7 Dicembre 2022

Franz – Meisules dala Biesces

Con Niccolò scalo poco ma quando capita c'è da divertirsi. Questa volta optiamo per l'ombrosa parete Nord-Ovest delle Meisules, via Franz. La via in questione è stata aperta da un Ivo Rabanser appena diciassettenne: io a quell'età pensavo a farla franca coi compiti per casa e a come sarebbe stata la prossima festa del Sabato sera. C'è che siamo figli del luogo in cui cresciamo ma sicuramente conta una certa predisposizione personale. Ma va bene così. Sta di fatto che ci ritroviamo all'attacco: i piedi appoggiati su un prato verde, i gialli sopra le nostre teste e una via da salire. Che poi è una volontà, mica un obbligo. Per darci la giusta carica, ricordiamo la bellissima descrizione della Franz che viene fatta su un noto sito online...per un attimo ci sembra di andare al patibolo, ma il tragico sfocia presto nel comico: prendiamolo di petto questo duro destino! Effettivamente il primo tiro sveglia bene, sembra di essere in falesia, con la ghisa che monta e il respiro che accelera. Il passaggio repentino da giallo a grigio è destabilizzante, ma per quanto preferisca gli strapiombi, le placche a buchi fanno sempre la loro sporca figura, soprattutto se sono paragonabili a gettate di cemento armato. E allora saliamo, cercando di non perdere la "via maestra" finché non sbattiamo la testa contro allo strapiombo del terz'ultimo tiro. Qui Rabanser ha deciso di metterci lo zampino, posizionando la trappola: tre o quattro movimenti secchi in posizione sub-orizzontale a 2-3 metri dal suolo. Ce la sghignamo, la scena ha del comico e per fortuna non sfocia nel tragico. Uscire sui prati ha sempre il suo fascino, soprattutto se sai che la discesa è una passeggiata. Stretta di mano, panorama mozzafiato, chebellocheèchealtichesiamo. Quasi arrivato alla macchina la testa ha un unico pensiero (birra e piadina) ma prima mi giro a guardare la parete e realizzo che abbiamo appena salito un piccolo capolavoro.
5 Dicembre 2022

Andrich-Faè – Punta Civetta

Di nuovo in Nord-Ovest, questa volta con la macchina da guerra Carlo. Il periodo di secco ci invoglia per la Andrich-Faè, dove ci divertiamo nella prima metà su roccia da favola e asciutta, a differenza della parte alta in cui è stato necessario lottare col bagnato per venirne fuori. Gran esperienza nelle viscere della montagna, a ritmo sempre elevato!
3 Dicembre 2022

Cresta Val d’Inferno – Da Forcella Valgrande a Cima Brentoni Ovest

I Brentoni sono un sottogruppo abbastanza ai margini, solitario e silenzioso. Alla più famosa Cima Brentoni Ovest si affiancano la Centrale e Orientale, da cui poi prosegue tutta la cresta che le collega a Forcella Valgrande: la Cresta Val d'Inferno. Sfogliando la guida Alpi Carniche Alpi Giulie (Zorzi et al., 2016), mi sono imbattuto nella relazione di questa cresta, notando che porta con sé un nome importante: quello del mitico Ettore Castiglioni! La Cresta Val d'Inferno è un itinerario abbastanza complesso che si sviluppa solo in parte su cresta propriamente detta, ma più spesso a destra o sinistra, su terreno vario e roccia da buona a friabile. Vanta poche ripetizioni, generalmente da Forcella Valgrande verso i Brentoni, conveniente da un punto di vista logistico. La relazione prima menzionata è ottima, tranne per un errore alla prima forcelletta, da cui si scende pochi metri verso Sud (e non Nord). Inoltre ho sistemato le soste di calata, rinforzandole dove necessario. Alcuni tratti non sono assolutamente da sottovalutare, soprattutto il traverso su placche lisce dopo Torre Anna (III) ed il tratto in salita a Torre Evelina, friabile ed esposto (IV). Anche la discesa da Torre Evelina è delicata, su roccia marcia (II). Dalla forcella q. 2350 m, consiglio di salire al Brentoni Est tenendo leggermente la destra, senza girare in versante Sud per intendersi, ma piuttosto girando quasi a Nord. Successivamente per la traversata al Centrale, il friabile mi ha dissuaso dal rimanere in cresta e sono sceso a Sud collegandomi (senza saperlo) alla Castiglioni-Detassis allo Spigolo Sud del Brentoni Centrale, peraltro su roccia discreta (III). La traversata al Brentoni Ovest è relativamente facile, così come la successiva discesa per via normale. Nel complesso non saprei dire il dislivello, ma senza dubbio si tratta di un bel viaggio in ambiente, dove più che il grado contano sia la capacità di sapersi muovere su terreno delicato che l'orientamento, non scontato in qualche tratto. Come materiale è sufficiente una corda da 50 m (non meno) per le calate e consiglio martello e qualche chiodo per evenienza. Se si decidesse di affrontarla in cordata, qualche friend tornerebbe utile su vari tratti.
24 Novembre 2022

Angelo mio – Monte Spitz – Val Gadena

Con Lorenzo, per la prima volta sulla parete gialla del Monte Spitz, nel silenzio della Val Gadena. Abbiamo optato per Angelo mio, bella linea, bella scalata, bello tutto, tranne la roccia in alcuni punti, che insieme alla spittatura allegra rendono la salita abbastanza alpinistica. Ecco infatti, questo è il punto: la ricerca dell'avventura, a due passi da casa. Un'avventura fatta di tanti piccoli aspetti, trovata e vissuta sul verticale. In Val Gadena questo è possibile, già si intuiva dal carattere di Alessio, che poi è stato trasferito su Angelo mio. Lo capisci fin da quando varchi il primo portale che permette di accedere alla parete e poi sfili sotto al secondo, ben più grande, formato da un susseguirsi di tetti gialli da paura. E poi ne hai la conferma quando tiri il fiato in sosta, ti giri e vedi il sole che filtra nella valle... percepisci un che di onirico nell'aria. Quando riparti tutto diventa il momento presente, un non-pensiero, l'azione pura che viene rappresentata in una finestra larga 1 metro e mezzo di fronte al naso. Una sequenza di piccoli buchi e scaglie di roccia a cui riesci a dare una logicità, concatenandoli nel movimento, di riposo in riposo, di sosta in sosta, fino ad uscire dalla parete e ritrovarti seduto sull'erba. Una stretta di mano con Lorenzo e via giù in valle.
9 Novembre 2022

Super Jolly – Pala del Boral – Brentino

Bella via a Brentino che sale la Pala del Boral prevalentemente in placca, pochi metri a sinistra della più famosa Spigolo del IV Sole. La via alterna tratti facili (a volte con roccia anche scadente) ad altri più impegnativi che da soli meritano il viaggio. La via è interamente chiodata a fix, con catena alle soste. Inutili friend, portare 16 rinvii e mezze corde se si scende in doppia. Riporto qualche valutazione sui tiri: 1. Placchetta a gocce e tettino che da il grado, in guida 6a+, su internet si trova un più onesto 6b+. La verità forse sta nel mezzo, comunque passo non banale. Poi segue un tratto vegetato fino in sosta. 2. Passo delicato in placca e molta vegetazione. 3. Roccia scadente e facile la prima parte, grado sul finale con sequenza boulder di dita molto bella; 4. Tirazzo capolavoro, palesemente sottogradato in guida (6b+). Placca solcata da fessure, molto continua e di gran tecnica. Max si porta a casa l'a-vista, eroe! Direi un buon 7a esigente! 5. Tiro facile di collegamento con uscita su cengetta da non sottovalutare, 6a+. 6. Placca con secondo spit alto ma buone prese e passo molto duro dopo, bel 6c di movimento! 7. Tiro di movimento sul 6c con una sequenza molto dura all'inizio, valutata 7b in guida. Capivo un possibile metodo ma le dita non ne avevano abbastanza per tenere! Probabilmente bisogna saper spalmare meglio! Se si vuole scendere per sentiero come abbiamo fatto noi, conviene saltare la sosta su catena e andare all'albero poco dopo, dal quale poi ci si slega e si percorre il sentiero che tende verso destra fino a collegarsi alla traccia di discesa, segnata a piccoli bolli blu. Giornata super, col Menego che non molla un colpo!
31 Ottobre 2022

Creta Forata – Cresta Ovest

La Cresta Ovest è una alternativa di salita alla Creta Forata, più impegnativa rispetto alla via comune. Salita per la prima volta da Patera nel 1900, oppone difficoltà massime di II grado ed è una bellissima cavalcata di cresta, pure su roccia mediamente buona, anche se non mancano i tratti instabili e con sfasciumi. Salendo dal Rifugio Monte Siera arriviamo nel Vallone della Creta Forata, un angolo di paradiso, sospeso tra i calcari compatti di queste montagne. Lasciamo la Forcella Creta Forata a destra e saliamo un valloncello, decidendo di percorrere una variante della via originale. Perciò abbandoniamo la normale che già siamo abbastanza in alto, sulla bancata, andando a prendere la direttrice di una canalino che sale a sinistra di un evidente torrione. In cima si perviene ad una forcella e ci si congiunge con la via originale, omettata fino in vetta. La via si presta molto alla corda corta, essendoci molti spuntoni che permettono di lavorare con l'attrito. Inutili friend e chiodi, più che sufficiente una corda da 30m. Giornata super con Maria, che si presta a fare da cavia per la corda corta.