Te lo do io il Verdon – Monte Cimo
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13 Giugno 2019
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La Torre Venezia vista da Sud in luce tardo pomeridiana
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La parete Ovest della Torre Venezia al tramonto. Al centro sale la via Andrich-Faè
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La Torre Venezia da Nord
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La Torre Venezia da Nord-Ovest. Si intuisce la linea del diedro Livanos (in ombra) che poi prosegue per fessura diagonale a sinistra
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Zoomata da Nord, ben visibile il diedro Livanos
<< Quando ho visto per la prima volta la Torre Venezia me ne sono letteralmente innamorato: si eleva ardita e fiera a sfidare il cielo, bellissima. Ultimo baluardo della catena che scende dalla cima del Civetta, alla destra orografica della Val dei Cantoni, è paragonabile ad un missile, un siluro che si profila fra le nebbie dolomitiche per salire a trovare la luce >>
| Nome | Andrich/Faè - Torre Venezia |
| Gruppo montuoso | Civetta |
| Data salita | 22/08/2017 |
| Difficoltà | V+ |
| Sviluppo | 380 m |
| Impegno globale | D+ |
| Esposizione prevalente | Ovest |
| Tempo impiegato | 7h la salita + 2h la discesa ai Piani di Pelsa |
| Punti d'appoggio | Rifugio Vazzoler |
| Cartografia | Tabacco 025 - Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine |
Nell'Estate 2017 con l'amico Laza, ho passato due giorni in totale immersione nella montagna e nella natura, sui Piani di Pelsa, ai piedi della Torre Venezia, per salire la via Andrich-Faè e la Livanos, entrambe stupende!
La linea della Andrich-Faè mi aveva folgorato per la sua logicità ed estetica: dopo una prima cengia che permette di portarsi in aperta parete, si sale un sistema di fessure entusiasmanti, si traversa destra in leggera discesa per portarsi sotto ad un diedro fessurato pazzesco che va scalato fino alle ghiaie sommitali.
Siamo partiti dalla Capanna Trieste nel pomeriggio e arrivare al cospetto della Torre Venezia al tramonto, quando le ultime luci del giorno che se andavano la tingevano d’oro, è stato lo spettacolo. Emanava un’aura di pace e serenità, fissa, immobile, muta ma capace di regalare emozioni indescrivibili. E’ bello accamparsi sotto alla montagna che si vuole salire perché, passando più tempo al suo cospetto, si entra in maggiore sintonia questa e con l’ambiente che la circonda.
E poi l’arrampicata sulle sue rocce è stata pazzesca, un vero godimento, un bellissimo viaggio e per questo la ringrazio.
Ringrazio e ricordo anche il grande Andrich che a quanto pare, quasi digiuno d’arrampicata, seppe risolvere i problemi che la parete opponeva, salendo da primo, nello sgomento dei compagni più vecchi ed esperti che lo assicuravano: un vero fuoriclasse!
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Cena sostanziosa
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Sulla cengia che porta all’attacco. Il primo tiro è in cengia
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Secondo tiro, il primo vero della via, che parte subito sostenuto
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Laza sul terzo tiro in fessura
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In fessura
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Quarto tiro
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Passo atletico sul quarto tiro
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Il quarto tiro prosegue con un traverso delicato a destra
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…e poi verso l’alto
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Prospettiva sul quinto tiro dall’alto
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Settimo tiro di collegamento in cengia
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Laza sull’ottavo tiro, raggiungendo il diedro che caratterizza la parte alta della via
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Laza sul’ottavo tiro
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Ottavo tiro
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Arrivo in sosta dell’ottavo tiro
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Nono tiro nel diedro finale, entusiasmante
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Undicesimo tiro ancora in diedro
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Nel diedro
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Decimo tiro ancora in diedro
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In cima
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In cima
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Dopo le doppie a sinistra verso le guglie di Punta Agordo
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In doppia nella gola che riporta ai Piani di Pelsa
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Si ripassa a fianco alla cengia che porta all’attacco della via
| Nome | Livanos - Torre Venezia |
| Gruppo montuoso | Civetta |
| Data salita | 23/08/2017 |
| Difficoltà | VI- |
| Sviluppo | 275 m |
| Impegno globale | TD |
| Esposizione prevalente | Ovest |
| Tempo impiegato | 6h la salita + 2h la discesa ai Piani di Pelsa |
| Punti d'appoggio | Rifugio Vazzoler |
| Cartografia | Tabacco 025 - Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine |
Dopo aver salito la Andrich-Faè, il secondo giorno decidiamo per il diedro Livanos, una vera chicca della montagna.
Dopo il primo tiro di zoccolo di III iniziano una serie di tiri in diedro sul V/V+ con un passo di VI- molto ben proteggibile a friend medi. Poi seguono alcuni tiri più articolati soprattutto in fessura per concludere con una placca sul finale.
Anche il secondo giorno saliamo fino in cima visto che il panorama è stupendo e ce la godiamo un po'. Poi scendiamo a doppie e infine per l'orrido che riporta ai Piani di Pelsa.
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Sotto al diedro Livanos
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Laza parte sul secondo tiro con passo iniziale leggermente strapiombante (V/V+)
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Sul secondo tiro (V/V+)
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Il terzo tiro in diedro perfetto (V/V+, p. VI-)
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Terzo tiro (V/V+, p. VI-)
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Lungo il terzo tiro
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Quarto tiro (IV+)
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Guardando in basso
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Sul quinto tiro (IV, p.V)
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Laza sul sesto tiro in fessura-camino (IV+)
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La placca finale (p. V)
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Civetta che si nasconde dietro le nuvole
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Le doppie sono su anelloni
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Doppia aerea
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In discesa nel canalone che riporta ai Piani di Pelsa
Scendendo a valle è lo spettacolo verso la Torre Trieste
1 Comment
Bellissima nel 1972 con l’amico Nani,
purtroppo però al ritorno a Sassuolo subito ripartii a recuperare la salma del Nelli caduto sul Monviso.
Ciao Nelli, forte leale amico, il destino ha voluto così.
Mai dimentico la straziante scena all’arrivo di tuo padre