Via degli Scoiattoli – Cima Scotoni
16 Giugno 2019Pilastro Grigio – Mulaz
5 Luglio 2019
| Nome | Livanos - Cima dell'Elefante |
| Gruppo montuoso | Civetta |
| Data salita | 23/06/2019 |
| Difficoltà | VI+ |
| Sviluppo | 330 m |
| Impegno globale | TD |
| Esposizione prevalente | Sud (no sole perchè incassata) |
| Tempo impiegato | 2.5h + 4h la salita + 4h alla macchina |
| Punti d'appoggio | Rifugi Vazzoler |
| Cartografia | Tabacco 015 - Marmolada Pelmo Civetta |
La Cima dell'Elefante. La via Livanos-Bougeois-Vaucher segue il diedro a sinistra della proboscide
Stefano tira fuori dal cappello magico questa stupenda via di cui non avevo mai sentito parlare fino al giorno prima! Mi aggrego e facciamo cordata in tre con l'amico Giacomo.
Con linea elegante, la via vince il diedro sud di sinistra della Cima dell'Elefante, in Civetta, a fianco alle più rinomate Torre Venezia e Torre Trieste. E' di stampo classico e pur essendo relativamente poco conosciuta, risulta abbastanza chiodata, almeno nel diedro e le soste sono tutte presenti tranne nell'ultimo tiro.
Dormo in macchina a Capanna Trieste, in Val Corpassa mentre i due mi raggiungo la mattina alle 6. Saliamo veloci al Vazzoler e dopo poco svoltiamo a destra per puntare verso la Cima dell'Elefante. Gli schianti non aiutano ma in qualche modo ne veniamo a capo e puntiamo verso la nostra montagna.
Uno zoccolo "importante" con passo di III, conduce all'attacco nei pressi di un abete schiantato. Un tiro di corda sul V porta ad una banca detritica oltre la quale si perviene alla grande cengia dove attacca la via.
Il primo tiro in diedro è il più impegnativo (VI+) e Stefano lo conduce alla grande. Poi tocca a me sul proseguo del diedro (V, V+) che trovo bagnato e con alcune prese belle viscide. Poi segue una placca grigia a scaglie delicata (VI) che porta sotto al camino finale da risalire all'interno fino alla grotta fra l'anticima e il corpo principale. Segue una paretina di roccia marcia e poi si sosta a piacere (V-).
Usciti dalla via, saliamo le ghiaie fino alla cima.
La discesa non è semplicissima ma il canale da imboccare è segnato con un ometto pochi metri più in basso e a Est della cima (dentro al mugo c'è anche un cordone per calata eventuale). Seguiamo il canale tenendoci a destra disarrampicando e con 3 calate siamo alla grande cengia. Ci caliamo per la banca detritica e svoltiamo in versante Est seguendo una traccia che deposita nel canalone ancora innevato fra lo Gnomo e l'Elefante. Seguendolo torniamo alla base e poi alla macchina.
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Dal sentiero compare la Cima dell’Elefante
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Evidente l’elefante: proboscide al centro e orecchie ai lati!
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Lungo l’avvicinamento, in vista della Cima dell’Elefante
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Stefano sul primo tiro (V)
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Sulla grande cengia
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Stefano in scioltezza sul diedro di VI+
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Verso la sosta
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Arrivando in sosta del primo tiro in diedro (VI+)
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Secondo tiro in diedro (V,V+)
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In sosta del secondo tiro in diedro
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Sulla placca a scaglie (VI)
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Sulla placca a scaglie (VI)
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Nel camino finale (V-)
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In doppia in camino viscido
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Scendendo nel canalone finale che riporta alla base