli spit sono nuovi, le soste senza catena. Non indispensabile, ma qualche friend entra, noi avevamo #0.3-1 e li abbiamo usati. La discesa avviene comodamente in doppia, saltando qualche sosta.
4 Maggio 2022

Marche Rocktrip pt. 2 – Le Rocche e la Balza della Penna

2 Maggio 2022

Marche Rocktrip pt. 1 – La Gola di Frasassi

Ponte del 25 Aprile, meteo disastroso ovunque. Passiamo dal puntare il granito della Val di Mello al sognare le vie lunghe di Finale Ligure, ma alla fine la zona che pare essere meno perturbata è quella dell'Italia centrale...così cambiamo meta ad una manciata di ore dalla partenza, per dirigerci verso le Marche: anche questo fa parte dell'avventura! Il viaggio lo sfruttiamo per pianificare i giorni che verranno, facendo qualche telefonata e consultando le preziose relazioni reperibili in rete sul sito di Samuele Mazzolini. Decidiamo per la Gola di Frasassi, dove il primo giorno scaleremo alla Falesia del Tempietto, viste le previsioni meteo infauste; il secondo giorno invece saliremo la via sportiva "Sii te stesso...quindi asino", posta sulla bastionata inferiore della Gola di Frasassi.
19 Aprile 2022

Helena e La Piccola Verticalità – Due arrampicate plaisir ad Arco

Dopo aver visitato la bella falesia di Gaium, situata all'imbocco della Valle dell'Adige, ci trasferiamo ad Arco per due giorni di arrampicata plaisir. Maria tira fuori dal cappello magico due belle vie di Grill e compagni. Il primo giorno avvicinamento praticamente zero e siamo sulla via Helena alla Parete di San Paolo. Iniziamo che il sole brucia ma in breve si alza la brezza e scalare diventa una goduria. La via merita una ripetizione: infatti la scalata è varia con placche, fessure, strapiombi e pure un diedro finale. La roccia è bella anche se un pelo consumata in certi punti; la chiodatura è generosa con le solite clessidre cordonate in stile Grill che oltre a proteggere la scalata, indicano anche perfettamente la linea da seguire. La discesa veloce ci fa arrivare direttamente al furgone...comodissimo! Per una ripetizione è sufficiente portare una decina di rinvii, eventualmente entra anche qualche friend medio. Il secondo giorno ci raggiunge Niccolò e decidiamo per la via La Piccola Verticalità alle Coste dell'Anglone, una vera chicca, più impegnativa rispetto a Helena, salita il giorno precedente. La via si articola in due sezioni: la parte bassa sui grigi, la parte alta sui gialli. Parte Niccolò che conduce i primi 5 tiri, dove non mancano alcuni passaggi un po' tachienti ma l'arrampicata è delle migliori e la roccia sempre ottima. Il tetto del secondo tiro viene aggirato a sinistra su ronchie e non rappresenta il tratto più impegnativo ma è fisico. Dalla sesta lunghezza la situazione cambia, la parete comincia a strapiombare di più e si scala su gialli lavorati dall'acqua con varie canne e gocce belle grippose: una goduria! Il sesto tiro inizia con una sezione a prese verticali che richiede buona lettura e poi traversa sotto al tetto. Il passo chiave è sul settimo tiro dove con un passo secco (sul 6b+) si supera un tettino usando canne, buchi, tacche, gocce: c'è di tutto! Unico neo i piedi un pelo unti. Su L8 invece la difficoltà è distribuita sulle prime 4 protezioni con l'uscita dallo strapiombo fisica (sul 6b). Attenzione allo spuntone che si usa anche per rinviare... prima o poi cederà del tutto. Un ultimo tiro più facile porta sul bosco sommitale, da cui in breve si raggiunge a sinistra la sterrata e poi il Sentiero degli Scaloni che con qualche tratto attrezzato facile riporta a valle. Bella via, una vera sorpresa! Per la ripetizione sono sufficienti 12 rinvii, infatti abbondano le clessidre cordonate e sui tratti più duri non mancano gli spit. Qualche friend medio può tornare utile per proteggere alcuni tratti un po' più lunghi.
7 Aprile 2022

Fuori di linea – Sojo Bostel

Di nuovo al Bostel, questa volta col Max su Fuori di Linea, firmata Federico Stefani e Tranquillo Balasso. La via sale sui gialli a destra del Richiamo di Penna Bianca, l'attacco è segnato con una targhetta. La via è interamente chiodata con piastrine artigianali, chiodi e cordoni su clessidre. Gli apritori consigliano giustamente in via prudenziale di portare chiodi e qualche friend, noi avevamo solo i secondi ma non li abbiamo usati. La roccia a mio parere è di qualità peggiore che su Penna Bianca e la Tostata, ma come diceva qualcuno "non esiste buona o cattiva roccia, ma solo buono o cattivo rocciatore". Scrivo una veloce valutazione dei tiri, vista la chiodatura ravvicinata (anche se mista) metto il grado in scala francese: 1. Placca appoggiata gialla che sul finale si verticalizza, una passo sul finale (6a/b); 2. Diedro giallo strapiombante, fisico su buone prese. Friabile (6b+); 3. Tiro corto fino alla nicchia, bei movimenti (6a+); 4. Traversone a sinistra sotto al tetto. Prese discrete ma bella ghisa! (7a); 5. Petardo. Si intuisce come scalarlo ma la libera è per pochi (A0 e A1); 6. A sinistra e poi per bel muro compatto con belle sequenze nella parte alta e passo ditoso in uscita. Avvantaggiati gli alti (6c); 7.-8. Diedro giallo non banale in partenza, poi più facile (6a partenza). Si può accorpare ma attenzione agli attriti; 9. A destra e poi su dritti su piatti (5); 10. Tiro corto ma intenso in strapiombazzo su piatti. Bei movimenti, fisico (7a); 11.-12. Partenza più dura, poi intervalla roccia a zone boscate. Il salto dopo la sosta intermedia è duro ma azzerabile. In uscita si riescono a rinviare degli alberi (5c/A0). La discesa è piacevole e avviene per comodo sentiero sulla sinistra (ometti). Peccato la via sia già finita, qualche altro tiro me lo sarei fatto, ma ora è momento di panino e birra!

Galleria




Una foto non potrà mai cogliere la vera essenza di ciò che il fotografo prova al momento dello scatto: di fronte a certi spettacoli, innanzi a certi spazi immensi e grandiosi ti prende un senso di grandezza che travalica la vita comune e avvicina, forse, un po’ al cielo. Tuttavia con la foto che immortala un momento, è più facile poi ricordare ed è bello a posteriori condividere con gli amici, magari fantasticando su avventure e progetti futuri