17 Agosto 2019

Gran Diedro Sud – Schiara

Quando da parte di Stefano mi arriva la proposta di andare sul Gran Diedro Sud in Schiara, in cuor mio so già di aver accettato, ancor prima di ricevere la foto dello schizzo della via: non sono mai stato in quella zona ma soprattutto una proposta del genere è più unica che rara! Da molto ne sentivo parlare, a più riprese, ma si trattava più di fantasie che di realtà, invece questa volta si fa sul serio. Siamo in tre, assieme anche all’instancabile Andrea che ci fa salire il sentiero fino al VII Alpini a tempo da record. Qui lo sguardo è catturato da quel grande diedro che incide la parete Sud della Schiara, isolato e severo, che come una calamita ci attrae, sempre più in alto. Abbandonata la ferrata Zacchi, saliamo veloci lo zoccolo che è bello lungo e con passi fino al III: vietato sbagliare! Giunti sotto la via, Stefano parte galvanizzato, tanto che decide di accorpare i primi due tiri. La Schiara la vede ogni giorno dal balcone di casa, quella Schiara che è la montagna dei bellunesi e quindi un po’ anche sua. La roccia è buona, a tratti quasi ottima ma si intuisce subito che non si tratta di una classica delle Dolomiti, qui la montagna non è addomesticata, bisogna saggiare ogni presa che non si sa mai che ti resti in mano. I primi tiri sono relativamente facili anche se una fessura bagnata e viscida impone attenzione, per fortuna è ben chiodata! Il cuore della via sono però i due tiri centrali in diedro, valutati entrambi VII- oppure artificiale. Stefano tira il primo che si rivela un capolavoro della libera con movimenti da manuale. A me spetta il secondo, più continuo e delicato, che mi costringe ad un A0 nel superare uno strapiombino povero […]
22 Luglio 2019

Costantini-Apollonio – Tofana di Rozes

Quando dici “La Tofana” ne intendi una sola: la Rozes. E la Tofana ormai mi ha stregato, così ho deciso di tornarci, questa volta per la Costantini-Apollonio al pilastro centrale. Che linea pazzesca! Sembra pensata da una mente superiore: una fessura solca i grigi nella parte bassa per schiantarsi contro ad un tetto, poi ad un altro e infine proseguire fino ai gialli dove si perde ed è qui che bisogna traversare a sinistra per uscire sulla sommità del pilastro. Una via storica, una grande classica che avrei voluto ripetere integralmente in libera ma il livello non è ancora sufficiente…bisognerà tornare. Gran giornata con l’amico Nicola che non molla un colpo.
17 Luglio 2019

Spigolo Strobel – Rocchetta Alta di Bosconero

Lo Spigolo Strobel è una linea che attrae l’attenzione anche se non si è a conoscenza della sua esistenza, tanto è bello. La via non segue prettamente lo spigolo ma una serie di diedri, fessure e placche alla sua destra, tant’è che non ha nulla a che vedere con uno spigolo, ma forse è più bella così. Durante una corsa serale sul Sasso di Bosconero, avevo assistito allo spettacolo del tramonto sulla Rocchetta Alta e me ne ero letteralmente innamorato, ancor prima di sapere dove sale lo Spigolo Strobel. Solo poi ho cercato e capito ma bisognava aspettare il momento giusto, non è una salita da improvvisare. E il momento è arrivato quest’anno: te lo senti dentro quando sei pronto per salire una via. Allora con l’amico Francesco decidiamo di sfruttare una giornata di tempo stabile e partiamo da Mestre la mattina stessa: faremo tutto in giornata, muovendoci rapidi. La via è qualcosa di spettacolare, sia come linea che come arrampicata, con dei movimenti che regalano belle emozioni. Il tetto del tiro più duro è molto fisico, così come anche altre sezioni della via. Fondamentalmente i tiri chiave sono 3 ma nel mezzo ce ne sono molti altri per nulla banali, da non sottovalutare! Nel complesso la via è molto sostenuta e non molla quasi mai, bellissima, soprattutto in diedri e fessure ma anche un po’ in placca su tacche da stringere. Ci organizziamo di tirare a blocchi e Francesco conduce i primi quattro tiri, io gli altri, tranne l’ultimo. In poco meno di 9 ore ce la portiamo fuori e siamo alla cengia alle 17 30. La via esce in un luogo pazzesco, che la luce del pomeriggio rende addirittura surreale. La discesa riserva qualche sorpresa perchè il canalone è ingombro di neve abbastanza dura e ai bordi si aprono delle […]
9 Luglio 2019

Diedro Mayerl – Sass dla Crusc

Ennesimo week end dolomitico, è impossibile stufarsi di queste montagne. La passione per i diedri mi ha portato ad adocchiare il Diedro Mayerl, una grande classica del Sass dla Crusc che con tracciato pressochè lineare, supera il diedro della parete Ovest, stando praticamente sempre sul giallo. La via è stupenda, sostenuta ma ben chiodata e proteggibile a friend medio-grandi. Regala un’arrampicata bellissima, meno fisica di quanto pensassi, anzi, il diedro conviene quasi sempre affrontarlo in spaccata. Chiaramente in alcuni punti bisogna tirare bene ma non sono molti! Saliamo in furgone fino ai 1700 m di Castalta, frazione sopra Badia. Con questa soluzione evitiamo di prendere gli impianti visto che non ci va e dobbiamo partire presto per via del meteo instabile nel pomeriggio. Dopo un avvicinamento fin troppo bucolico,puntiamo alla parete. Lo zoccolo è lunghetto ma saliamo veloci e in breve stiamo mettendo i ferri all’imbrago. Parto io sul primo tiro, marciotto nella prima parte, ma poi la situazione migliora. A partire dal secondo tiro la situazione si fa decisamente interessante e sul terzo tiro, quello della fessura infinita, direi esaltante: che via atomica! Il tiro chiave tocca a Cippo che se lo porta fuori senza troppi problemi, mentre l’uscita in placca tocca a me, un po’ traumatica dopo aver scalato 200m in diedro! Siamo fuori poco prima delle 15 e il panorama verso l’altipiano è semplicemente spettacolare. Breve pausa e poi giù per il sentiero verso valle…peccato sia finita così presto. Utilizzata la relazione di Quartogrado, precisa e affidabile. Utilizzata serie di friend dal 0.3 al 3 raddoppiando le misure 1, 2 e 3.
7 Luglio 2019

Frisch-Corradini – Pala del Rifugio

Bel viaggio questa via sulla Pala del Rifugio, in Val Canali. Le difficoltà tutto sommato contenute non devono trarre in inganno poichè si tratta pur sempre di una via di più di 700m, con discesa per nulla banale nella parte alta! La roccia è quasi sempre ottima, tipica delle Pale con grosse vasche e maniglie anche se nei primi tiri l’erba la rende meno solida e disturba un po’ l’arrampicata. Le soste sono sempre presenti ma pochi i chiodi di passaggio tranne nei passaggi più duri e neppure sempre. E’ stata la prima volta che ho scalato con Francesco, la via me l’ha proposta lui e devo dire che la scelta è stata azzeccata, nel complesso è venuta fuori una gran giornata!
5 Luglio 2019

Pilastro Grigio – Mulaz

Sono poco avvezzo alle Pale e la voglia di arrampicare un po’ anche in questo gruppo magnifico è tanta! Così quando si presenta l’occasione di salire il Pilastro Grigio col Pet e il Dori, non mi tiro indietro, attratto da questa via, rinomata per la splendida qualità della roccia. Notte sul sedile del passeggero e alle 7 30 mi trovo in Val Venegia con gli altri che sono saliti in giornata. Il luogo è “bello” per definizione e l’avvicinamento trascorre piacevole. Lo zoccolo non è corto e presenta due passi di II. Arrivati all’attacco della via incontriamo Luca dei Sass Baloss, anche lui intenzionato a salire il Pilastro Grigio, il quale ci lascia passare avanti, così attacchiamo subito. I primi tre tiri se li pappa il Dori. La partenza è in diedrino non banale (V+) e soprattutto il secondo tiro non è niente male su roccia compatta a buchi e diedro sul finale (VI-). Il terzo tiro è in fessura e poi si traversa a sinistra fin sotto al diedro. Dal quarto al sesto tiro tocca a me. Parto sul diedro, chiave della via. Sembra di essere a Paklenica da quanto è bella la roccia e la difficoltà si aggira intorno al VI con un passo più duro a 1/3: i piedi sono in spaccata o in spalmo a cercare le piccole asperità della faccia destra del diedro e le mani nella fessura centrale, qualcosa di spettacolare, un tiro che vale la via. Pochi chiodi ma la proteggibilità è buona a friend medio-grandi. Segue un tiro carino con fessura (V) e poi il traverso oltre il quale si riparte in verticale per roccia lavoratissima e facile (IV+/V). Poi ci scambiamo e parte a condurre Marco fino in cima con difficoltà fino al V ma in prevalenza più bassa. Fa un […]