8 Aprile 2019

Via del Drago – Lagazuoi Nord

Per scappare dal caldo ci rifugiamo in parete Ovest e passiamo una bella mattinata di arrampicata al fresco. Bella salita su roccia a tratti fantastica…meno in altri. Non proprio solido il quinto tiro dove recito qualche preghiera nel caricare gli appoggi o tenere alcune prese. Spettacolari gli ultimi due tiri in diedro, il secondo piuttosto sostenuto. Una via che ha segnato la storia dell’alpinismo: da salire almeno una volta! Ad essere sinceri sono rimasto un po’ deluso, probabilmente vista la grande aura che la circonda, mi aspettavo meglio da questa via. Comunque non posso certo parlarne male, anzi la consiglierei senza dubbio!
7 Aprile 2019

Diedro Manolo – Pian de la Paia

Secondo capitolo della trasferta in Valle del Sarca con l’amico Nicola. Dopo il Martini è la volta del Diedro Manolo, una linea logicissima che solca la parete del Pian de la Paia. Più corta ma più intensa, la via si svolge interamente in diedro, tranne nei primi due tiri di zoccolo e nell’ultimo tiro dove si ha anche placca. Nel diedro non si scende mai sotto al V e in alcuni tiri mai sotto al V+. A mio parere oltre al chiave ci sono almeno altri due passi di VI.  Complessivamente più godibile del Diedro Martini con la roccia meno unta ma da prestare comunque attenzione alla stabilità in alcuni tratti, si tratta pur sempre di roccia gialla! Chiodatura molto buona ma indispensabile integrare se non si è di molto al di sopra del grado.  
5 Aprile 2019

Diedro Martini – Cima alle Coste

Il diedro più classico della Valle del Sarca assieme a quello della Cesare Levis (Diedro Manolo). Non propongo una relazione dettagliata poichè in rete già se ne trovano ma scrivo alcune impressioni sulla salita. L’impegno è concentrato nella parte alta mentre la parte bassa risulta un po’ anonima anche se contribuisce a rendere piena la giornata. La roccia non è delle migliori con qualche tratto marcio ma soprattutto unto. Senza dubbio il tiro chiave è quello del primo diedro giallo dove un passo su un tettino va affrontato con decisione ed è VI pieno ma il più bello a mio parere è il penultimo tiro che inizia con una lama gialla staccata per poi proseguire in fessura entusiasmante. Bella via da fare una volta nella vita con la consapevolezza tuttavia che a livello di arrampicata c’è di molto meglio, infatti i tiri veramente meritevoli sono 3-4 su 13.    
27 Ottobre 2018

Croda da Lago – Solitaria sulla via normale

Ci sono quei sogni che restano sopiti a lungo ma che quando ti si risvegliano dentr, hanno bisogno di esplodere e il passo successivo è solamente quello di materializzarli. Salire la Croda da Lago da solo è stato per me uno di questi. Però lo volevo fare al momento giusto. Ormai uno dei momenti migliori per andare in montagna, se non il più bello, è l’inizio dell’Autunno: le giornate sono ancora lunghe, calde a sufficienza e si respira un’aria speciale, indescrivibile. Così mi ritrovo a percorrere il sentiero che conduce in Val Formin, costellato di larici incendiati. Anche la Rozes appare in tutto il suo splendore, brillando di luce propria. Come sempre quando sono da solo, ho la sensazione che il tempo trascorra lentamente e che la realtà circostante mi scorra sopra senza scalfirmi. Non so se sia un mio difetto o la normalità, ma faccio difficoltà a prendere totalmente coscienza di ciò che mi circonda. Per questo motivo spesso mi sforzo di fotografare o di fermarmi a osservare e a volte capita che alcuni spettacoli o immagini mi riempiano talmente che prorompo in una risata o magari accade che una lacrima mi righi le guance. Giunto sotto al diedro della via di salita decido di prepararmi con calma ma senza mai fermarmi, quasi a voler evitare di pensare. Perché alla fine l’arrampicata si tratta proprio di questo: agire senza pensare. E così inizio a salire perdendomi nei movimenti, aiutato dalla bellezza della roccia che per essere su gradi bassi, risulta veramente buona. Solo nell’ultima parte, usciti dal diedrone, tutto si fa instabile e il detrito diventa insidioso: ah amate Crollomiti! Dalla cima si ha una vista pazzesca sui Lastoi de Formin, un altopiano a dir poco lunare. E dopo la cima iniziano le doppie, comode, senza intoppi: non potevo […]
27 Ottobre 2018

Diedro Quinz-Vecellio – Pianoro dei Tocci

27 Ottobre 2018

Pilastro Priolo – Lastoi de Formin

Dopo esserci divertiti ad arrampicare su Nikibi, ci raggiunge Nicola che ormai il Sole sta tramontando e la cena è servita. Di fronte a noi, la via che saliremo è l’ultima cosa che vediamo prima di dormire. Ci svegliamo a distanza di mezzora, in modo che la cordata dei Laza brothers possa partire indisturbata. Quando attacchiamo anche noi, ci rendiamo conto che è veramente uno spettacolo: la roccia è atomica e i tiri quanto mai vari rendono la salita movimentata. Fra camini, placche e diedri proseguiamo verso l’alto, al fresco della parete Ovest. Bella sorpresa quando girato l’angolo, al settimo tiro, compaiono all’improvviso i gialli, veramente inaspettati! Poi per uno spigolo bello aereo arriviamo giusto sotto al diedro finale, giallo ma solido. Le difficoltà crescono ma basta giocare di piedi e le braccia quasi non si affaticano. In uscita ci aspettano i fratelli Laza e stiamo almeno un’oretta a goderci la pausa. Loro poi scendono a doppie lungo la parete Ovest, Nicola ed io invece decidiamo per il sentiero che attraversa Mondeval: lunghetto, ma perfetto per chiudere in bellezza. Gran giornata su una super via, in super compagnia!