31 Agosto 2020

Wolkenreise – Pilastro di Misurina

In pomeridiana, con l’amico Nicola, anche lui su ad Auronzo. Vivendo in montagna è possibile! Saliamo veloci al Col de Varda e poi all’attacco, letteralmente in un bagno di sudore, forse abbiamo corso troppo! La via è molto bella e poi usciamo in cima nell’ora in cui le cime si tingono d’oro… le guardiamo in silenzio e poi lanciamo la prima corda doppia.   La via è bella su roccia a tratti entusiasmante, anche se credevo meglio da come me l’avevano descritta. Il primo tiro forse è il più impegnativo, lungo e di continuità. Il tiro chiave invece ha solo un passo, per il resto è più facile. La spittatura non è vicinissima (più S2 che S1). Discesa in doppia lungo la via, usando come primo ancoraggio uno posto 5 m a sx (faccia a valle) dell’ultima sosta.
6 Agosto 2020

Vinatzer-Messner – Punta Rocca – Marmolada

Un viaggio, anzi due viaggi, per salire l’immensa parete Sud della Marmolada. Il terzo poi è stato la discesa dalla cima col temporale che incalzava, la grandine, la neve, la discesa lungo il ghiacciaio per infine collassare in macchina al Passo Fedaia. Gli ultimi passi mi pareva di essere ubriaco. Ma in fondo è anche questo che cerchiamo, no? Il limite, o almeno di avvicinarlo. E’ un rapporto con la natura, la roccia, la montagna ma anche una sfida con noi stessi, guardando a quel misterioso limite che spesso non è reale ma presente solo nella nostra testa. Sono felice di aver percorso questa via con Cippo e Marco, al momento giusto, quando la sentivo mia. Il giorno seguente non volevo neanche sentir parlare della Sud, adesso a distanza di una settimana l’idea di tornarci è qui che fa capolino, magari tra un po’ sarà di nuovo il momento.    
2 Agosto 2020

Comici-Dimai – Cima Grande di Lavaredo

Una linea che con maestria si destreggia fra i gialli alla ricerca del facile nel difficile, con una logica impeccabile: la Comici alla Cima Grande è letteralmente un capolavoro. Tutti sanno che Comici era un fuoriclasse ma salendo la sua via sulla Nord di Lavaredo si capisce veramente la grandezza dell’impresa, qualcosa di unico e avanti di decenni. La salita è fisica su roccia gialla, bellissima con buchi, tacche, sequenze di movimenti che sembra di essere in falesia a Igne o Erto! Duro il secondo tiro con la fessura orizzontale “da dita” dove bisogna strizzare e più in alto c’è un altro tiro faticoso di VI+ tutto da muoversi e impostare bene. In generale comunque tutti i tiri sul giallo sono piuttosto sostenuti! Abbiamo scelto una giornata bella calda tanto che a tratti si sudava un po’ in piumino leggero, quasi da stare in maglietta in pieno Nord. La via è molto chiodata tant’è che non avevamo nè chiodi nè martello, tuttavia una serie di friend da 0.2 a 3 l’abbiamo portata.    
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