20 Luglio 2021

Guerrino Di Marco – Cavallo di Pontebba

Linea logica e roccia bellissima si coniugano in questa stupenda via di stampo classico, mai veramente difficile e mai scontata, anche se spesso il grado è un pelino stretto! Le soste sono tutte a spit (discutibile, ma alla fine fan comodo e le ho usate) ma la chiodatura lungo i tiri è parca; se poi ci aggiungiamo il bagnato sui primi due tiri, ne è venuta fuori una bella avventura, condita anche da un po' di pioggia a metà salita. Il tiro chiave è indubbiamente l'ottavo ed è qualcosa di unico: una serie di fessure ben proteggibili, prima in diedro e poi in parete con i piedi in spalmo, stupendo! Anche il secondo tiro in diedro non è scontato, presentando un tratto parecchio sostenuto . La via sostanzialmente termina al decimo tiro, poi con un traverso in cengia di una cinquantina di metri si esce sullo spallone del Cavallo di Pontebba da cui noi abbiamo proseguito fino alla cima. Chissà perchè gli apritori hanno preferito l'uscita in cengia e non hanno invece proseguito direttamente fino in cima, visto che le linee di debolezza non mancano. Super giornata con Maria in gran forma, a vedere posti nuovi, che fa sempre bene!
13 Luglio 2021

Sperone Kuffner – Piz Palù

Alpinismo classico, mai difficile ma mai scontato. Era da un bel po' che non andavo in quota e sapevo che Maria scalpitava per qualche giro, così decidiamo per la trasferta in Svizzera, su queste montagne giganti che non abbiamo mai visto. L'obiettivo è lo Sperone Kuffner sul Piz Palù, una via di stampo classico, fondamentalmente di roccia, anche se nel complesso della giornata di neve se ne pesta molta! Optiamo per salire a piedi dal parcheggio degli impianti (2078 m) e dormire al Rifugio della Diavolezza (2979 m). Ragionando a posteriori, forse la scelta migliore è salire in funivia e portarsi con la tenda fin quasi sul ghiacciaio, che dista quasi un'ora dal rifugio, tuttavia la comodità di una doccia calda prima di andare a letto non è cosa da poco! Se devo essere sincero, avevo un po' sottovalutato questo itinerario dal punto di vista della lunghezza, visto che sono pur sempre 1000 m di sviluppo che si traducono in poco meno di una ventina di tiri ad esaurimento corda, se affrontato tutto legati come abbiamo fatto noi...col senno del poi siamo stati anche veloci! Peccato per la nuvola giusto in cima con conseguente panorama nullo, ma non si può tutto. Discesa poi infinita con bella ravanata su neve marcia e qualche ponte di neve preoccupante. Ovviamente arrivati troppo tardi per l'ultima funivia e quindi giù a piedi fino alla macchina...i piedi hanno ringraziato! Mega avventura con Maria, che anche quando sembra distrutta riesce a tirare fuori una riserva di energia nascosta!
29 Giugno 2021

Cassin-Ratti – Cima Ovest di Lavaredo

Tiro l'ultima sbracciata e arrivo in sosta, dove uno spit mi rassicura non poco. Mi assicuro e guardo verso il basso...il vuoto è totale e pare risucchiarti giù, fino al nevaio alla base della parete. Penso a Cassin nel 1935 che per salire il tiro seguente ci ha messo ore, adesso tocca al Nic portare su la corda e non senza qualche turbamento, parte all'attacco, dopo poco scompare dietro allo spigolo. Siamo soli in parete, complice la chiusura della strada fino al rifugio e un inverno nevoso che sicuramente sta scoraggiando ancora più di qualcuno a muoversi a Nord, anche se in fondo di neve non ne abbiamo pestata poi tanta. Ad un certo punto un urlo scuote il silenzio e la corda va in tiro...uno dei vari chiodi precari ha deciso di rimanere in mano a Nic, che è volato per qualche metro...poco male, prosegue e arriva in sosta comunque. Lo raggiungerò con l'affanno, il vuoto è siderale. Segue il grande traverso, molto temuto, onestamente poi non così difficile, molto chiodato, anche se farei affidamento su meno di un terzo di quei chiodi. Piuttosto sono i due tiri seguenti a richiedere un impegno maggiore, soprattutto il secondo che troviamo anche un po' bagnato. Le difficoltà sono formalmente finite, ma la via no. Doccia fredda ad attraversare la cascatella, poi non capisco bene dove salire e perdo tempo, in realtà bastava leggere bene la relazione. Poi uno strapiombo e un diedro, che proprio facili non sono, portano agli ultimi tiri. La stanchezza avanza ma siamo tranquilli. Infatti in queste situazioni preferisco fare le cose con relativa calma per non sbagliare, in fondo le giornate sono lunghe. L'ultimo tiro di 60 m ci porta fuori sulla cengia circolare. Stretta di mano, grande Nic che hai proposto questa via adesso che a me non sarebbe neanche passata per l'anticamera del cervello! Sosta cibo e poi giù. Siamo all'Auronzo che sta facendo buio e il copione dell'anno scorso sulla Comici si ripete, col temporale in arrivo. Santa Maria che in barba ai divieti, sale a prenderci in macchina e via a Misurina a mangiarci una meritata pizza! Materiale: 15 rinvii, friend #0.2-2 (ev. anche un micro per proteggere un passo in partenza dal tiro dopo il traverso, dove si vede la ruggine di un vecchio chiodo, ora non più presente), chiodi e martello a discrezione.
21 Giugno 2021

Spigolo Sorarù – Pala del Belia

Lo Spigolo Sorarù è una bella via solare sulla Pala del Belia, in Moiazza. Percorribile ad inizio stagione per via dell'esposizione, so che viene spesso ripetuta anche in Inverno se la neve tarda ad arrivare. Seppur non presenti difficoltà elevate su carta (V, p. V+), non è una via banale per via della lunghezza di 450 m. I primi tre tiri sono molto vegetati e l'arrampicata ne risulta disturbata. Qui è possibile una via di fuga per cengia ma conviene proseguire perchè le cose cambiano e la salita si fa divertente. Molto bello il tiro "chiave", su roccia stupenda e ammanigliata. La discesa può essere effettuata o a Ovest per la ferrata Costantini che mi riferiscono essere molto atletica e scomoda, oppure a Est (scelta da noi) prima per prati, poi attraversando un canale e infine proseguendo per erba e un ghiaione fino a ricongiungersi al sentiero dell'andata e poi alla sterrata del Carestiato (attenzione in caso di neve ghiacciata nel canale, vedi foto). Seppur a livello di arrampicata non sia una Decima, ne viene fuori una bella giornata di croda. Note: le soste sono tutte chiodate, portare qualche cordino in più per le clessidre e serie di friend 0.2-2. Chiodi e martello a discrezione. Consigliata molta acqua se fa caldo.
14 Giugno 2021

Doppietta in Piz Ciavazes – Spigolo Abram e Diedro Zeni

7 Giugno 2021

Spigolo Vinci-Bernasconi integrale – Pizzo Cengalo

Sono in giro con l'amico Cippo e dal Piemonte, dove abbiamo salito una bella via sul Becco di Valsoera, ci spostiamo in Val di Mello. Vorremmo salire qualche classica della valle e la Cassin alla Nord del Badile ma il meteo non ci aiuta e ci rimane una finestra di bel tempo di poco più di 36 ore, così decidiamo per lo Spigolo Vinci-Bernasconi a Punta Angela sul Pizzo Cengalo, piano B di tutto rispetto! Quasi tutti lo salgono evitando i primi tiri, invece noi decidiamo per la salita integrale effettuando quella che sarà una vera e propria traversata di cresta che alterna tiri di arrampicata ad altri più da alpinismo classico dove conta di più sapersi muovere in ambiente che saper scalare bene. Con noi ci sono anche Alessio e Luca, conosciuti giù in valle e con il nostro stesso obiettivo! Partiamo a metà pomeriggio dai Bagni di Masino e saliamo con gli zaini belli carichi fino nei pressi del rifugio Gianetti. Na sudata atomica ma ne è valsa la pena. Lo sguardo cade spesso sullo Spigolo, è una linea di salita logicissima e bellissima. Ci sistemiamo con le tende e dormiamo sonni tranquilli anche perchè non servirà svegliarsi prestissimo, avendo risparmiato 3 ore di avvicinamento. La mattina seguente ci spostiamo all'estrema destra della parete e tramite tre tiri ci portiamo sulla cresta che poi seguiremo a destra, sul filo o a sinistra fino alla fine della via. A metà decido pure di perdere le scarpe giù. Unire 4 corde non basta per recuperarle...bisognerà inventarsi qualcosa! La prima metà della via non è difficile ma richiede di sapersi muovere in ambiente, la seconda metà presenta invece i tiri più impegnativi a livello tecnico (schiena di mulo, diedro nero) e anche molto belli. Finita la via decidiamo di calarci velocemente lungo la via a spit "Carosello" che termina nello stesso punto dello Spigolo, così avanza qualche ora di luce per cercare le scarpe perdute. Cippo mi presta le sue e da eroe torna in tenda con le scarpette d'arrampicata. Io nel mentre aggiro tutta la montagna a velocità della luce con tanto di calata in doppia. Incredibile ma vero riesco a ritrovare le scarpe, finite tra la neve e la roccia sotto parete e a tornare alla tenda che sta facendo buio, giusto in tempo per la cena! Crederci, sempre:) L'indomani il meteo dovrebbe essere buono ma ci svegliamo che già pioviggina, ulteriore conferma che è stato un bene non andare sulla Cassin al Badile. Facciamo su le nostre cose e scendiamo verso valle, lasciando un pezzo di cuore fra questi prati e queste rocce.