Verrà un giorno in cui sarà proibito scalare le montagne

 
Verrà un giorno in cui sarà proibito scalare le montagne, uscire dai sentieri e correre nei campi. Non si potrà più fare l’amore e la gente camminerà in fila, a testa bassa, guardando l’asfalto grigio, appena igienizzato con l’alcol.
I bambini non si sporcheranno le mani con la terra per capire come funziona la Natura, non si rotoleranno nell'erba, sudati, nei torridi pomeriggi d’Estate e non si metteranno più le dita in bocca, neanche dopo averle disinfettate.
Il mito della sicurezza totale avrà eliminato dalla faccia della terra ogni possibile slancio vitale, ogni minima scintilla di creatività, uniformando tutti gli esseri umani, sopprimendo il genio.
Il pilota automatico sarà inserito e non ci sarà possibilità di ritorno ma ci verrà assicurato che non rischieremo più nulla.
Quel giorno fortunatamente non si è ancora presentato ma non è lontano e quando arriverà bisogna farsi trovare pronti e reagire. Ma fin da ora bisogna opporsi a questo sistema che vuole vederti crepare seduto in divano o dentro ad un centro commerciale, solo dopo averti spennato fino all’ultimo centesimo, facendoti indebitare per fare cose che non vuoi o che non ti servono, costringendoti a lavorare fino a che non gli servi più.
Il mito della sicurezza assoluta oltre ad essere spesso falso, è fondamentalmente uno specchio per le allodole per la massa, pilotato da un sistema criminale che ci lucra sopra. Ed è una delle rovine della nostra società perché annienterà l’uomo rendendolo un invertebrato.
Rallentare, togliere e tornare alla semplicità per capire che forse il 90% di quello che facciamo non serve veramente.
Per non confondere il fine con i mezzi, per svincolarci dalla logica perversa della tecnica… per vivere!
Corpo e pensiero liberi, sempre