20 Aprile 2020

Turlon e Pale Candele – Un viaggio nell’Oltrepiave remoto

“…pensavo che solo io e te le abbiamo concatenate in solitaria… C’hai mai pensato??” A prescindere dalla verità o meno di queste parole (e sinceramente chissene!), Jacopo in questa frase ha centrato un grande punto: la creatività che ci anima, ci rende anche vivi! Quella creatività che permette di vedere oltre i confini del seminato, di camminare fuori dai sentieri battuti e che ci dà lo slancio per vivere, invece che trascinarci mestamente nella nostra esistenza. La gente ha paura e pretende la sicurezza totale in qualsiasi campo, perdendo di vista il fatto che di questo passo si annullerà in nome di un ideale irrealizzabile e finirà per condurre una non-vita. Perchè fondamentalmente il problema è che la nostra società si è allontanata troppo dalla Natura. Pochi hanno l’umiltà di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Anche queste idee contribuiscono a spingere qualcuno verso la Natura, la montagna e l’alpinismo. Quando stavo percorrendo la cresta che unisce il Turlon alle Pale Candele non pensavo a queste cose ma a distanza di anni ho capito. In fondo il segreto è la semplicità.    
19 Aprile 2020

Traversata integrale da Cima dei Vieres a Punta del Borsat

Ci troviamo nel reame delle terre selvagge dell’Oltrepiave, remoto e selvatico. Ai più questi nomi non significano nulla, neanche fra gli addetti ai lavori, ma già di per sè salire Cima dei Vieres per il Ciol de Susanna è una bella avventura, però con l’amico Jacopo volevo fare di più. L’idea che pian piano abbiamo maturato era quella di un collegamento verso Nord fino alla Punta del Borsat, effettuando quella che è una vera e propria traversata dalla Val Settimana alla Val Cimoliana. Non ci volevamo improvvisare, anche perchè parte della sfida è stata proprio mettere insieme le informazioni prese qua e là da varie guide, relazioni sparse e qualcosa dal web. Jacopo è famoso per questa sua abilità certosina ma ci è voluto tempo per capire se fosse fattibile…infine abbiamo deciso di provare! Una descrizione è reperibile sul sito del Landre dai Salvadis,  qui vorrei riportare solamente qualche impressione che ancora mi è rimasta a distanza di tempo, qualche ricordo. Ci sono luoghi di cui non è facile descrivere il fascino, non penso tutti possano capire. Ci devi andare, entrarci e superare il ponte che li separa dal mondo esterno. Ponte metaforico ma anche reale in questo caso, visto che la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di attraversare il torrente Settimana e lasciarci tutto alle spalle…poi solo selvatico. Ero con Jacopo nella nebbia della Tacca de Tunin, solitario intaglio di cresta, che mi chiedevo cosa ci facessi lì. E poi anche sulla Punta del Borsat, stessa cosa. Sì perchè effettivamente cosa ci facevamo? Entrambi avevamo lo stesso sogno e lo stavamo vivendo, a modo nostro. Uniti da una visione, sia della salita che del vivere la montagna, non convenzionale e terribilmente bella! Scendendo, la Spia dei Camosci ci osservava fra la nebbia, con le tenebre che […]
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