17 Febbraio 2020

Il richiamo di Penna Bianca – Sojo Bostel

Voglia di roccia e di sole, lo zero termico è previsto a 3800m: la soluzione è andare a scalare su qualche bella parete a Sud per godersi l’anticipo di Primavera e Francesco mi propone Il Richiamo di Penna Bianca sul Sojo Bostel, in Val d’Assa. Non farà caldo come speravamo, anzi sul finale tirerà un venticello da ghiacciare le mani però la via si rivelerà azzeccata, molto bella e dal sapore alpinistico, vuoi per la tipologia di roccia, vuoi per i continui zig zag a cercare i punti deboli della parete tranne che per il quinto ed il decimo tiro, delle vere e proprie mine se saliti in libera (come noi non siamo riusciti a fare). Le protezioni sono ravvicinate, chiodi e clessidre dove la roccia lo permette, piastrine dove invece è compatta. Alle soste si trova sempre uno spit. Per il tracciato della salita, avvicinamento e discesa rimando alla scheda dell’apritore, ma aggiungo qualche nota sui tiri. Vista la vicinanza delle protezioni, spesso piastrine, la valutazione delle difficoltà è in grado sportivo: Placca con un tratto povero di appigli e diedro finale, 5c; Qualche metro in verticale, traverso aereo a sx e poi in diagonale verso destra, 6a+; In verticale su roccia magnifica, 6b+; Verso destra, poi fessurina fisica atomica e traversino a destra sotto un tetto. Sosta in niccha 6b; Movimento fisico ad uscire dalla nicchia (6c) e poi placca gialla. A0 (7a?); Tiro erboso con qualche movimento carino,5b; A destra a prendere un diedro per sostare sopra di questo, 5a; Verso destra e poi per muro giallo entusiasmante, 6a+; Traverso verso destra sotto al tetto e sosta poco dopo l’uscita, 6b; Tiro molto impegnativo se fatto in libera, soprattutto la seconda metà. A0 e A1. Super proposta di Francesco che mi ha fatto scoprire questo luogo silenzioso […]
10 Febbraio 2020

Raggio di Sole – Spallone del Sassolungo

Questa via tanto blasonata è una delle “chicche” del Sassolungo infatti la frequentazione è molto elevata, anche perchè spesso è formata, neve permettendo. Per raggiungere l’attacco della via bisogna salire alla Forcella Sassolungo dove sorge il rifugio Demetz e scendere dalla parte opposta fino ad incrociare la Cengia dei Fassani. Quasi tutti percorrono la Cengia e attaccano in concomitanza del primo canale incassato ma sotto ci sarebbe un altro tiro abbastanza appoggiato. La via è in un bell’ambiente, stupendo il secondo tiro (chiave) molto continuo ma a parte questo, il resto della via è discontinuo. Tutte le soste sono attrezzate con cordoni e maglia rapida/moschettone per calata (sempre da verificare). 1) Muretto iniziale e poi su neve si raggiunge la sosta su chiodi a sx, 3; 2) Tiro chiave. Bella colata con sezione verticale sul finale e qualche passo di misto per uscire. Noi abbiamo trovato ghiaccio molto lavorato con molti agganci che facilitano sicuramente la progressione, chiaramente proteggere diventa più difficile. Sosta su chiodi a dx. 60m/5; 3) Scivolo di neve e poi muretto con passo caratteristico sotto ad un masso incastrato. Sosta su clessidra. La via Raggio di Sole prosegue a sinistra mentre a destra sale lo Goulotte dello Spallone. 60m/3; 4-5) Due tiri in goulotte su neve che alterna salti su ghiaccio (70-80°). Attenzione alle temperature perchè il sole qui arriva e può scaldare molto. Arrivati ad un fettuccione rosso sulla destra con moschettone di calata, iniziamo le doppie. Con 5 comode calate siamo alla base e poi ritorniamo in forcella Sassolungo dove ci aspettano gli sci. Inizia la seconda parte della giornata, in discesa per la Valle del Sassolungo passando per il rifugio Vicenza: che ambiente! Scendiamo fino al Monte Pana dove un taxi ci riporta al Passo Sella (gli impianti costano troppo!) Bella avventura con […]
5 Febbraio 2020

Cima Ombrettola e Cima Cadine – Anello dal Passo S. Pellegrino

Classicona di media difficoltà dove è il panorama a fare da padrone, da un lato verso la Marmolada, dall’altro verso le Pale. Partiamo dal Passo San Pellegrino e saliamo sci ai piedi su neve ghiacciata che inizia a mollare fino a Forcella del Bachet da cui proseguiamo con gli sci in spalla fino alla cima Ombrettola (utili ramponi e una piccozza a discrezione, 45°). Sciamo su neve pressa in versante Nord fino al Passo delle Cirelle. Qui rimettiamo gli sci e saliamo alla Cima Cadine da cui poi sciamo fino alla macchina per un bel vallone, vario ed entusiasmante. Il versante lato Passo San Pellegrino presenta esposizione prevalente a Sud-Ovest, la neve quindi assesta velocemente e la gita si presta per le giornate soleggiate in modo da trovare firn in discesa, col giusto timing. Scialpinistica che si è rivelata al di sopra delle aspettative come bellezza, in una zona che ho frequentato sempre poco, un grazie a Marco per avermi coinvolto!      
23 Gennaio 2020

Spiccozzando in Alpago – Colombera-Cimon dei Furlani-Cimon di Palantina

Questa volta avevo una gran voglia di farmi un bel giro da solo, senza corda, con i tempi scanditi solo da me. E avevo voglia di un po’ di dislivello, visto che ultimamente le gambe non sono troppo impegnate. La scelta è ricaduta sull’Alpago dove si riesce a trovare l’avventura a due passi (circa) da casa. L’obiettivo principale della giornata è il canale Sud-Ovest del Cimon dei Furlani per il quale non decido l’approccio “classico” da Piancavallo ma salgo dall’Alpago, passando per il Colombera, visitato pochi giorni prima salendo il Camino dei Tor. Poi si aggiungerà anche il Cimon di Palantina, per un canalino un po’ improvvisato, ma è proprio questo il bello. Salire sul Colombera è facile lungo la via normale (40°) che parte dalla stazione a monte degli impianti di Piancavallo, poi la discesa per la ferrata dell’Alta via dei Rondoi insidiosa col cavo mezzo sommerso e passi su roccia, a tratti esposta. Non ho la corda ma avendola qualche calata poteva starci. Proseguo in traverso su neve a 45° marmorea (faccia a monte!) per entrare in Val Sughet. La attraverso tutta e mi porto sotto al canale Sud-Ovest del Cimon dei Furlani. La relazione di MontiAlpago parla di IV su roccia ma adesso la neve copre quasi tutto e un saltino di due metri è su ghiaccio, goduria per le picche. Poi proseguo in canale con un salto più ripido (70°) e sbuco su una forcella di cresta. Vado a sinistra e in 10 minuti sono in cima. Dalla cima lo sguardo cade sul Cimon di Palantina, sempre maestoso, con un canale a “s” che invoglia non poco…beh perchè non andare a vedere? Sfortunatamente dal basso non ho memorizzato la discesa in Val Sughet e calarsi a Nord lungo lo spigolo è suicidio senza la corda, così […]
21 Gennaio 2020

Gran Vernel – Invernale sulla parete Nord-Est

Forse sarebbe stato meglio aspettare condizioni della montagna migliori ma credo che certe esperienze vadano oltre questo aspetto. A volte quello che attrae è la potenza di una montagna, la bellezza di una linea, la voglia di mettersi in gioco. E in tutto questo è bello sapere che siamo liberi di tentare, liberi di spingerci un po’ più in là, alla ricerca di un limite che va sempre tenuto bene in vista, perché valicarlo potrebbe essere molto, troppo pericoloso. Normalmente arrampico per divertirmi ma se mi chiedessero perché vado in montagna la vera risposta sarebbe un’altra: certe esperienze, in determinati luoghi e situazioni, ti entrano dentro e capisci che nella tua vita ricerchi anche quelle. Ma non sempre è facile metabolizzarle … Cercavamo l’alpinismo e l’abbiamo trovato: pura avventura!
14 Gennaio 2020

Via Hruschka – Mur de Pisciadù

Via in camino aperta in veste estiva ma che d’inverno si trasforma e si presta alla salita con le picche su terreno misto. Quando Nicola me la propone accetto subito perchè sono rimasto seriamente colpito dalle foto viste sul web. Le condizioni sono più che buone, il ghiaccio abbonda e quindi si riesce a proteggere bene anche se è indispensabile muoversi anche su roccia. La via è una perla, ogni tiro merita di essere percorso. Fatta integrale, si sbuca in cima ma noi abbiamo deciso di fermarci dopo il caratteristico tiro del camino, visto che il ghiaccio finiva e l’intenzione era quella di calarsi lungo la via. Altre 3 cordate oltre a noi, gli ultimi ritirati per via del ghiaccio che inevitabilmente veniva scaricato dall’alto. Mega giornata con l’instancabile Nicola.