Via Livanos-Bourgeois-Vaucher – Cima dell’Elefante
1 Luglio 2019Frisch-Corradini – Pala del Rifugio
7 Luglio 2019
| Nome | Pilastro Grigio |
| Gruppo montuoso | Mulaz |
| Data salita | 29/06/2019 |
| Difficoltà | VI+ |
| Sviluppo | 400 m |
| Impegno globale | TD+ |
| Esposizione prevalente | Ovest |
| Tempo impiegato | 2h + 6h + 2.5h |
| Punti d'appoggio | Rifugio Mulaz |
| Cartografia | Tabacco 022 - Pale di San Martino |
Il Pilastro Grigio visto dallo zoccolo. La via attacca a sx della prima nicchia gialla e si collega il diedro principale solo al quarto tiro
Sono poco avvezzo alle Pale e la voglia di arrampicare un po' anche in questo gruppo magnifico è tanta! Così quando si presenta l'occasione di salire il Pilastro Grigio col Pet e il Dori, non mi tiro indietro, attratto da questa via, rinomata per la splendida qualità della roccia.
Notte sul sedile del passeggero e alle 7 30 mi trovo in Val Venegia con gli altri che sono saliti in giornata. Il luogo è "bello" per definizione e l'avvicinamento trascorre piacevole. Lo zoccolo non è corto e presenta due passi di II. Arrivati all'attacco della via incontriamo Luca dei Sass Baloss, anche lui intenzionato a salire il Pilastro Grigio, il quale ci lascia passare avanti, così attacchiamo subito.
I primi tre tiri se li pappa il Dori. La partenza è in diedrino non banale (V+) e soprattutto il secondo tiro non è niente male su roccia compatta a buchi e diedro sul finale (VI-). Il terzo tiro è in fessura e poi si traversa a sinistra fin sotto al diedro.
Dal quarto al sesto tiro tocca a me. Parto sul diedro, chiave della via. Sembra di essere a Paklenica da quanto è bella la roccia e la difficoltà si aggira intorno al VI con un passo più duro a 1/3: i piedi sono in spaccata o in spalmo a cercare le piccole asperità della faccia destra del diedro e le mani nella fessura centrale, qualcosa di spettacolare, un tiro che vale la via.
Pochi chiodi ma la proteggibilità è buona a friend medio-grandi.
Segue un tiro carino con fessura (V) e poi il traverso oltre il quale si riparte in verticale per roccia lavoratissima e facile (IV+/V).
Poi ci scambiamo e parte a condurre Marco fino in cima con difficoltà fino al V ma in prevalenza più bassa.
Fa un caldo boia e stiamo in maglietta anche se siamo a 2900 m, pazzesco, non oso pensare giù a valle.
In discesa seguiamo la via normale che con sentiero riporta prima alla forcella subito sopra al Rifugio Mulaz e poi in Val Venegia.
Bella via, a mio parere futuristica come concezione d'arrampicata per l'anno in cui è stata aperta, ovvero 1956. Peccato sia discontinua, altrimenti sarebbe un capolavoro.
-
-
Appena partiti, lungo l’avvicinamento
-
-
Sul lungo zoccolo (II)
-
-
Il Dori attacca su diedrino non banale (V+)
-
-
Sul secondo tiro (VI-)
-
-
Sul diedro chiave (VI+)
-
-
Sulla fessura del quinto tiro (V)
-
-
Il Dori mi raggiunge sul quinto bel tiro (V)
-
-
Sul traverso del sesto tiro, roccia sempre spaziale (IV+/p.V)
-
-
In traverso sull’ottavo tiro (IV+, p. V)
-
-
Il Pet plastico
-
-
-
Pale di San Martino in luce tardo-pomeridiana