11 Febbraio 2019

Trastuolliollà e Super Bowl – Val Sorapiss

5 Febbraio 2019

Col Rosolo e Cima Verna – Casera Doana

Bellissima accoppiata scialpinistica non impegnativa e su terreno relativamente sicuro in quanto si svolge quasi interamente in bosco, cosa che facilita anche l’orientamento in caso di maltempo. Prestare comunque attenzione alle varie radure! Sono stato due volte in questa zona: la prima mi sono accontentato di salire le due cime principali, la seconda invece, vista la quantità abnorme di neve, ho ripellato per farmi un’altra sciata nel bosco: spaziale! E’ stato bello tornare a Casera Doana sotto la nevicata, in mezzo ai metri di neve, ad ascoltare il silenzio dei boschi e segnare una traccia in mezzo ai larici radi.
27 Gennaio 2019

Hypercoldai – Civetta

Super giornata con l’amico Barry per aprire la stagione su questa bella cascata. Quest’anno c’è abbastanza ghiaccio così siamo andati avanti fino a che ce n’era, scoprendo una vera perla della zona! In totale abbiamo fatto 7 tiri. La difficoltà massima si trova sul secondo tiro ma anche in alto ci sono due passaggi non banali e il ghiaccio diventa più sottile. Sarebbe bello continuare ed arrivare al grande nevaio e poi chissà magari salire il camino finale… Due calate attrezzate su ghiaccio e tre presenti su roccia.
27 Gennaio 2019

Cascatone del Pisgana

Bellissima cascata in ambiente di 7 tiri, quindi praticamente una via vera e propria! Le difficoltà non sono elevate ma l’avvicinamento di 800 m di dislivello (non troppi ma neanche pochi) e l’isolamento ne fanno una salita da non sottovalutare. Noi l’abbiamo affrontata con poca neve per evitare il pericolo di valanghe ma comunque troppa per decidere di scendere sulla traccia, quindi ci siamo calati lungo la via (abalakov, sosta, sosta, abalakov), opzione che forse conviene anche in assenza totale di neve. La via si svolge per i primi due tiri in goulotte che poi si apre diventando cascata vera e propria nel terzo tiro (3). Una rampa appoggiata porta ad un nevaio e con un tiro di collegamento si giunge sotto al murone che caratterizza la via che con due tiri lunghi può essere salito (3+).
15 Gennaio 2019

Couloir del Sole – Pizzo Redorta

Ho scoperto questa via per caso poche settimane fa e fin da subito, non appena ho visto qualche foto, me ne sono innamorato, tanto da farla diventare quasi un’ossessione! Non si possono lasciare sfuggire le ottime condizioni che ci sono in Orobie in questo periodo, così decidiamo per la trasferta. <br /> Arriviamo a Valbondione che ormai è già buio e faticosamente, alla luce delle frontali, saliamo al bivacco invernale del rifugio Coca. Qui ci sono vari altri alpinisti…ormai tutti in branda. Ceniamo in silenzio e per le 22 riusciamo ad essere sotto le…la coperta, visto che di portare il sacco a pelo non se ne parla e sono rimaste giusto 3 coperte, una a testa. Come sempre in queste situazioni si dorme poco e male così alle 4 30 ci alziamo e poco dopo le 5 siamo fuori: troppo presto perchè dovremo aspettare la luce per individuare il nostro canale. Si poteva stare tranquillamente un’oretta in più a letto e uscire sulle 6. Mentre aspettiamo che albeggi, il vento soffia a raffiche e siamo seriamente indecisi se proseguire o meno, però per esperienza so che è meglio sempre andare a controllare fino all’attacco della via, che non si sa mai. Infatti nel frattempo il vento si calma e gli spindrift sono veramente pochi: pedalare! Maciniamo metri lungo il conoide d’avvicinamento e proseguiamo slegati sul primo salto di neve pressata. Giunti al bivio con Valentina Gully, faccio sosta su due fittoni e parto sul muro di ghiaccio cavo a sinistra. Qualche piccozzata suona male, bisogna andare delicati! Una volta raggiunta la parte superiore di neve è un sollievo e una goduria: che tiro spaziale! Proseguiamo veloci nel canale per raggiungere la seconda colata ghiacciata che decidiamo di superare a destra stando fra roccia e ghiaccio. Da sotto sembra molto più […]
9 Gennaio 2019

Canale Nord del Monticello – Marmarole

Ancora sveglie antelucane, ancora avvicinamenti spaccagambe, ancora incertezze: semplicemente ancora Marmarole. Quando ho concepito l’idea di salire il canalone Nord del Monticello è stata come una folgorazione: è una linea retta che collega la base alla cima. E’ isolata, impervia: riassume tutte le caratteristiche della salita che amo. Quasi 5 ore di avvicinamento ci vogliono per raggiungere il conoide d’accesso e si hanno sul groppone già 1500m di dislivello positivo di cui i primi 1200 su un sentiero veramente infame. Raggiunto il bivacco Tiziano però la situazione cambia perché l’ambiente si apre e si entra in un altro mondo, separato da quello reale, dilatato e siderale, soprattutto quando tutto è coperto dalla neve. Le difficoltà sono crescenti e nel canalone man mano la pendenza cresce. A circa 2/3 vi è una strettoia che conduce alla sezione di misto, spettacolare. Ci leghiamo e parto: yeah! Neve ripida poi canalino superficiale difficile da proteggere e salgo verso il cielo. In quei momenti la focalizzazione sui movimenti e sulla parete è massima: sensazioni inappagabili. Piazzo finalmente due buoni friend e supero un saltino. Dopo vari metri realizzo che traversare a destra su quelle placche infide senza protezione sarebbe il suicidio allora punto ancora verso le nuvole… Fessurina eccoti!! Batto un chiodo e inizio il traverso. Con l’aiuto della corda riesco a tornare nel canale centrale, allestisco la sosta e recupero gli altri. Ci ricompattiamo e faccio per partire ma è il boato…sento che sto venendo trascinato verso il basso ma mi fermo subito, vedo un proiettile passarmi a fianco e poi l’odore acre nelle narici. In un attimo la situazione si è ribaltata. Bisogna subito tirarsi fuori dalle rogne visto che Luca è stato colpito da una scheggia sul viso e non se la passa bene. Tutto è marcio e allestire una sosta […]