6 Agosto 2020

Vinatzer-Messner – Punta Rocca – Marmolada

Un viaggio, anzi due viaggi, per salire l’immensa parete Sud della Marmolada. Il terzo poi è stato la discesa dalla cima col temporale che incalzava, la grandine, la neve, la discesa lungo il ghiacciaio per infine collassare in macchina al Passo Fedaia. Gli ultimi passi mi pareva di essere ubriaco. Ma in fondo è anche questo che cerchiamo, no? Il limite, o almeno di avvicinarlo. E’ un rapporto con la natura, la roccia, la montagna ma anche una sfida con noi stessi, guardando a quel misterioso limite che spesso non è reale ma presente solo nella nostra testa. Sono felice di aver percorso questa via con Cippo e Marco, al momento giusto, quando la sentivo mia. Il giorno seguente non volevo neanche sentir parlare della Sud, adesso a distanza di una settimana l’idea di tornarci è qui che fa capolino, magari tra un po’ sarà di nuovo il momento.    
2 Agosto 2020

Comici-Dimai – Cima Grande di Lavaredo

Una linea che con maestria si destreggia fra i gialli alla ricerca del facile nel difficile, con una logica impeccabile: la Comici alla Cima Grande è letteralmente un capolavoro. Tutti sanno che Comici era un fuoriclasse ma salendo la sua via sulla Nord di Lavaredo si capisce veramente la grandezza dell’impresa, qualcosa di unico e avanti di decenni. La salita è fisica su roccia gialla, bellissima con buchi, tacche, sequenze di movimenti che sembra di essere in falesia a Igne o Erto! Duro il secondo tiro con la fessura orizzontale “da dita” dove bisogna strizzare e più in alto c’è un altro tiro faticoso di VI+ tutto da muoversi e impostare bene. In generale comunque tutti i tiri sul giallo sono piuttosto sostenuti! Abbiamo scelto una giornata bella calda tanto che a tratti si sudava un po’ in piumino leggero, quasi da stare in maglietta in pieno Nord. La via è molto chiodata tant’è che non avevamo nè chiodi nè martello, tuttavia una serie di friend da 0.2 a 3 l’abbiamo portata.    
20 Luglio 2020

Saturno e Giove – Doppietta in Vallaccia

Fessura con bei movimenti, muro leggermente appoggiato fino ad un chiodo buono, rinvio, un sguardo alla placca compatta che segue…è proprio compatta! Tre quattro buchetti devono essere usati in qualche modo, i piedi invece sono piuttosto aleatori a cercare qualche piccola concavità della roccia. Provo ad impostare un movimento ma non mi fido proprio e torno giù a dare due smagnesate…guardo i buchetti davanti a me che non si rendono conto di essere il motivo del mio problema attuale…ma vuoi vedere che fosse da tenere i due biditi e poi incrociare su quello svaso a sinistra? Tiro un respiro e riparto: bidito basso di destro, bidito alto di sinistro, incrocio di destro stando basso col corpo, lo strizzo e carico il piede sinistro, il destro resta incollato non so come, mi alzo e arrivo ad un altro buchetto buono. Guardo in alto e vedo una bella lista, ci vado subito e la mano resta incollata…il passo è andato, che bellezza! Mi fermo un attimo e regolo il respiro che stava iniziando ad accelerare, poi riparte una sequenza su prese migliori e sono fuori. Sensazioni indescrivibili: la mente che si libera, a cercare l’equilibrio. Perchè è l’unica cosa che conta in quel momento. Due giorni spettacolari in Vallaccia prima su Saturno a batter brocche col compagno di merende Franz e poi gran gioco di squadra su Giove con Marco e Cippo! Nic invece saggiamente ha deciso di rinunciare Sabato ma ci ha portato su le birre che hanno reso la serata migliore in bivacco.  
14 Luglio 2020

Mazzillis-Frezza – II Campanile delle Genziane

Prima esperienza in Carniche su questa bella via ormai “classica” di Mazzillis. La via è suddivisa in 3 parti: bassa con 4 tiri tra il V+ e il VI abbastanza sostenuti sempre per fessure piuttosto fisiche con i piedi spesso in spalmo. Poi la parte mediana è costituita da 3 tiri di collegamento fino al IV con parecchio detrito. Infine in alto si esce con altri 3 tiri sostenuti fino al VII-. Roccia super ed esposizione solare rendono la scalata una meraviglia. Salvo il tiro chiave, i chiodi in posto sono veramente pochi, motivo per cui ha senso portare una serie completa di friend fino al 3, magari raddoppiando una misura intermedia. Attenzione a non finire fuori via perchè si rischia di trovarsi su placche improteggibili. Super giornata con Nicola on fire che scala tutto in libera, Marco e Cippo invece che invece ci fanno strada davanti.  
29 Giugno 2020

Goedeke-Herbst – Burel

La parete Sud-Ovest del Burel è severa ed austera, letteralmente impressionante: precipita per più di mille metri giù nella Val de Piero, remota e dimenticata. Il Viaz di Franco Miotto “dei Camorz e dei Camorzieri” la taglia a metà, rappresentando un’ottima via di fuga in caso di problemi lungo la salita e permettendo di accedere alle vie della parete Sud. Da sinistra salgono la Goedeke-Herbst, la Bee e la Via degli Scoiattoli… Andrea mi propone la prima e accetto ben volentieri con l’idea di esplorare e conoscere il Burel, una montagna mitica! Ce la prendiamo comoda e dormiamo al VII Alpini per salire il giorno seguente alle Forzelete e poi seguire il Viaz di Miotto fino all’attacco nei pressi dello spigolo che divide la parete Sud dalla Sud-Ovest. Con noi abbiamo la relazione tratta dalla grigia (Schiara, Piero Rossi) che si rivelerà essere precisa nei primi due tiri, meno nel terzo e poi incomprensibile, tant’è che tracciamo una variante (con anche un tiro interessante in fessura nera e roccia bella) che ci costerà molte ore e fatica per riuscire a ricongiungerci con la via originaria. Mi accorgo solo ora mentre scrivo che sulla guida Dolomiti Meridionali – 250 Arrampicate scelte di Claudio Cima è descritta questa salita con tanto di schizzo dove è evidente l’errore che abbiamo commesso. Fa sorridere che se con un po’ più di sangue freddo, avessimo seguito i punti di maggior debolezza della parete, avremmo risolto la via senza problemi ma col senno del poi è sempre facile parlare… Sta di fatto che dopo la fessura nera, alcuni traversi e qualche cengia mugosa, alle 17 30 ci troviamo ad un ennesimo vicolo cieco: la cengia ascendente verso sinistra non è quella che pensavamo e sono appeso ad un mugo che recupero Andrea e Marco su un tiro […]
25 Giugno 2020

Spigolo Weissner in solitaria – Sass d’Ortiga

Quando ci sei sotto è talmente bello che ti attrae come una calamita e quando tocchi la sua roccia sei fregato, il miracolo ormai è compiuto e non puoi più sottrarti…sali e sali, dove ti portano le prese e gli appoggi, in una danza che vorresti non finisse mai. Il tempo si ferma e resta solo l’attimo presente fatto di piccoli passi e movimenti calibrati, il respiro regolare, la roccia che scorre davanti. Poi quando arrivi in cima e depositi la corda, ti fermi e c’è solo silenzio… capisci la piccolezza di tanti problemi, intuisci, forse, cos’è veramente importante…e realizzi che lo rifaresti da capo da quanto è stato bello! Spigolo Weissner, Sass d’Ortiga – Solitaria