Gran Diedro Sud – Schiara
17 Agosto 2019Navasa – Rocchetta Alta di Bosconero
6 Settembre 2019
In cima al Grand Capucin - Via degli Svizzeri con variante O Sole Mio
In Occidentali ero stato unicamente per spiccozzare o compiere salite di alpinismo classico, mai per arrampicare: bisognava rimediare.
Così con l'amico Cippo decidiamo per un rock trip fra Piemonte e Valle d'Aosta alla ricerca del granito migliore.
Il meteo fin da subito non ci aiuta e il primo giorno lo passiamo nella bella falesia di Bosco, in bassa Valle dell'Orco, che permette di scalare anche con la pioggia visto che strapiomba. Qui ci sono delle belle vie ma poco a che vedere con l'arrampicata in fessura.
Saliamo Viper L1 (5c) e Mamba (6a), ottimi scaldi. Poi andiamo su Bosco Beach (6a+) e la Bamba (6b), quest'ultima bellissima via in diedro a scaglioni fessurato. Poi torniamo a sinistra su Balla coi Topi (6b) dove la prima lunghezza ha un passo rognoso mentre la seconda presenta movimenti delicati e poi un allungo in placca, sul finale un tetto (7a+, a mio parere sopragradata).
Ci trasferiamo sotto alla parete del Sergent per salire il giorno seguente Nautilus, una bella vietta utile a prendere confidenza col granito. A comando alternato ce la portiamo fuori senza troppe difficoltà, seguendo al terzo tiro la variante a destra in diedro strapiombante ma fessurato quindi proteggibile, evitando il camino claustrofobico pochi metri a sinistra (che però andiamo a vedere).
Il pomeriggio lo passiamo a spaccarci le mani sulla mitica Fessura Kosterlitz, simbolo dell'arrampicata in fessura della Valle dell'Orco.
Giovedì il meteo è più che incerto, piove fino alle 7 di mattina e restano nubi basse fino alle 9, poi tende a migliorare, quindi partiamo tardi e questa volta ci dirigiamo verso il Caporal, secondo scoglio della Valle dove sono tracciate una serie di vie storiche.
Iniziamo col primo tiro della Via dei Camini, un 6a in fessura ad incastro di dita che mi distrugge. Poi ci areniamo sull'Orecchio del Pachiderma, splendida fessura ad arco da affrontare ad incastro e in dulfer, sia di lato che con le mani basse: spettacolare! Peccato non avere abbastanza friend (utili per gli scarsi come noi BD 1-2-3 tripli e qualche dado delle stesse dimensioni), il che ci costringe ad una ritirata e ad unire il nostro materiale con quello dei ragazzi dopo di noi. Tiro assurdo, bastonata sui denti.
| Nome | Nautilus |
| Gruppo montuoso | Sergent |
| Data salita | 21/08/2019 |
| Difficoltà | VI |
| Sviluppo | 250 m |
| Impegno globale | TD- |
| Esposizione prevalente | Sud |
| Tempo impiegato | 4.5h la via (doppie comprese) |
| Punti d'appoggio | Camping La Peschera |
| Cartografia | /// |
Sesto tiro in diedro fessurato (VI)
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La splendida lama del primo tiro (VI-)
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Cippo attacca il secondo tiro (V-)
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Sul diedro fessurato del terzo tiro (variante, VI)
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Cippo sulla fessura del sesto tiro (VI)
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In doppia
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Orecchio del Pachiderma (6b)
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Orecchio del Pachiderma (6b)
La sera ci trasferiamo a Courma e Venerdì dopo pranzo siamo su in ghiacciaio, l'obiettivo chiaramente è arrampicare sui satelliti.
Il pomeriggio trascorre a riposare in tenda per acclimatarsi e inevitabilmente lo passiamo a mangiare. Ad una certa Cippo pensa di prendere sonno così mi metto a passeggiare per il ghiacciaio...i crepi però non invogliano ad allontanarsi troppo dalla tenda. La sera fa due gocce ma poi si rischiara e la temperatura precipita, infatti la mattina troviamo la tenda congelata. Aspettiamo che il Sole sorga e poi saliamo all'attacco del Grand Capucin.
Solitamente si sale un canale nevoso che conduce al vero attacco della via ma a stagione inoltrata bisogna lasciare tutto il materiale alla base e si inizia ad arrampicare da giù, praticamente lo zoccolo costituisce una via a sè, essendo di 7 tiri dal II al V anche se il secondo è ben più duro (passo 6b?).
Più in alto la via è orgasmica e ci sembra una sagra poter mettere così tanti friend. Comunque le difficoltà sono severe e con il 6a non si scherza, tanto che il tiro prima del famigerato "Tetto degli Svizzeri" mi ghisa.
Degli Australiani davanti a noi si sono mezzi arenati sul tiro del tetto così decidiamo di piegare a sx sulla variante O Sole Mio, via sportiva che qui tocca difficoltà di 6a. Altri due tiri da manuale ci portano sotto alle ultime fessure e poi sulla stretta cima.
Il Sole scalda ma l'aria è frizzante. Un sorriso stampato sul volto di entrambi conferma la bellezza della via che abbiamo salito. Resta la discesa che avviene seguendo una delle serie di calate a spit presenti sulla parete.
Arriviamo giù che vorrei essere ancora a metà via, troppo bello! La felicità tuttavia dura poco perchè mi accorgo che a metà della corda rossa, la calza si è rotta e si vede l'anima. Ci consultiamo e decidiamo che non è il caso di scalare con una corda ridotta in quello stato, soprattutto perchè dai satelliti si scende sempre in doppia. Scegliamo di ripiegare sull'Aiguille d'Entreves, una bella e panoramica cresta, relativamente vicina a dove dormiamo con la tenda.
Domenica alle 13 siamo così già al Rifugio Torino di fronte ad un bel piatto di pasta e con gli occhi pieni di meraviglia.
Come al solito il verdetto prevede del materiale danneggiato, in questo caso la corda, come al solito il viaggio di ritorno è infinito (almeno questa volta non lo facciamo col buio) e come al solito arriviamo a casa con la voglia di tornare in quel luogo fantastico che è il Monte Bianco.
| Nome | Via degli Svizzeri variante O Sole Mio |
| Gruppo montuoso | Monte Bianco |
| Data salita | 24/08/2019 |
| Difficoltà | VI+/6a |
| Sviluppo | 500 m |
| Impegno globale | TD+ |
| Esposizione prevalente | Sud-Est |
| Tempo impiegato | 9h la via (doppie comprese) |
| Punti d'appoggio | Rifugio Torino |
| Cartografia | /// |
Il Grand Capucin visto dalla tenda
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Location non male
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Tramonto sul Bianco
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Prime luci verso il Dente del Gigante
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Cippo sul primo tiro dello “zoccolo”
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Secondo tiro non banale (p. 6b?)
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Sul secondo tiro dello zoccolo
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Sul primo tiro effettivo della via (VI)
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Secondo tiro in diedro fessurato con movimenti iniziali duri (VI+)
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Terzo tiro in diedro (V)
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Sulla fessura del tiro chiave (VI+)
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Il chiave visto dall’alto
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Cippo parte sulla variante O Sole Mio. A destra il tetto della Svizzeri
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In uscita dalla bella fessura della variante
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Secondo tiro della variante O Sole Mio, placca di 6a magnifica
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Dalla cima verso il Bianco
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Dopo le doppie si torna alla tenda
| Nome | Cresta delle Aiguilles d'Entreves |
| Gruppo montuoso | Monte Bianco |
| Data salita | 25/08/2019 |
| Difficoltà | II e III, p.IV |
| Sviluppo | 500 m |
| Impegno globale | AD- |
| Esposizione prevalente | /// |
| Tempo impiegato | 2.5h la cresta (5h tot) |
| Punti d'appoggio | Rifugio Torino |
| Cartografia | /// |
Il tratto centrale della cresta delle Entreves
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Si inizia
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Prime rocce rotte per rimontare in cresta
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Cippo sul tratto centrale dove facciamo un tiro (III, p.IV)
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Affilata la Cresta delle Entreves
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Tratto in discesa lungo la cresta (III)
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Fuori dalla cresta
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Doppia da spuntone per evitare la terminale
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