3 Giugno 2025

Punta Penia – Canalino Nord diretto

Da molto che lo adocchiavo, bastava cogliere il momento giusto per l'innevamento e per sfruttare gli sci in discesa dalla cima della Regina delle Dolomiti.  Questo è successo pochi giorni fa, in una finestra di meteo ancora fresco e dal sapore del tutto invernale in quota.  Partenza dal Fedaia alle primissime luci pensando che il sole di fine Maggio avrebbe scaldato troppo (esposizione prevalente Nord-Est, prende sole!), risultato: sono in cima alle 7:45 nel mezzo di una bufera di vento che per togliere le pelli dagli sci mi devo piegare per terra! Discesa classica di Punta Penia con passo rognoso sulla strettoia per via delle rocce infide affioranti e per finire, l'oretta di sole al Pian dei Fiacconi non la toglie nessuno!   Note: l'abbondante copertura nevosa nel canalino, lo ha reso relativamente facile, consigliata in ogni caso la doppia piccozza. In stagione Autunnale-Invernale con i salti scoperti, sicuramente qualche tiro di corda viene fatto (poi più comodo scendere per la Normale attraverso la ferrata).  In discesa con ancora meno neve potrebbe essere necessaria una breve doppia sulla strettoia. 
25 Febbraio 2025

Grapa med Travnikom in Šitami – Site (Travnik)

Grapa Med Travnikom in Sitami: mi sono ripetuto queste parole come un mantra per decine di volte e alla fine credo di averle impresse nella memoria.  A Est torno sempre volentieri anche perchè la Nord-Ovest del Travnik attira e le condizioni sembrano interessanti, soprattutto sul ripido, con neve pressata originata dalla recente nevicata umida.  La linea che abbiamo salito sul Travnik (precisamente sulla Site) non ha un nome vero e proprio, bensì è l'indicazione della localizzazione della salita, infatti letteralmente significa "colatoio tra il Travnik e la Site" (le varie declinazioni dello Sloveno chiedetele a qualcun altro). Gran giornata di alpinismo invernale, di quelle che parti e torni al buio, con tutte le incognite del caso.  Per la relazione dettagliata rimando a Rampegoni, mi limito a qualche consiglio. La prima parte è oggettivamente pericolosa perchè pressochè improteggibile, al di fuori delle soste (almeno nelle condizioni di neve pressata incontrate), dove comunque occorre avere occhio per integrare i pochi chiodi presenti. Una caduta del primo sarebbe una tragedia. La goulotte a "tubo" che immette nel canale della seconda parte della via l'abbiamo trovata in neve inconsistente, così ci è toccato risalire il canale a sinistra per poi ritornare nel principale tramite calata di 25 m da larice (piccolo ma solido). Infine, l'ultima sezione della via riserva una sorpresa con un salto repulsivo di roccia marcia che mette alla prova i nervi: lo affrontiamo tutto a sinistra trovando per fortuna alcuni chiodi (A0 parziale possibile). Il canale ed il salto finale sono evitabili a sinistra per rampe e canalini nevosi probabilmente più facili (soluzione seguita dalla cordata che ci precedeva).  Dall'uscita della via le difficoltà maggiori finiscono ma bisogna armarsi di pazienza perchè la discesa fino al Passo Vrsic è lunga (lasciare preventivamente un'auto o chiedere un passaggio), inoltre se non si conosce la zona potrebbe risultare difficoltosa al buio, con varie possibilità di errore.  Come materiale consiglio friend #0.1-2, mazzetto di dadi, 4-5 chiodi misti, 3-4 viti da ghiaccio corte e medie (usata solo una di affidabile), 2 corpi morti per soste su neve. 
17 Gennaio 2025

Goulotte Senza Nome – Torre Vitty

Torno su questa fantastica goulotte che avevo già salito nel 2022, questa volta in condizioni diverse, con meno neve e più ghiaccio, che regalano passaggini di misto più interessanti e il tiro di M5 su cui quasi non si tocca roccia.  Con Stefano che poi mi scarrozza con la vela in tandem fino alle piste del Passo Gardena...esperienza potente e gran soddisfazione riuscire a salire e scendere con questo stile! Questa volta accompagnato, tra qualche anno chissà! 
17 Gennaio 2025

Cristalli di Boemia – Cima dei Preti

Nel silenzio totale della Val Cimoliana invernale, dove il rumore è solo quello delle piccozze che battono sul ghiaccio e dei ramponi che grattano la roccia.  La Cascata della Val dei Cantoni l'abbiamo scoperta solo di recente, una classica soffiata sui social tipica di questi anni ce l'ha fatta conoscere e non abbbiamo resistito al richiamo.  Mi riferiscono che solitamente si riesce a salire solamente l'ultimo tiro ma il resto della cascata non si forma, soprattutto il candelino della terza lunghezza, quest'anno invece evidentemente è avvenuto il miracolo.  Max l'ha soprannominata Bella nei Silenzi, quale nome fu più azzeccato.
4 Dicembre 2024

Hello Woman of my dreams – Adamello

Hello Woman of My Dreams: un nome che suscita forti emozioni, unito ad una linea a dir poco logica, conditi da una cordata magistrale e delle condizioni da urlo... e l'Adamello ormai mi ha stregato!   Con i due Stefani ci siamo fatti ingolosire dalle condizioni spaziali in zona e siamo andati a metterci in coda su questa piccola perla. Peccato appunto per la troppa gente: è sempre bello infatti trovare tanti giovani che fanno alpinismo ma questa volta era veramente troppo...tuttavia mi chiamo in causa per primo, ormai è lo scotto che bisogna pagare se si vuole andare a colpo sicuro.   Parcheggiamo poco sotto al guado di Malga Caldea e Stefano "macchina da guerra" pigia sull'avvicinamento. Non so come ma riesco a stargli dietro, anche se preventivamente mi sono munito di ricambio pure di mutanda, che servirà, visti gli stati in cui arriverò al bivacco. La serata passa come sempre a fondere neve e condividendo cibo. Siamo in 11 in un bivacco da 4 ma in qualche modo ci stiamo e riusciamo pure a dormire qualche ora, chi più chi meno... Sveglia alle 4, partenza alle 5 e alle 7 siamo pronti all'attacco. Quest'anno si oltrepassa la diga e si segue il sentiero estivo che aggira la morena a destra. Giunti sul conoide di Senza Chiedere il Permesso si devia a sinistra e si oltrepassa la zona della crepacciata per portarsi all'attacco. La parete è smaltata di neve pressata: festa per picche e ramponi, meno per le viti. Le condizioni ottime ci faranno percepire la via come più facile tecnicamente rispetto agli svariati report e relazione originale. Tuttavia questo non deve trarre in inganno e far sottovalutare, poichè l'impegno complessivo rimane, considerata anche la scarsa proteggibilità sia su ghiaccio che su roccia e comunque il freddo di una vera e propria Nord in Inverno.  La cordata da 3 ha sempre il suo perchè: mentre Ste è impegnato su un tiro della parte alta con neve più inconsistente, Stefano è dietro di me che borbotta cose (sicuramente legate alla coda e alle tempistiche dilatate), pare una pentola che bolle. In sosta ce la ridiamo, giusto per smorzare un po' il freddo, considerate le lunghe attese.  L'uscita al Sole è come sempre un momento epico e Ste mi confesserà di essersi un po' commosso...più persone così dovrebbero esserci!  Per la discesa bisognerà armarsi di pazienza e accettare il fatto che è lunga...fa parte anche questo dell'alpinismo...a meno di iniziare col parapendio! 
14 Novembre 2024

Diedro Sud-Ovest – Cima del Laghetto

L'attrazione nei confronti di una salita può essere legata a molti fattori: nel mio caso, il Diedro Sud-Ovest di Cima del Laghetto (che di Sud ha ben poco, visto quanto è incassato) mi ha stregato soprattutto per la linea impeccabile, complice un album del mitico Franz, che come sempre aveva colto nel segno e saputo condensare la passione attraverso i mezzi digitali (per chi fosse interessato, rimando al suo album --> Link). In questo Novembre avido di precipitazioni, cogliamo il momento giusto per questa salita, in condizioni superlative.  Lasciamo il furgone al Rifugio Premassone e percorriamo tutto l'avvicinamento in scarpe, i piedi ringraziano. Sotto al conoide c'è un buono spiazzo dove cambiarsi e lasciare il superfluo, visto che in discesa si ritransita per di qui.  Il Diedro non si vuole svelare e lo vedi solamente all'ultimo, quando ci entri.  La prima parte della via (conoide e primo canalino) la saliamo slegati fino a che la pendenza aumenta, dove ci leghiamo. Da qui facciamo 7 tiri di cui 6 da 60 m circa e l'ultimo più corto. In tutta la via troviamo solamente un chiodo con maglia rapida, ma si integra facilmente sia su ghiaccio che su roccia, vista la qualità del granito dell'Adamello.  La via sbuca su una sella poco sopra il Pian di Neve, a sinistra Cima del Laghetto, a destra Cima Ugolini con l'omonimo bivacco, entrambe facilmente accessibili.  La discesa non è difficile ma neanche banale, soprattutto con poca neve. Noi probabilmente ci teniamo troppo a sx (faccia a valle) e non reperiamo gli ancoraggi (guardando a destra vediamo un fix in un canalino), così disarrampichiamo su rocce rotte per traversare solo alla fine verso destra e ricongiungersi al conoide d'attacco.  Ritorno lunghetto ma dopo il Glockner nulla fa più paura, oltretutto siamo sempre al sole fino al rifugio Gnutti. Poi il gelo, con la brina sui massi che impone attenzione se non si vuole finire per terra.   Il momento panico della giornata arriva alla fine quando il furgone tira dritto alla prima brina sulla strada...catene d'obbligo (1h per uscire dalla Val Malga, yeah!). Con il giovane e baldanzoso Marco che anche lui ama questo genere di alpinismo. 
×