29 Agosto 2025

Giancarlo Milan – Taè

In Val di Fanes ero già andato ad arrampicare quando con gli amici Marco e Cippo abbiamo ripetuto il fantastico diedro di Los Angeles '84 sugli Spalti di Col Becchei e per una ritirata sulla Via Thriller (su cui bisognerà tornare!).  La parete del Taè ovviamente era stata subito adocchiata e la Giancarlo Milan sicuramente la via da percorrere, così proviamo a metterci il naso con l'amico Andrea con cui almeno una via all'anno è d'obbligo!  La linea è abbastanza sinuosa con numerosi traversi per seguire i punti di maggiore debolezza della parete, lungo diedri e fessure superficiali, con moltissimi tratti anche di placca.  Le soste sono tutte presenti e solide, così come i chiodi lungo i tiri (anche se mediamente pochi), ottime le possibilità di integrare a friend.  La relazione del Bernardi è praticamente perfetta, riporto alcune annotazioni: L1, L2: accorpate. Tiro non banale per il grado, roccia non sempre solida (stile  Carnia, quando spacca è fetente!) L4: seconda metà del tiro roccia super, sosta 2ch. ottimi  L5: passo ostico a metà su roccia gialla friabilotta (attenzione!) L6: primo tiro chiave ben chiodato. Sulla placca presente piastrina da 12 un po' fuoriuscita. Sosta 2ch. e spittino vecchio  L7: traverso fino a oltre il diedro formato dall'avancorpo e quasi sotto la verticale del tiro chiave, sosta a friend  L8: bel bombè poco prima della sosta  L9: secondo tiro chiave, diedro fisico. Attenzione alla lama gialla d'uscita! L10: boulderino iniziale (c'è ancora il nut incastrato), estetica lama e poi traverso con passo in discesa iniziale. Abbiamo sostato a friend prima del "traverso delicato" (chiodo non trovato) L11: roccia super sul traverso, poi si trovano numerosi chiodi e infine si può superare la fessura finale per sostare sulla cengiona finale sulla sx (friend #2, 3 + possibilità di chiodi) L12: max III fino all'uscita In discesa evitiamo sia le doppie che la discesa classica del Col Becchei ma, vista anche la pioggia, scendiamo a Nord per la "normale" con tempistiche pressochè identiche.  Gran giornata su una parete aspra e selvaggia, bellissima! 
14 Agosto 2025

Spigolo Olivo – Cresta degli Invalidi

Per carattere e indole personale, gli idoli non so bene cosa siano o comunque ne ho veramente pochissimi e piuttosto degli svariati personaggi celebri e celebrati, mi hanno quasi sempre affascinato di più gli altri, quelli rimasti ai margini... e in ambito alpinistico, Oliviero Olivo è uno di questi.  Oliviero, nel 1924 era un giovane medico che frequentava le montagne del Cadore durante il periodo estivo e in uno di questi soggiorni ci ha lasciato quello che è forse il suo capolavoro: lo Spigolo Sud-Est della Cresta degli Invalidi, nelle Marmarole Orientali. Olivo impiega 3h 50 per arrivare in vetta e grada la sua via con un modesto IV grado, definendola come "faticosa ma divertente": inconsapevolmente aveva appena salito uno dei primi VI gradi della storia (ante Solleder-Lettenbauer in Civetta), probabilmente il primo italiano e sicuramente il primo in solitaria e senza corda!  Ci ritroviamo in tre, in una calda mattina di metà Agosto, alla base della Cresta degli Invalidi e la curiosità di andare a scoprire questa via è tanta.  I primi 8 tiri scorrono veloci su roccia inaspettatamente spesso molto buona e ci portiamo alla base del diedro-canale che poi si chiuderà a camino. Oliviero era salito per quest'ultimo, però noi con le scarpette preferiamo la lama esterna e successiva placchetta di sinistra, per collegarci poco dopo alla linea principale: un tiro di carattere, che di VI ha proprio tutte le sembianze!   Seguono alcuni tiri più facili ma poi un secondo diedro-camino fessurato oppone resistenza e anche qui direi che si possa scomodare tranquillamente il VI grado. Infine, il diedro-camino terminale di V grado, non è da sottovalutare, con un bel tiro da 60m in cui occorre saper cosa tirare e sapersi proteggere.  Durante la salita invochiamo spesso lo spirito di Olivier, pensando di fargli cosa gradita. E mentre sto recuperando Nicola e Federico sul tiro chiave, me lo immagino incastrato nel camino, slegato, che sale fischiettando, inconsapevole di aver appena firmato una salita avanti di svariati anni rispetto alla storia.   Credo che lo Spigolo Olivo abbia alcune carte in regola per diventare una classica: roccia mediamente buona, scalata divertente e di soddisfazione, proteggibilità mediamente buona con alcuni tratti un po' più severi e soste attualmente tutte presenti (misto chiodi, clessidre e fix).  Grande e lunga giornata condivisa in bella compagnia con Nicola e Federico. 
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