Bio




Claudio Betetto, alpinista e mountain blogger

Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato alle terre alte, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali.


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62

Vie di arrampicata salite

2

Vie nuove

192

Vette raggiunte

2000m

Dislivello compiuto quest’anno

001

Corde spezzate

Avventure




9 Luglio 2019

Diedro Mayerl – Sass dla Crusc

Ennesimo week end dolomitico, è impossibile stufarsi di queste montagne. La passione per i diedri mi ha portato ad adocchiare il Diedro Mayerl, una grande classica del Sass dla Crusc che con tracciato pressochè lineare, supera il diedro della parete Ovest, stando praticamente sempre sul giallo. La via è stupenda, sostenuta ma ben chiodata e proteggibile a friend medio-grandi. Regala un’arrampicata bellissima, meno fisica di quanto pensassi, anzi, il diedro conviene quasi sempre affrontarlo in spaccata. Chiaramente in alcuni punti bisogna tirare bene ma non sono molti! Saliamo in furgone fino ai 1700 m di Castalta, frazione sopra Badia. Con questa soluzione evitiamo di prendere gli impianti visto che non ci va e dobbiamo partire presto per via del meteo instabile nel pomeriggio. Dopo un avvicinamento fin troppo bucolico,puntiamo alla parete. Lo zoccolo è lunghetto ma saliamo veloci e in breve stiamo mettendo i ferri all’imbrago. Parto io sul primo tiro, marciotto nella prima parte, ma poi la situazione migliora. A partire dal secondo tiro la situazione si fa decisamente interessante e sul terzo tiro, quello della fessura infinita, direi esaltante: che via atomica! Il tiro chiave tocca a Cippo che se lo porta fuori senza troppi problemi, mentre l’uscita in placca tocca a me, un po’ traumatica dopo aver scalato 200m in diedro! Siamo fuori poco prima delle 15 e il panorama verso l’altipiano è semplicemente spettacolare. Breve pausa e poi giù per il sentiero verso valle…peccato sia finita così presto. Utilizzata la relazione di Quartogrado, precisa e affidabile. Utilizzata serie di friend dal 0.3 al 3 raddoppiando le misure 1, 2 e 3.
7 Luglio 2019

Frisch-Corradini – Pala del Rifugio

Bel viaggio questa via sulla Pala del Rifugio, in Val Canali. Le difficoltà tutto sommato contenute non devono trarre in inganno poichè si tratta pur sempre di una via di più di 700m, con discesa per nulla banale nella parte alta! La roccia è quasi sempre ottima, tipica delle Pale con grosse vasche e maniglie anche se nei primi tiri l’erba la rende meno solida e disturba un po’ l’arrampicata. Le soste sono sempre presenti ma pochi i chiodi di passaggio tranne nei passaggi più duri e neppure sempre. E’ stata la prima volta che ho scalato con Francesco, la via me l’ha proposta lui e devo dire che la scelta è stata azzeccata, nel complesso è venuta fuori una gran giornata!
5 Luglio 2019

Pilastro Grigio – Mulaz

Sono poco avvezzo alle Pale e la voglia di arrampicare un po’ anche in questo gruppo magnifico è tanta! Così quando si presenta l’occasione di salire il Pilastro Grigio col Pet e il Dori, non mi tiro indietro, attratto da questa via, rinomata per la splendida qualità della roccia. Notte sul sedile del passeggero e alle 7 30 mi trovo in Val Venegia con gli altri che sono saliti in giornata. Il luogo è “bello” per definizione e l’avvicinamento trascorre piacevole. Lo zoccolo non è corto e presenta due passi di II. Arrivati all’attacco della via incontriamo Luca dei Sass Baloss, anche lui intenzionato a salire il Pilastro Grigio, il quale ci lascia passare avanti, così attacchiamo subito. I primi tre tiri se li pappa il Dori. La partenza è in diedrino non banale (V+) e soprattutto il secondo tiro non è niente male su roccia compatta a buchi e diedro sul finale (VI-). Il terzo tiro è in fessura e poi si traversa a sinistra fin sotto al diedro. Dal quarto al sesto tiro tocca a me. Parto sul diedro, chiave della via. Sembra di essere a Paklenica da quanto è bella la roccia e la difficoltà si aggira intorno al VI con un passo più duro a 1/3: i piedi sono in spaccata o in spalmo a cercare le piccole asperità della faccia destra del diedro e le mani nella fessura centrale, qualcosa di spettacolare, un tiro che vale la via. Pochi chiodi ma la proteggibilità è buona a friend medio-grandi. Segue un tiro carino con fessura (V) e poi il traverso oltre il quale si riparte in verticale per roccia lavoratissima e facile (IV+/V). Poi ci scambiamo e parte a condurre Marco fino in cima con difficoltà fino al V ma in prevalenza più bassa. Fa un […]
1 Luglio 2019

Via Livanos-Bourgeois-Vaucher – Cima dell’Elefante

Stefano tira fuori dal cappello magico questa stupenda via di cui non avevo mai sentito parlare fino al giorno prima! Mi aggrego e facciamo cordata in tre con l’amico Giacomo. Con linea elegante, la via vince il diedro sud di sinistra della Cima dell’Elefante, in Civetta, a fianco alle più rinomate Torre Venezia e Torre Trieste. E’ di stampo classico e pur essendo relativamente poco conosciuta, risulta abbastanza chiodata, almeno nel diedro e le soste sono tutte presenti tranne nell’ultimo tiro. Dormo in macchina a Capanna Trieste, in Val Corpassa mentre i due mi raggiungo la mattina alle 6. Saliamo veloci al Vazzoler e dopo poco svoltiamo a destra per puntare verso la Cima dell’Elefante. Gli schianti non aiutano ma in qualche modo ne veniamo a capo e puntiamo verso la nostra montagna. Uno zoccolo “importante” con passo di III, conduce all’attacco nei pressi di un abete schiantato. Un tiro di corda sul V porta ad una banca detritica oltre la quale si perviene alla grande cengia dove attacca la via. Il primo tiro in diedro è il più impegnativo (VI+) e Stefano lo conduce alla grande. Poi tocca a me sul proseguo del diedro (V, V+) che trovo bagnato e con alcune prese belle viscide. Poi segue una placca grigia a scaglie delicata (VI) che porta sotto al camino finale da risalire all’interno fino alla grotta fra l’anticima e il corpo principale. Segue una paretina di roccia marcia e poi si sosta a piacere (V-). Usciti dalla via, saliamo le ghiaie fino alla cima. La discesa non è semplicissima ma il canale da imboccare è segnato con un ometto pochi metri più in basso e a Est della cima (dentro al mugo c’è anche un cordone per calata eventuale). Seguiamo il canale tenendoci a destra disarrampicando e con 3 […]
16 Giugno 2019

Via degli Scoiattoli – Cima Scotoni

La fame di roccia è tanta e la voglia di mettersi in gioco anche: optiamo per la Lacedelli-Ghedina-Lorenzi a Cima Scotoni. Dopo una pizza a Longarone, saliamo veloci al Passo Falzarego e poi giù verso la Badia fino alla Capanna Alpina, sotto al Rifugio Scotoni, dove dormiamo le nostre belle 6 ore. L’avvicinamento è quasi piacevole e tocchiamo la roccia poco prima delle 9. La giornata è calda ma noi ce ne staremo al fresco ancora per un po’, fino a che non arriverà il sole. Lo zoccolo scorre veloce ed in breve ci ritroviamo sul tiro chiave, iper chiodato e risolvibile senza superare il VI in libera, con un movimento in A1 e qualche A0. Poi si inizia ad arrampicare in un oceano giallo e nero in cui la soluzione di continuità è data dalla prima cengia, usciti dal sesto tiro. Dopo un diedro grigio con arrampicata da manuale, Nicola si spippa una variante d’uscita alla prima cengia, salendo un diedro giallo fessurato strapiombante e bello marciotto, evitando a sinistra il Passo del Serpente. Gran complimenti Nic, per nulla banale! La seconda parte della via è un vero viaggio alla ricerca dei punti di debolezza della parete. Con arrampicata stupenda, difficoltà continue e bella esposizione, a cavallo fra il giallo e il nero,traversiamo fino alla verticale di un diedro giallo che poi saliamo con un bel tirone da 50m, molto ben chiodato. Sul penultimo tiro mi imbatto in una fessura ostica che risolvo in A1 su friend 0.5, poi la via è finita. Con un tiro facile raggiungo la seconda cengia e recupero Nicola. Una stretta di mano e ci sediamo, prendiamo qualcosa da mettere sotto ai denti e contempliamo, in silenzio, la bellezza della montagna. La luce è quella del tardo pomeriggio. Poi, troppo presto, arriva il momento di […]
13 Giugno 2019

Cassin – Piccolissima di Lavaredo

Dopo aver salito lo Spigolo Giallo, dormiamo al parcheggio del Rifugio Auronzo. Il luogo è spaziale e l’ambiente motivante perchè gira un sacco di gente fortissima! Si sente già parlare delle vie a Nord…e siamo l’8 di Giugno! Ci svegliamo che l’atmosfera è nebbiosa ma siamo fiduciosi e infatti poi il meteo ci ripagherà con una giornata migliore della precedente. La Cassin ha decisamente una marcia in più rispetto allo Spigolo Giallo infatti i tiri centrali sono molto sostenuti e con le protezioni a volte distanziate. Parto sul primo tiro in diedro, molto bello e accorpo fino alla cengia. Poi il secondo tiro mi da una bella sveglia e il terzo è una bastonata. Il traverso invece è facile rispetto al resto. Poi parte Cippo che si fa il diedro di VI- e il tiro dopo su roccia grigia molto bella. Infine Nicola conduce fino in cima. Per le doppie ci sono delle calate nuove su spit ma noi seguiamo due ragazzi altoatesini sulle vecchie calate, molto funzionali anche con una corda sola.  Ci caliamo dal grosso anellone dove termina la via (sotto la vetta) e poi traversiamo a dx (faccia a valle) fino allo spigolo dove parte una serie di 2 o 3 corde doppie che portano alla forcella che separata la Piccolissima da Punta Frida. Da qui con 4 doppie su nuovi anelli resinati, scappiamo dall’orrido innevato e grondante acqua e torniamo alla base.

Galleria




Una foto non potrà mai cogliere la vera essenza di ciò che il fotografo prova al momento dello scatto: di fronte a certi spettacoli, innanzi a certi spazi immensi e grandiosi ti prende un senso di grandezza che travalica la vita comune e avvicina, forse, un po’ al cielo. Tuttavia con la foto che immortala un momento, è più facile poi ricordare ed è bello a posteriori condividere con gli amici, magari fantasticando su avventure e progetti futuri