27 Dicembre 2022

Snowboard e Avatar – Misto sul Sass Pordoi

Prima spiccozzata dell'anno e si parte col botto assieme a Francesco, in Pordoi. Con qualche timore per l'affollamento, decidiamo di tentare l'accoppiata Snowboard + Avatar, visto che entrambe sono formate, ne uscirà una bella giornata piena. L'avvicinamento dal Passo Pordoi scorre veloce con la traccia già fatta. Prima saliamo verso la Forcella Pordoi, per deviare poco sotto a sinistra e imboccare la cengiona che taglia la montagna a metà. Le due vie salgono in pieno versante Nord-Ovest, una garanzia in caso di rialzo termico. Snowboard è la goulotte che sale sulla sinistra, prima per un muro ghiacciato e poi con due lunghezze in goulotte/camino. Ci fermiamo prima dell'ultimo tratto di camino perchè la candelina non tocca terra e con due cordate sotto di noi non ci pare il caso di rischiare. Ci caliamo con tre doppie, la prima su abalakov, le altre due su soste su roccia. Avatar invece ha maggiormente le caratteristiche del "cascatone", è più evidente ma non per questo più bella. Francesco si spippa i due tiri duri, ovvero l'M6 iniziale in cui si trova solamente un chiodo provvidenziale; i friend entrano ma bisogna andare. E poi l'ultimo tiro su ghiaccio, molto lavorato e contorto che risolve direttamente fino in cima. Scendiamo al tramonto ed arriviamo giù con le ultime luci, poi via verso la birra e la pizza! Giornata top, con la macchina Francesco!
9 Dicembre 2022

Piastrine Selvagge – Sass de Mesdì – Brentino

Questa volta a Brentino, su Piastrine Selvagge a prendere freddo. Effettivamente cosa potevamo pretendere da questa splendida giornata Dicembrina? Il termometro segnava 2 gradi al park quindi era da aspettarselo. Però due cose le abbiamo capite: primo che a Dicembre il sole gira subito, tradotto significa che dopo due ore l'abbiamo salutato. Secondo che l'acqua filtra e dopo due giorni di bel tempo non è detto che la parete sia asciutta, regalando belle emozioni. La via è piuttosto severa e impone un'arrampicata molto tecnica spesso di piedi. La chiodatura è un mix tra piastrine artigianali e fix da 10 mm, le soste ci sono tutte, alcune su pianta, 14 rinvii sono sufficienti. Per la discesa con tre calate siamo arrivati alla cengia del primo tiro da cui comodamente si ritorna all'attacco. Nonostante le condizioni, il quinto tiro mi è entrato, dopo una lunga lotta tra dita ghiacciate e piedi semi-sensibili. Si tratta di una lunga sequenza di rara bellezza, fatta di gocce, buchetti e lamette, sospesa sulla vertiginosa parete grigia del Sass de Mesdì. Lunghezza che da sola varrebbe il viaggio, credo avesse al massimo due o tre movimenti "standard", tutto il resto era fantasia e ragionamento, un vero rebus da decifrare, con tanta pazienza. Piccole soddisfazioni. Bella avventura con Lorenzo!
7 Dicembre 2022

Franz – Meisules dala Biesces

Con Niccolò scalo poco ma quando capita c'è da divertirsi. Questa volta optiamo per l'ombrosa parete Nord-Ovest delle Meisules, via Franz. La via in questione è stata aperta da un Ivo Rabanser appena diciassettenne: io a quell'età pensavo a farla franca coi compiti per casa e a come sarebbe stata la prossima festa del Sabato sera. C'è che siamo figli del luogo in cui cresciamo ma sicuramente conta una certa predisposizione personale. Ma va bene così. Sta di fatto che ci ritroviamo all'attacco: i piedi appoggiati su un prato verde, i gialli sopra le nostre teste e una via da salire. Che poi è una volontà, mica un obbligo. Per darci la giusta carica, ricordiamo la bellissima descrizione della Franz che viene fatta su un noto sito online...per un attimo ci sembra di andare al patibolo, ma il tragico sfocia presto nel comico: prendiamolo di petto questo duro destino! Effettivamente il primo tiro sveglia bene, sembra di essere in falesia, con la ghisa che monta e il respiro che accelera. Il passaggio repentino da giallo a grigio è destabilizzante, ma per quanto preferisca gli strapiombi, le placche a buchi fanno sempre la loro sporca figura, soprattutto se sono paragonabili a gettate di cemento armato. E allora saliamo, cercando di non perdere la "via maestra" finché non sbattiamo la testa contro allo strapiombo del terz'ultimo tiro. Qui Rabanser ha deciso di metterci lo zampino, posizionando la trappola: tre o quattro movimenti secchi in posizione sub-orizzontale a 2-3 metri dal suolo. Ce la sghignamo, la scena ha del comico e per fortuna non sfocia nel tragico. Uscire sui prati ha sempre il suo fascino, soprattutto se sai che la discesa è una passeggiata. Stretta di mano, panorama mozzafiato, chebellocheèchealtichesiamo. Quasi arrivato alla macchina la testa ha un unico pensiero (birra e piadina) ma prima mi giro a guardare la parete e realizzo che abbiamo appena salito un piccolo capolavoro.
5 Dicembre 2022

Andrich-Faè – Punta Civetta

Di nuovo in Nord-Ovest, questa volta con la macchina da guerra Carlo. Il periodo di secco ci invoglia per la Andrich-Faè, dove ci divertiamo nella prima metà su roccia da favola e asciutta, a differenza della parte alta in cui è stato necessario lottare col bagnato per venirne fuori. Gran esperienza nelle viscere della montagna, a ritmo sempre elevato!
3 Dicembre 2022

Cresta Val d’Inferno – Da Forcella Valgrande a Cima Brentoni Ovest

I Brentoni sono un sottogruppo abbastanza ai margini, solitario e silenzioso. Alla più famosa Cima Brentoni Ovest si affiancano la Centrale e Orientale, da cui poi prosegue tutta la cresta che le collega a Forcella Valgrande: la Cresta Val d'Inferno. Sfogliando la guida Alpi Carniche Alpi Giulie (Zorzi et al., 2016), mi sono imbattuto nella relazione di questa cresta, notando che porta con sé un nome importante: quello del mitico Ettore Castiglioni! La Cresta Val d'Inferno è un itinerario abbastanza complesso che si sviluppa solo in parte su cresta propriamente detta, ma più spesso a destra o sinistra, su terreno vario e roccia da buona a friabile. Vanta poche ripetizioni, generalmente da Forcella Valgrande verso i Brentoni, conveniente da un punto di vista logistico. La relazione prima menzionata è ottima, tranne per un errore alla prima forcelletta, da cui si scende pochi metri verso Sud (e non Nord). Inoltre ho sistemato le soste di calata, rinforzandole dove necessario. Alcuni tratti non sono assolutamente da sottovalutare, soprattutto il traverso su placche lisce dopo Torre Anna (III) ed il tratto in salita a Torre Evelina, friabile ed esposto (IV). Anche la discesa da Torre Evelina è delicata, su roccia marcia (II). Dalla forcella q. 2350 m, consiglio di salire al Brentoni Est tenendo leggermente la destra, senza girare in versante Sud per intendersi, ma piuttosto girando quasi a Nord. Successivamente per la traversata al Centrale, il friabile mi ha dissuaso dal rimanere in cresta e sono sceso a Sud collegandomi (senza saperlo) alla Castiglioni-Detassis allo Spigolo Sud del Brentoni Centrale, peraltro su roccia discreta (III). La traversata al Brentoni Ovest è relativamente facile, così come la successiva discesa per via normale. Nel complesso non saprei dire il dislivello, ma senza dubbio si tratta di un bel viaggio in ambiente, dove più che il grado contano sia la capacità di sapersi muovere su terreno delicato che l'orientamento, non scontato in qualche tratto. Come materiale è sufficiente una corda da 50 m (non meno) per le calate e consiglio martello e qualche chiodo per evenienza. Se si decidesse di affrontarla in cordata, qualche friend tornerebbe utile su vari tratti.
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