11 Maggio 2020

Los Angeles ’84 – Spalti di Col Becchei

Gli Spalti di Col Becchei sono un’assolata bastionata rocciosa, situata nella Val di Fanes. La parete è selvaggia e sferzata dal vento, resa cocente dal Sole, tant’è che la roccia è delle migliori: calcare grigio compatto e tagliente, con un grip eccezionale, a tratti pure a gocce! Gran giornata su Los Angeles ’84, per inaugurare l’inizio della stagione alpinistica! La via è la più logica della parete, salendo lungo il grande diedro che la solca. Ingaggio Cippo che non si tira mai indietro e con noi ci saranno anche Marco e Mauro. La via è magnifica e tutta da scalare con una prima parte in diedro, poi per fessure in parete e infine un bello strapiombo ammanigliato. Per la discesa optiamo per il giro panoramico, con bel ravanage nella neve alta e completamente marcia ma alla fine arriveremo alle auto belli contenti. La via è alpinistica, le soste e i chiodi trovati sono sempre ottimi, utile integrare con friend medio-grandi.  
20 Aprile 2020

Turlon e Pale Candele – Un viaggio nell’Oltrepiave remoto

“…pensavo che solo io e te le abbiamo concatenate in solitaria… C’hai mai pensato??” A prescindere dalla verità o meno di queste parole (e sinceramente chissene!), Jacopo in questa frase ha centrato un grande punto: la creatività che ci anima, ci rende anche vivi! Quella creatività che permette di vedere oltre i confini del seminato, di camminare fuori dai sentieri battuti e che ci dà lo slancio per vivere, invece che trascinarci mestamente nella nostra esistenza. La gente ha paura e pretende la sicurezza totale in qualsiasi campo, perdendo di vista il fatto che di questo passo si annullerà in nome di un ideale irrealizzabile e finirà per condurre una non-vita. Perchè fondamentalmente il problema è che la nostra società si è allontanata troppo dalla Natura. Pochi hanno l’umiltà di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Anche queste idee contribuiscono a spingere qualcuno verso la Natura, la montagna e l’alpinismo. Quando stavo percorrendo la cresta che unisce il Turlon alle Pale Candele non pensavo a queste cose ma a distanza di anni ho capito. In fondo il segreto è la semplicità.    
19 Aprile 2020

Traversata integrale da Cima dei Vieres a Punta del Borsat

Ci troviamo nel reame delle terre selvagge dell’Oltrepiave, remoto e selvatico. Ai più questi nomi non significano nulla, neanche fra gli addetti ai lavori, ma già di per sè salire Cima dei Vieres per il Ciol de Susanna è una bella avventura, però con l’amico Jacopo volevo fare di più. L’idea che pian piano abbiamo maturato era quella di un collegamento verso Nord fino alla Punta del Borsat, effettuando quella che è una vera e propria traversata dalla Val Settimana alla Val Cimoliana. Non ci volevamo improvvisare, anche perchè parte della sfida è stata proprio mettere insieme le informazioni prese qua e là da varie guide, relazioni sparse e qualcosa dal web. Jacopo è famoso per questa sua abilità certosina ma ci è voluto tempo per capire se fosse fattibile…infine abbiamo deciso di provare! Una descrizione è reperibile sul sito del Landre dai Salvadis,  qui vorrei riportare solamente qualche impressione che ancora mi è rimasta a distanza di tempo, qualche ricordo. Ci sono luoghi di cui non è facile descrivere il fascino, non penso tutti possano capire. Ci devi andare, entrarci e superare il ponte che li separa dal mondo esterno. Ponte metaforico ma anche reale in questo caso, visto che la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di attraversare il torrente Settimana e lasciarci tutto alle spalle…poi solo selvatico. Ero con Jacopo nella nebbia della Tacca de Tunin, solitario intaglio di cresta, che mi chiedevo cosa ci facessi lì. E poi anche sulla Punta del Borsat, stessa cosa. Sì perchè effettivamente cosa ci facevamo? Entrambi avevamo lo stesso sogno e lo stavamo vivendo, a modo nostro. Uniti da una visione, sia della salita che del vivere la montagna, non convenzionale e terribilmente bella! Scendendo, la Spia dei Camosci ci osservava fra la nebbia, con le tenebre che […]
20 Marzo 2020

Home Traverse integral – Solo

Erano anni che mi frullava per la testa questa attraversata che permette di concatenare, con linea estetica ed elegante, le tre pareti Nord, Est e Sud della Red House. Finalmente le condizioni giuste si sono presentate, soprattutto quelle mentali. Ho optato per una ripetizione veloce, in solitaria, nonostante l’elevato grado di rischio: una potenziale caduta risulterebbe sicuramente fatale. La parete è stata attaccata in mattinata, all’ombra della parete Nord. Una serie di movimenti su tacche verticali con svariate spallate mi hanno provato e sono riuscito a superare il temuto Balance Corner solamente nel pomeriggio, cosa che poi si è rivelata positiva perchè la parete Est nel frattempo era andata in ombra. Alcuni movimenti di equilibrio estremi sono stati seguiti da un allungo pazzesco con rischio sbandierata, fino a raggiungere l’agognato Faith Corner, punto di svolta dell’attraversata. Nella luce infuocata del tramonto ho superato il mitico Broomstick passage che costringe ad un movimento ai limiti delle possibilità umane ed era ormai quasi buio quando ho raggiunto la salvezza del terrazzino finale, dove le difficoltà terminano. Non parlerò qui dell’epica discesa, fra doppie incastrate e lampada frontale che si è scaricata a metà. L’importante è stato raggiungere la macchina a notte fonda, ma sano e salvo. Che giornata d’avventura, questo sì che è alpinismo!  
14 Marzo 2020

Vant della Moiazzetta della Grava – Scialpinismo

Reduci dal canale dei Bureloni, l’amico Cobra ci ospita a casa sua a Molin, ridente frazione di Dont, in Val Zoldana. L’indecisione regna sovrana e dopo un tentativo infruttuoso, ripieghiamo sul programma iniziale ovvero Forcella delle Sasse. Mentre saliamo però ragioniamo ancora sull’esposizione che non ci convince, è un Est, sicuramente la neve non sarà bella avendo nevicato pochi giorni fa…bisogna andare a Nord! Cobra sa che prima del canale suddetto si può salire un altro vallone, il Vant della Moiazzetta della Grava, che non dovrebbe prendere mai sole, la scelta è presto fatta. Partiamo dalla casa Le Vare e passando per la Casera della Grava puntiamo al Vant della Moiazzetta della Grava che effettivamente è in ombra, la neve polvere alternata a tratti di lastrone abbastanza soffice. Saliamo fino a che le rocce ce lo permettono, poi togliamo le pelli e ci lanciamo giù. Davanti a noi un pendio immacolato, sullo sfondo il Pelmo troneggia. Fino alla piana della casera è divertimento puro, poi dopo un po’ di sana racchettata, scendiamo per stradina forestale nel bosco, sempre con buona pendenza fino a Le Vare. Ci spiaggiamo in parcheggio a prendere il sole e poi a casa di Cobra a concludere in bellezza la giornata con 1Kg di pasta al ragù in 5. Super uscita con ambientone inaspettato nella parte alta.  
14 Marzo 2020

Canalone dei Bureloni – Scialpinistica

Dopo una stagione passata a menar piccozze finalmente è arrivata la neve, così decido di aggregarmi alla ciurma di quei matti di Cippo, Marcel e Marco. Cippo vola alto e subito mi propone il Canalone dei Bureloni…all’inizio mi pare una follia e ho bisogno di qualche giorno per metabolizzare…ma poi tutto all’improvviso mi pare la scelta giusta, sento di voler provare…e così sia! Venerdì sera stiamo salendo verso la Val Venegia, notte in furgo e la mattina siamo belli carichi. Con noi anche Francesco dal Piemonte e gli amici Vez e Mitch. Con Francesco ci siamo conosciuti anni fa e adesso quasi per caso ci si ritrova… ma forse nulla capita per caso! Lungo il canale tutti i salti sono coperti ma la salita è un’agonia, tutta da tracciare sulla polvere…non sono più abituato: datemi ghiaccio o almeno neve dura! Poi fuori in cima è uno spettacolo impareggiabile anche se nella mia testa sto solo pensando alla discesa. I tavolari si buttano giù rapidi, chiudiamo la fila io e il Mitch che sui 50° non è che ce la caviamo proprio benissimo ma in qualche modo passiamo. Peccato ci abbiano spazzato il canale facendo affiorare la neve vecchia in qualche punto. Poi da metà il tutto diventa più sciabile e ci ritroviamo con gli altri in fondo al canale. Cippo mi chiede com’è andata. La mia risposta è stata: “è andata!”. Poi ci buttiamo giù per il pendio fantastico fino alla strada bassa. Decidiamo che non siamo sazi e ripelliamo per sciare un altro po’. Marcel vede della polvere intonsa sulla parte sinistra del pendio, ci buttiamo lì: 10 curve, ma le più belle della giornata! Poi giù per boschetti e per la Val Venegia, una garanzia. Alle 17 30 siamo al bar che ci beviamo una radler…già pensando alla […]