16 Aprile 2026

Monte Canin dalla Ferrata Julia – Scialpinismo

Nella lista dei desideri da molto tempo, finalmente realizzato, un po' per caso quando Saverio me la propone come gita partendo da Sella Nevea. Risaliamo le piste per portarci a Sella Bila Pec. Qui c'è l'annoso dilemma se togliere le pelli e sciare oppure tenere gli sci in spalla; io e Saverio optiamo per la prima opzione, il Batti invece decide di spalleggiare: morale della favola, ripelliamo nello stesso momento!  Risaliamo lungo l'ex ghiacciaio per portarci fin sotto le pareti dove individuiamo la ferrata.  Lasciamo gli sci alla base ed evitiamo il primo tratto di ferrata, optando per il canale a sinistra che poi con un traverso si collega al cavo, che seguiamo fino ad un successivo canale sulla destra (50-55 gradi), il quale ci porta fino in cresta (mega cornice aggettante).  Dall'uscita in una decina di minuti siamo in cima per cresta facile...stupendo.  In discesa ritorniamo agli sci senza calate in doppia e poi gran divertimento fino al pianoro sottostante Sella Bila Pec. Qui tocca ripellare per poi sciare fino a Sella Nevea tra neve pappa e polenta. 
16 Aprile 2026

Forcella dell’Inferno dalla Val di Suola per il Passo del Mus – Scialpinismo

Bel giro a semi-anello uscito quasi per caso dal cappello magico, osservando la Val di Suola, di passaggio nel fondovalle.  Spalleggiamo gli sci per 400m di dislivello scarsi, pellando appena il bosco si apre sul fondovalle ghiaioso della Val di Suola.  Bella la salita al Passo del Mus, prestando attenzione ad un lastrone in uscita in forcella, aggirato a destra (40-45 gradi).  Traversiamo a destra verso Forcella Fantulina Alta su terreno misto neve-erba e una volta in cresta, puntiamo alla Forcella dell'Inferno, traversando ancora su neve e poi su dritti (max 40 gradi).  Discesa su neve perlopiù ghiacciata causa vento freddo da Nord e nuvole sopraggiunte nel frattempo. Da prestare attenzione nella parte alta a qualche lastroncino non portante che rischia di compromettere l'equilibrio (conseguenza non simpatica su neve ghiacciata), quindi sciata controllata, bella per gli amanti del genere, soprattutto perchè dura più del solito!  Bella giornata con l'irriducibile Sav. 
13 Aprile 2026

Forcella Montanaia dal Rifugio Giaf – Anello scialpinistico

Ai luoghi famosi e blasonati, ho sempre preferito un tipo diverso di montagna, quella solitaria ed appartata, dove puoi fermarti a guardare il Sole ed ascoltare il silenzio. Stefano appoggia questo progettino che mi frullava in testa da un po' e così ci ritroviamo ad arrancare su per canali di neve fra le guglie del magico Oltrepiave. Partiamo da Forni spalleggiando sì e no una ventina di minuti, poi con le pelli per il Rifugio Giaf fino a Forcella Scodavacca che svalichiamo e scendiamo in versante Cadore, con sciata di sopravvivenza. Ripelliamo il canale di Forcella Montanaia in ambiente da favola. In cima la vista si apre sul Campanile, facendoci già sognare l'Estate! In discesa, vista l'esposizione settentrionale, riusciamo a tracciare qualche bella curva in polvere, per poi risalire a Forcella Monfalcon di Forni attraverso il Cadin d'Arade e poi giù a valle, prima per il canalone di Las Busas e poi con sciata varia tra mughi e bosco... per amanti del genere! Giornata da ricordare!
12 Marzo 2026

Corno Cieco (Blinnenhorn) – Scialpinistica da Riale

La scialpinistica al Corno Cieco (Blinnenhorn in tedesco) si era insinuata come un tarlo nel cervello da quando l'avevo mancata al Corso Guida.  Quale occasione migliore di una trasfertina in Svizzera dal Laza per abbinare questa salita "di strada"?  Il Corno Cieco è una cima che non presenta difficoltà alpinistiche particolari ma con gli sci è sicuramente una bella gita, solitamente affrontata in condizioni Primaverili, che quest'anno si presentano già ai primi di Marzo, a seguito di un periodo anormalmente caldo. L'uscita può essere affrontata seguendo itinerari diversi; noi optiamo per il seguente, sia in salita che in discesa: Riale-Canale dei Sabbioni-Pian dei Camosci-Passo dei Camosci-Corno Cieco. Partiamo da Riale con le pelli alle 5 45 e in circa 6 ore siamo sulla cima. La discesa sarà bella lunga, con una piccola ripellata dal pianoro del ghiacciaio al Passo dei Camosci.  La sezione tecnica di sciata è rappresentata dal canalino sotto il Passo dei Camosci (seguiamo quello diagonale di sinistra, faccia a valle), che richiede qualche curva saltata su firn di prima qualità...poi si mollano gli sci ed è solo divertimento!   In discesa troviamo varie tipologie di neve ma tutte sciabili. L'arrivo a Riale racchettando sulla pista da fondo è sempre epico! Grazie Laza, come sempre giornate top assieme!
4 Marzo 2026

Marmolada Punta Penia – Canalino NE e discesa per lo spallone

Il canalino NE di Punta Penia ogni tanto viene salito, sia in tardo Autunno/inizio Inverno che in tarda Primavera. Ovviamente le condizioni sono diametralmente opposte: nel primo caso più probabilmente si troveranno condizioni più secche con conseguente aumento delle difficoltà, rispetto alla stagione avanzata in cui di solito vi sono condizioni più "nevose".  Da parecchio desideravo salirlo, per poi magari sciare da Punta Penia, bel sogno che si realizza a fine Maggio 2025, in solitaria, come qualche anno fa sulla Nord!  Partenza al buio con la paura delle temperature che invece alla fine in quota sono rigide per via del vento che sferza pesantamente la cima, costringendomi ad una fuga immediata!  Lo zoccolo roccioso sull'imbuto dopo lo spallone mi costringe a qualche numero per non rotolare giù sul ghiacciaio, ma poi la sciata ripaga di qualsiasi cosa!  Pausa al Pian dei Fiacconi per prendere il sole e poi giù alla diga...ottima chiusura di stagione! 
3 Marzo 2026

Lasca Plagna – Spallone SW

Saverio ha già scritto abbastanza su questa discesa, mi limito a qualche nota tecnica. Partiamo a piedi dal guado dove stacca il sentiero per Casera Berdo e seguiamo la strada per Malga Coot. Raggiuntala ci innestiamo sul sentiero che traversa a Casera Berdo e la raggiungiamo. Da qui valutiamo che ci piace di più la salita per Forcella Infrababa, così seguiamo la grande valanga e saliamo verso il bivacco Costantini e poi nel canalone ripido e con neve marmorea. L'esposizione Occidentale e la posizione incassata ci fanno dubitare sul fatto che la neve mollerà presto, così arrivati in forcella già sappiamo che l'opzione sarà di nuovo quella originaria, ovvero lo spallone SW del Lasca Plagna! In ambiente lunare e nella solitudine più totale aggiriamo a Sud-Est la nostra montagna e poi la saliamo per il canale Est dove troviamo ancora neve decente. In cima restiamo pochissimo vista l'aria (e la fretta del Sav che vuole vedere la discesa) così ci spostiamo lungo la cresta verso Nord fino a raggiungere il punto ottimale in cui calzare gli sci. Sciata commovente su firn, forse leggermente in ritardo ma stupenda ugualmente. Individuato il canalino sulla sinistra lo imbocchiamo e ramponando su erba ci colleghiamo al boschetto sopra Casera Berdo. Da qui inizia la ravanata, tranne che sulla stradina finale sotto Malga Coot, dove ritroviamo un po' di divertimento che ci fa dimenticare tutte le fatiche della giornata e gli innumerevoli cambi di assetto. Gran giornata, come sempre grazie a Sav per le proposte degne di nota: scialpinismo di frontiera al suo massimo splendore. NB: gita lunga e abbastanza complessa. Lo Spallone SW data l'esposizione permette tempi più "comodi" rispetto a versanti Est o Sud pieno. Noi con zero termico a 2500m e cielo sereno l'abbiamo sciato alle 13 30 circa (28 Febbraio). Preventivare probabile portage nella parte bassa e nel nostro caso anche in tutto il canalone di Forcella Infrababa vista la neve dura. Questo probabilmente sarà stato sciabile verso le 16, visto che prende sole tardissimo (dipende dal periodo). Superata la forcella le cose cambiano e l'esposizione tra Est e Sud permette alla neve di mollare. Da valutare bene l'orario per salire il canale finale del Lasca Plagna. Ovviamente tutte queste valutazione in contesto Primaverile.
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