1 Marzo 2020

Madre Tierra – Rocchetta Alta di Bosconero

Probabilmente era l’ultima occasione dell’inverno, forse anche della vita vista la rarità di formazione di questa linea. E’ il bello del ghiaccio, c’è ma poi non c’è più. Anche per la roccia fondamentalmente è così, solamente che non ce ne accorgiamo.. Alle 5 mi trovo con Stefano al parcheggio del Bosconero e saliamo veloci, fra due chiacchiere e poi ognuno coi suoi pensieri (anche perchè sarò seminato nell’ultimo tratto). La Rocchetta è lì che incombe. Il piano è semplice: andare il più rapidi possibile, il bivacco neppure contemplato. E in Stefano ho trovato il compagno perfetto, è una macchina da guerra. Sul primo tiro parto io ed è di quelli che danno la sveglia…anche perchè non si tratta di un luogo propriamente solare. Il secondo invece è forse il più duro, da scalare con le mani e poi con le picche, bel misto. Seguono altri tre tiri, due su ghiaccio psycho e uno di misto dove qualche buon friend entra. Se si passa questo filtro ed è un buon orario, si può pensare di proseguire, altrimenti meglio calarsi, infatti la via è ancora lunga, bisogna pedalare! I tiri si susseguono uno dopo l’altro senza soluzione di continuità finchè, superato l’ultimo salto, scorgo l’uscita ma le corde non arrivano. Con ultimo tiro da 20 m siamo fuori ed è lo spettacolo sulla Toanella con la sua immensa parete grigia, da brivido! Io sono ottimista e schiaffo un cinque, ma Stefano da alpinista veterano non esulta finchè non siamo coi piedi per terra, così iniziamo a scendere verso la forcella che separa la Toanella dalla Rocchetta. Tre doppie con qualche trasferimento ci portano giù. Poi è solo questione di camminare fino alla macchina. Ogni tanto ci voltiamo indietro a guardare la Rocchetta, credo di avere avuto il sorriso stampato in faccia per […]
27 Febbraio 2020

Canale Nascosto – San Sebastiano Nord

Dopo millenni, back in the game con Laza per questa bellissima salita, attualmente in condizioni a dir poco perfette tanto che ci leghiamo solo per superare il salto in ghiaccio, per il resto saliamo veloci slegati. Decidiamo di portarci dietro gli sci, scelta che si rivelerà azzeccata, nonostante la neve in discesa non abbia mollato (zero termico a 1200-1500m) ma la sciata lungo il vallone che scende dalla forcella San Sebastiano è spettacolare lo stesso. Peccato non riuscire a mettere gli sci ai piedi dalla cima. Grande soddisfazione sia perchè era veramente da molto che sognavamo questa via, sia per la riuscita della combo picche + sci che è sempre una gran figata. E poi super panorama dalla cima, spettacolare! Nel complesso ci aspettavamo più ingaggio vista anche la relazione del Franz su On-Ice ma sicuramente le condizioni ottimali hanno giocato a nostro favore. In realtà un grazie a Giovanni per la soffiata, visto che era stato pochi giorni fa con i clienti!    
24 Febbraio 2020

Zsigmondycouloir – Cresta Zsigmondy

Francesco è lanciato ormai col ghiaccio e mi propone di andare a ripetere questa via che hanno appena aperto sul versante Nord della Cresta Zsigmondy, nel gruppo delle Dolomiti di Sesto (per me di Auronzo). Detto fatto tempo qualche giorno per coordinarsi e partiamo. La notte in macchina passa alla grande per il sottoscritto, un pò meno per Francesco che lamenta di aver patito il freddo… effettivamente alle 6 di mattina il termometro segna -10 gradi, la Val Fiscalina conferma la sua fama di “ghiacciaia”. Per l’avvicinamento usiamo gli sci, scelta che si rivelerà azzeccata anche se la neve è come marmo, soprattutto nel fondovalle. La via è stupenda, un piccolo capolavoro! Il tiro di M5 è delicato ma molto bello, tutto ad agganci e presenta 4 chiodi in 20m anche se conviene integrare con qualche friend. Anche il tiro di 4+ è stupendo: un bel murone ghiacciato con molti agganci e chiaramente il ghiaccio non è quello che si trova in cascata! Anche i tiri più facili regalano sempre emozioni con qualche tratto da non sottovalutare. La pendenza di 40-45 gradi, nei tratti di canale appoggiato, evidenziata dagli apritori (che fa pensare al Vajo dell’Acqua) in realtà è sottostimata, dei punti infatti arrivano a 55° e forse qualcosa di più. Due cordate che ci precedono fin dall’attacco ci fanno penare e riusciamo a superarli solamente dopo il muro di 4+. Mettiamo il turbo ma è troppo tardi per riuscire ad arrivare in cima e non riusciremo neppure a salire l’ultimo tiro, unico neo della giornata. Sotto all’ultimo muro di ghiaccio un rapido consulto ci suggerisce di scendere se vogliamo fare almeno le doppie con la luce. Ci caliamo nel tardo pomeriggio e raggiungiamo la base che il Sole è già tramontato. Cambio di assetto veloce e poi con qualche […]
10 Febbraio 2020

Raggio di Sole – Spallone del Sassolungo

Questa via tanto blasonata è una delle “chicche” del Sassolungo infatti la frequentazione è molto elevata, anche perchè spesso è formata, neve permettendo. Per raggiungere l’attacco della via bisogna salire alla Forcella Sassolungo dove sorge il rifugio Demetz e scendere dalla parte opposta fino ad incrociare la Cengia dei Fassani. Quasi tutti percorrono la Cengia e attaccano in concomitanza del primo canale incassato ma sotto ci sarebbe un altro tiro abbastanza appoggiato. La via è in un bell’ambiente, stupendo il secondo tiro (chiave) molto continuo ma a parte questo, il resto della via è discontinuo. Tutte le soste sono attrezzate con cordoni e maglia rapida/moschettone per calata (sempre da verificare). 1) Muretto iniziale e poi su neve si raggiunge la sosta su chiodi a sx, 3; 2) Tiro chiave. Bella colata con sezione verticale sul finale e qualche passo di misto per uscire. Noi abbiamo trovato ghiaccio molto lavorato con molti agganci che facilitano sicuramente la progressione, chiaramente proteggere diventa più difficile. Sosta su chiodi a dx. 60m/5; 3) Scivolo di neve e poi muretto con passo caratteristico sotto ad un masso incastrato. Sosta su clessidra. La via Raggio di Sole prosegue a sinistra mentre a destra sale lo Goulotte dello Spallone. 60m/3; 4-5) Due tiri in goulotte su neve che alterna salti su ghiaccio (70-80°). Attenzione alle temperature perchè il sole qui arriva e può scaldare molto. Arrivati ad un fettuccione rosso sulla destra con moschettone di calata, iniziamo le doppie. Con 5 comode calate siamo alla base e poi ritorniamo in forcella Sassolungo dove ci aspettano gli sci. Inizia la seconda parte della giornata, in discesa per la Valle del Sassolungo passando per il rifugio Vicenza: che ambiente! Scendiamo fino al Monte Pana dove un taxi ci riporta al Passo Sella (gli impianti costano troppo!) Bella avventura con […]
23 Gennaio 2020

Spiccozzando in Alpago – Colombera-Cimon dei Furlani-Cimon di Palantina

Questa volta avevo una gran voglia di farmi un bel giro da solo, senza corda, con i tempi scanditi solo da me. E avevo voglia di un po’ di dislivello, visto che ultimamente le gambe non sono troppo impegnate. La scelta è ricaduta sull’Alpago dove si riesce a trovare l’avventura a due passi (circa) da casa. L’obiettivo principale della giornata è il canale Sud-Ovest del Cimon dei Furlani per il quale non decido l’approccio “classico” da Piancavallo ma salgo dall’Alpago, passando per il Colombera, visitato pochi giorni prima salendo il Camino dei Tor. Poi si aggiungerà anche il Cimon di Palantina, per un canalino un po’ improvvisato, ma è proprio questo il bello. Salire sul Colombera è facile lungo la via normale (40°) che parte dalla stazione a monte degli impianti di Piancavallo, poi la discesa per la ferrata dell’Alta via dei Rondoi insidiosa col cavo mezzo sommerso e passi su roccia, a tratti esposta. Non ho la corda ma avendola qualche calata poteva starci. Proseguo in traverso su neve a 45° marmorea (faccia a monte!) per entrare in Val Sughet. La attraverso tutta e mi porto sotto al canale Sud-Ovest del Cimon dei Furlani. La relazione di MontiAlpago parla di IV su roccia ma adesso la neve copre quasi tutto e un saltino di due metri è su ghiaccio, goduria per le picche. Poi proseguo in canale con un salto più ripido (70°) e sbuco su una forcella di cresta. Vado a sinistra e in 10 minuti sono in cima. Dalla cima lo sguardo cade sul Cimon di Palantina, sempre maestoso, con un canale a “s” che invoglia non poco…beh perchè non andare a vedere? Sfortunatamente dal basso non ho memorizzato la discesa in Val Sughet e calarsi a Nord lungo lo spigolo è suicidio senza la corda, così […]
21 Gennaio 2020

Gran Vernel – Invernale sulla parete Nord-Est

Forse sarebbe stato meglio aspettare condizioni della montagna migliori ma credo che certe esperienze vadano oltre questo aspetto. A volte quello che attrae è la potenza di una montagna, la bellezza di una linea, la voglia di mettersi in gioco. E in tutto questo è bello sapere che siamo liberi di tentare, liberi di spingerci un po’ più in là, alla ricerca di un limite che va sempre tenuto bene in vista, perché valicarlo potrebbe essere molto, troppo pericoloso. Normalmente arrampico per divertirmi ma se mi chiedessero perché vado in montagna la vera risposta sarebbe un’altra: certe esperienze, in determinati luoghi e situazioni, ti entrano dentro e capisci che nella tua vita ricerchi anche quelle. Ma non sempre è facile metabolizzarle … Cercavamo l’alpinismo e l’abbiamo trovato: pura avventura!