29 Maggio 2019

Torre Venezia – Civetta

Quando ho visto per la prima volta la Torre Venezia me ne sono letteralmente innamorato: si eleva ardita e fiera a sfidare il cielo, bellissima. Ultimo baluardo della catena che scende dalla cima del Civetta, alla destra orografica della Val dei Cantoni, è paragonabile ad un missile, un siluro che si profila fra le nebbie dolomitiche per salire a trovare la luce. Nell’Estate 2017 con l’amico Laza, ho passato due giorni in totale immersione nella montagna e nella natura, sui Piani di Pelsa, ai piedi della Torre Venezia, per salire la via Andrich-Faè e la Livanos, entrambe stupende! La linea della Andrich-Faè mi aveva folgorato per la sua logicità ed estetica: dopo una prima cengia che permette di portarsi in aperta parete, si sale un sistema di fessure entusiasmanti, si traversa destra in leggera discesa per portarsi sotto ad un diedro fessurato pazzesco che va scalato fino alle ghiaie sommitali. Siamo partiti dalla Capanna Trieste nel pomeriggio e arrivare al cospetto della Torre Venezia al tramonto, quando le ultime luci del giorno che se andavano la tingevano d’oro, è stato lo spettacolo. Emanava un’aura di pace e serenità, fissa, immobile, muta ma capace di regalare emozioni indescrivibili. E’ bello accamparsi sotto alla montagna che si vuole salire perché, passando più tempo al suo cospetto, si entra in maggiore sintonia questa e con l’ambiente che la circonda. E poi l’arrampicata sulle sue rocce è stata pazzesca, un vero godimento, un bellissimo viaggio e per questo la ringrazio. Ringrazio e ricordo anche il grande Andrich che a quanto pare, quasi digiuno d’arrampicata, seppe risolvere i problemi che la parete opponeva, salendo da primo, nello sgomento dei compagni più vecchi ed esperti che lo assicuravano: un vero fuoriclasse!      
27 Maggio 2019

Te lo do io il Verdon – Monte Cimo

La sveglia suona alle 6:30 ed il primo pensiero è: “dove diamine devo andare oggi per svegliarmi a quest’ora?”, come se le 6:30 fosse veramente presto, ma il sonno arretrato inizia a farsi sentire. Ci metto qualche secondo a ricordarmi che oggi andrò a scalare con Marco. Mi consolo perchè durante il viaggio anche lui mi dirà che gli è successa la stessa cosa. La direzione è la Valle dell’Adige e la via Te lo do io il Verdon: un nome un programma! Risalita la ripida boscaglia infestata di zecche, superiamo gli attacchi delle vie di placca e seguiamo una cengia al cui termine si trova la nostra via. Ci prepariamo e tocca a Marco partire. Dalle pareti soprastanti è un continuo stillicidio e il vento disperde le gocce d’acqua ovunque in un costante gioco di palline luccicanti che precipitano dall’alto. Appena tocco la roccia e sento quanto è bella, mi sembra di entrare in un mondo parallelo ed iniziano le danze. Il primo tiro supera un piccolo strapiombo e poi prosegue facilmente su roccia a gocce lavoratissima dall’acqua. Nel secondo tiro in diedro ci divertiamo, soprattutto sul primo passo strapiombante con le prese obbligate completamente zuppe d’acqua…mettere bene i piedi e stringere! Il terzo tiro è a mio parere il più estetico, in traverso ascendente sotto ad un grande tetto. Ci si alza dalla sosta prendendo subito una fessura rovescia che va seguita interamente; i piedi, anche se all’inizio un po’ aleatori, ci sono tutti! L’uscita è fisica in dulfer, poi bisogna stringere qualche buco prima di arrivare alla sosta. Segue il quarto tiro, il chiave, dove l’arrampicata cambia: la roccia diventa calcare dei migliori e lo stile è più di placca. Il chiave più che difficile è strano, non sono abile ad accoppiare una tacca e non mi riesce […]
13 Maggio 2019

Via GuGu – Castelletto – Tofane

In questo periodo di maltempo, sfogliando le salite dell’anno scorso, mi è saltata all’occhio questa che avevo quasi dimenticato ma che invece mi era particolarmente piaciuta…una mezza giornata veramente rubata anche in quel caso al brutto tempo…osando un po’ e con un minimo di culo. Riporto quanto avevo scritto l’anno scorso su fb: “L’inizio stagione e il tempo incerto ci spingono su qualcosa di allenante ma veloce, così decidiamo per le Crollomiti e la via GuGu sul Castelletto, in Tofane, ci pare la scelta azzeccata. La via si articola in 8 tiri di arrampicata stupenda su roccia fantastica e non scende mai sotto al V grado. Dopo le prime placche ed un aereo spigolo, si giunge sotto ad un estetico diedro che va salito fino ad una fessura strapiombante, molto fisica, che rappresenta il tiro chiave. Belle sensazioni nello scalarla, alzando pian piano i piedi e incastrando le mani dentro! Poi per due tiri si prosegue sui gialli ed infine nell’ultima lunghezza si entra in un camino-canale che sbuca sulla cresta sommitale. Peccato solo che all’ultimo tiro, ci abbia beccati il temporale (per fortuna di striscio) e un po’ di grandine ci ha accompagnati fino in cima dove siamo rimasti ben poco visti i lampi e i tuoni. Con una doppia e un po’ di ravano nella neve marcia siamo scesi per il versante Nord e poi verso Forcella Col dei Bos avvolti da una nebbiolina spettrale. Mattina super, non si poteva chiedere di più! In compagnia dell’inarrestabile Nicola”.
×