13 Aprile 2026

Soleado – Parete di Mandrea

Seconda giornata del rock trip Val d'Adige-Valle del Sarca con Smarzi: obiettivo sfinire i braccini sui gialli della Parete di Mandrea di Laghel, via Soleado.  Gran bella sequenza logica di diedri, fessure e muri tecnici, spesso su prese rovesce che obbligano ad uno stile molto tecnico e cervellotico. A discapito della linea che sfortunatamente non è propriamente e goccia d'acqua (e qualcuno dirà "chissene!"), l'arrampicata è superba.  Ci riesce la libbera del terzo tiro che sarà sul 6c con uscita dura (doveroso agguantare il fico al volo), e anche del successivo traverso sul 7a ghisante a piattoni.  In alto tuttavia (mannaggia), il nono tiro ci prostra gli avanbracci e verso la fine dello strapiombo iniziamo a tirare il tirabile. Peccato perchè i passi sembrano più intuibili rispetto alle sezioni sottostanti. Così come sul decimo tiro il blocco iniziale non ci riesce... ma ormai si stava esaurendo le pile, almeno per quanto riguarda il sottoscritto!  In uscita ovviamente seguiamo l'originale con traverso a destra, accorpando gli ultimi due tiri (attrito).  Bella giornata, finalmente di nuovo su una via di lunghezza decente!
12 Aprile 2026

Prigionieri del Sogno – Scoglio dei Ciclopi

Che chicchetta che tira fuori lo Smarzi questa volta! Prigionieri del Sogno è una via a spit di 5 lunghezze chiodata da Sergio Coltri nel '95 che si svolge sull'estrema destra della falesia dello Scoglio dei Ciclopi, in Val d'Adige. Bel pomeriggio a cercare il fresco su questa bella parete che ai primi di Aprile va all'ombra sulle 13 30. L'avvicinamento non è tragico come supposto, qualche corda fissa in buono stato e un po' di sentierino ripido stile Val d'Adige, nulla di più. La via inizia con un tiro di scaldo, per poi proseguire con un secondo tiro leggermente più impegnativo ma corto. Il viaggio meriterebbe solamente per L3 e L4 da antologia su goccette e con qualche passo atletico che costringe a strizzare bene sulle dita...roccia di gran qualità e parete aerea! Si prosegue con il quinto tiro, quello finale, che sgrada un po', ma non banale. In uscita si trova una sosta nuova di pacca con catena e anello di calata. La discesa è comoda con tre doppie lungo la via.
14 Novembre 2024

Settimina – Scalet delle Masenade

Col Max sulla Settimina in Moiazza, a goderci il sole di una giornata di inizio Novembre.   La Settimina è una via che a torto ho sempre snobbato. Vero, la parete è quel che è, ma l'arrampicata risulta di gran qualità e su roccia super.   Le relazioni abbondano online, quindi mi limito a qualche dritta.  Innanzitutto non si tratta di una via a spit ma di una via "con spit", nel senso che si deve integrare parecchio. Le soste sono sempre a fix (al massimo da collegare).  L1: 58 m a sostare su due fix, sopra alla cengia con una brutta sosta su chiodi. La sosta non è scomoda come sembra; L4: roccia nera bellissima, movimenti da intuire su verticali nel tratto chiave, non banale; L6: tiro entusiasmante in strapiombo, movimenti eleganti; L7: partenza boulderosa di dita, poi VI e mantenere la concentrazione. Sosta su spuntone sulla destra usciti in cengia. Tiro lungo da 55 m.  Ci si può calare in doppia ma finendo la via, conviene scendere a piedi per la solita cengia degli Scalet (non si ripassa all'attacco).   Materiale: 12 rinvii, 2 mezze corde da 60m, serie di friend #0.2-2. 
22 Maggio 2024

Il Vecchio Leone e la Giovane Fifone – I Pilastro di Rozes

Altro giro, altra corsa. La Tofana è sempre una garanzia, anche in giornate dal meteo incerto come quella di Domenica. Peccato per il sole che se n'è andato alle 9 30 e mai più visto...aria frizzante e mega grip!  Il Vecchio Leone e la Giovane Fifona è una bella vietta del Mox che sale sul I Pilastro di Rozes, giusto a destra del classico Spigolo Alverà-Pompanin, alla ricerca della linea migliore tra grigi e gialli, regalando una scalata varia e divertente.  Come sempre per le vie di Da Pozzo, la difficoltà è spesso psicologica, vista la distanza tra le protezioni, infatti molti tratti anche impegnativi sono obbligatori e dove più facile bisogna andare (S2/S3), motivo per cui consiglio una serie di friend #0.2-1 (usati quasi tutti più volte) che tornano utili anche per far pratica nel posizionamento, non sempre facile. Le soste sono comunque sempre ottime a spit con anello di calata.  Sul primo tiro consiglierei di scaldarsi prima di partire, visto il bloccaggio sul tetto a pochi metri dalla partenza. Il terzo tiro è magnifico, concatenando belle sequenze su placca grigia di qualità. Il chiave è il quarto tiro, ma comunque di non difficile lettura. Attenzione al "lungo" fino in sosta dove bisogna mantenere i nervi saldi.  Il sesto tiro non va sottovalutato, sia per la partenza dalla cengia con fix alto (vietato cadere, ma possibile integrare con friendino 0.3 tattico), sia per il proseguo non proprio banale con bella sequenza in strapiombo.  Il settimo tiro è molto caratteristico, a toccare per un'istante lo spigolo vero e proprio. Noi per la discesa optiamo per la calata in doppia sfruttando un ancoraggio per calata ottimo a destra della linea, che tuttavia sconsiglierei perchè obbliga a fare la seconda calata molto in diagonale.  Super giornata col giovane e promettente Marco! 
13 Dicembre 2023

Scirocco – Piccolo Dain

Scirocco sul Piccolo Dain, un riferimento e gran sogno da molto tempo.  Decidiamo di provare a salirla in una fredda giornata di sole di fine Novembre, quando le condizioni del grip sono ottimali (almeno quelle!).  Non ho voluto scrivere le impressioni "a caldo" per paura di scrivere qualcosa di sbagliato e forse ho fatto bene. La sensazione di aver "pisciato fuori dal vaso", come si suol dire, ce l'avevo avuta fin dai primi tiri, però non avrei mai voluto che mi potesse condizionare sulla valutazione della via, che invece è bella e merita di essere ripetuta, anche come banco di prova. Non ci si aspetti sempre la roccia mega-galattica, infatti sono vari i tratti in cui bisogna prestare attenzione, tuttavia in altri punti il godimento è assicurato!  La sensazione di cui parlavo poco sopra, si è fatta realtà quando alla fine del quarto tiro, il chiave, arrivo in sosta putrefatto, con un polpastrello aperto e per giunta cannando il tiro all'ultimo rinvio (da secondo, su teleguida del Livio che se l'era spippato poco prima).  Il problema è che i prossimi quattro tiri toccano a me, ma avrei bisogno almeno di mezzora di riposo e le giornate corte di fine Novembre non aiutano, così Livio riparte per un altro tiro con quella del "al prossimo parti tu". Il problema è che quando arrivo in sosta di L5, i braccini non se la sentono di collaborare e la situazione si ripropone identica a prima (maledetto mese di moonboard!)... morale: sarà il buon vecchio Livio a portare fuori la cordata, tirandosela fino in cima, dove lo raggiungo goffamente nella penombra...grande man sei stato un duro! 
20 Settembre 2023

Il Nuovo che Avanza – Monte Avanza

Finalmente dopo tanto tempo, io e il Tommi riusciamo a beccarci per una bella via e decidiamo di cimentarci con l'aderenza carnica, mia nemesi per eccellenza.  La via è Il Nuovo che Avanza, che risale un pilastro della parete Sud del Monte Avanza, gruppo del Peralba. L'attacco è da una bancata erbosa sospesa e molto isolata, raggiungibile da un forcellino posto giusto davanti ai Campanili delle Genziane. È una delle prime vie della Carnia ad essere stata aperta con l'uso sistematico degli spit ma mantiene un sapore più che alpinistico visti i numerosi tratti da andare lunghi o da proteggere. La roccia è spesso ottima ma altrettante volte insidiosa perchè si frattura col rischio che la presa resti in mano e sui tiri facili non mancano i tratti instabili o un po' friabili. Lo stile è quello tipico della zona, con sequenze obbligate e per gli amanti dello spalmo in placca (cardiospalmo) su cui devo dire che non sono proprio sul pezzo, ma ogni tanto bisogna anche uscire dalla zona di comfort!  Le soste sono tutte su due fix da 10 o 8 mm, tranne quella di L3 su due chiodi e L8 su fix + spuntoncino.  Riporto alcune note sui tiri: L1: spetta al Tommi partire su un 5c che sveglia. Dopo il quarto fix, spostarsi un po' a destra e poi salire;  L2: appoggione pazzesco, sempre grande emozione questo stile... superando l'uscita sprotetta con un pendolo degno di numero da circo, evitando la scartavetrata quasi assicurata.   L3: marciotto. Prima (e forse unica) volta che sento il Tommi tirare un bestemmione, probabilmente una presa gli stava per rimanere in mano.  L4: bella scalata su liste e tacche. Uscita proteggibile in fessura; L5: povero Tommi, si sta sorbendo tutti i tiri instabili ed erbosi. Però si riscatta sul tratto finale in placca...occhio alla presa nascosta; L6: su carta il chiave, ma azzerabile e ovviamente azzero... il passo è molto duro in traverso in placca con piedi in spalmo e il nulla da tenere!  L7: vale la via. Muro grigio compatto di movimento. Spittatura allegra a metà e poi diedrino finale da proteggere.  L8: il tiro incriminato. La relazione infatti sancisce un tratto sprotetto ma proteggibile solo con chiodo a lama. Probabilmente è così, ma la sezione non è dura e conviene passare veloci, consapevoli che lo spit è ben sotto e a destra.  L9: caminazzo finale con partenza sprint in strapiombo, proteggibile. Bel tiro con solo 2 spit in 50 m, quindi dosare le protezioni. Sono 60 m se si arriva fino all'abete rosso nano dove si riesce a sostare (meglio integrare anche su roccia).  Usciamo pensando di essere nei pressi della cresta, invece non avevo letto la relazione che sono circa 20 minuti di cammino per ricongiungersi alla via comune. Cogliamo l'occasione di mangiare qualcosa per ammirare lo stupendo paesaggio a visibilità 10 m, anche se in realtà forse è stato meglio così...col sole probabilmente ci saremmo dovuti calare causa esplosione piedi. In discesa seguiamo il primo canalone attrezzata con corde fisse e in breve siamo sotto ai Campanili delle Genziane e poi al parcheggio.  Sento il Tommi entusiasta della salita e nonostante le premesse poco convincenti devo dire che anche a me ha trasmesso qualcosa! 
×