31 Gennaio 2022

Lacrime Ibernate – Sappada

Se mi chiedessero di una cascata bella, comoda, facile ma di soddisfazione, sicuramente consiglierei Lacrime Ibernate a Sappada. Quest'anno è ben formata ed il tiro chiave risulta bello pieno. Salita col Menego, a comando alternato, in una giornata frizzante (-11 al park) e con ghiaccio perfetto che raramente spaccava.
31 Gennaio 2022

Anonima Trentini – Sappada

Prima cascata insieme ad Aldo il Vez. L'idea è andare in Sassolungo ma il forte vento ci dirotta verso Sappada dove decidiamo per la Anonima Trentini, una via che fanno in pochi (rispetto ai frequentatori del settore Diagonal) ma che ci attira entrambi! Per svegliarmi come si deve, Aldo mi propone di attaccare seguendo una linea di ghiaccio sottile che sottovaluto di brutto. Bisogna fidarsi ciecamente dei piedi perchè le picche entrano per mezzo centimetro. Mentre scalo penso a quanto ci piace complicarci la vita, ma in fondo fa anche questo parte del gioco. Proseguiamo poi sul solito muro di ghiaccio e con due tiri ci portiamo sulla cengiona (4). Attraversando a destra entriamo nell'evidente camino dove con un tiro di misto facile raggiungiamo il tiro chiave: un bel muretto ghiacciato racchiuso nello stretto budello di roccia. Tocca ad Aldo che sale in opposizione di schiena, in perfetto stile old-school. In alto, uno spit a sinistra facilita l'uscita con passo non banale (5). Credo che in molti qui si calano, noi decidiamo di salire ancora, seguendo il canale con passi di misto fino ad una sosta a spit sulla sinistra (M4). L'ultimo tiro spetta ad Aldo che supera il salto finale agguantando al volo una clessidra bomba con un cordino che gli permette di fare il passo d'uscita (M5). Rinveniamo un cordino semi sepolto e sistemiamo la sosta su radice per calarci. Comodamente con 5 doppie in totale siamo alla base...pronti per l'ultimo monotiro per completare la giornata! Misto a bassa quota riuscito. Bella via, grande il Vez!
27 Gennaio 2022

Trèi Magi – Cima Serauta

Dopo qualche indecisione, siamo finalmente riusciti a salire Trèi Magi, misteriosa via di misto su Cima Serauta che in questa stagione avara di neve, si è concessa. L'indecisione, come dicevo, era legata a primo tiro che non sapevamo quanto fosse formato...alla fine il ghiaccio c'era! Ritrovo a Caprile e poi su al Fedaia. Per la gioia di Stefano, usiamo gli sci per l'avvicinamento che si svolge praticamente tutto su pista. Solo nel finale si scarta a sinistra, passando sotto al pilone dell'ex seggiovia, mirando alla parete del Monte Serauta. La linea della via da qui è evidente. Attacco io sul primo tiro: poco ghiaccio e fragile, bella sveglia (WI4). Poi proseguiamo nel canale di neve con un passo stronzo su un saltino (M4) e puntiamo alla candela. Anche qui il ghiaccio è secco da far paura ma gli agganci ci sono, così non serve battere. Stefano se la mangia e sosta poco dopo (WI5). Proseguiamo nel canale di neve fino al primo salto di roccia che porto fuori con bel tiro di dry sul M5, peraltro ben proteggibile a friend. Ancora due tiri facili su neve e i sogni di uscire dalla via senza troppi problemi, si infrangono contro uno strapiombo di roccia marcia solcato da una fessura diagonale verso sinistra. Stefano parte all'assalto ma lo strapiombino finale è più duro del previsto e lo impegna per molto tempo, finché non riesce a battere un chiodo malsicuro che però si riesce a sfruttare per aiutarsi a salire. Su carta siamo sul VI-... ma che bel tiro di roccia solida...fortuna che sotto qualche chiodo c'era! Usciamo sulla Ferrata Eterna. Tempo di una foto e un goccio di the e via giù a doppie lungo la via, disarrampicando i tratti di neve. Un volta alla base gli sci fanno il loro dovere e la sciata in pista non ce la toglie nessuno. Bella avventura su Cima Serauta!
21 Gennaio 2022

I’m so sorry con varianti – Cima Brenta

La mia ignoranza nei confronti delle Dolomiti di Brenta è abissale. Per rimediare accetto senza riserve la proposta di Stefano di andare a salire Cima Brenta dal suo versante Nord. Da quello che ho capito, la via che abbiamo seguito è principalmente "I'm so sorry" con delle varianti, per esempio all'attacco sulla via "Pinocchio" che percorre il canale fino al primo nevaio. In realtà quest'anno c'è talmente tanto ghiaccio che l'idea è quella di seguirlo finchè ce n'è, per poi proseguire fino in cima. Dormiamo a Madonna di Campiglio al parcheggio per Vallesinella (1500 m ca.) ed affrontiamo la salita in giornata partendo alle 3:45. Con noi ci sono anche gli amici Luca e Nicola, per cui l'avvicinamento scorre veloce. Volendo salire in cima, decidiamo di lasciare uno zaino prima del conoide basale, che raggiungiamo alle prime luci; infatti scendendo lo scivolo Nord ripasseremo per di qui. L'alternativa è quella di calarsi in doppia lungo la via grazie alle abalakov già pronte (c'è chi si ferma all'ultimo tiro di ghiaccio). La via si articola in 8 tiri, tutti ad esaurimento corda o quasi. Viste le ripetizioni troviamo la sagra degli agganci che facilitano la progressione, a volte un po' meno la chiodatura ma il divertimento è assicurato. Il tiro chiave della candela, dopo il primo nevaio, è salibile anche in un'unico tiro facendo sosta su ghiaccio appena appoggia. I due tiri più belli sono però in alto dove si scala una colatona ghiacciata che forma un diedro con la roccia a destra. Un tiro di M4 permette di uscire nei pressi della Cima Occidentale di Brenta (3112 m) dove si trova la sosta a sinistra. Per Cima Brenta che è posizionata più ad Est, si prosegue con itinerario di cresta fino all'intaglio, si attraversa un nevaio in versante Nord, per poi salire alla croce di vetta (3150 m). La discesa a questo punto avviene in versante Nord prima per roccette (doppia da 30 m su sosta a spit con anello) e poi lungo un canale di neve con pendenza fino 50° che deposita su un cengione. Seguendo a sx (faccia a valle) si torna al conoide d'attacco. Abbiamo avuto la fortuna di salirla in una giornata calda (zero termico a quasi 3000 m), che per Gennaio significa neve che a Sud molla fino in vetta, mentre a Nord temperature attorno allo zero, per cui ce la siamo goduta a pieno. Al ritorno sosta al Tuckett a prendere l'ultimo sole e poi giù, lungo l'infinita discesa fino al furgone. Sempre a bomba con la macchina da guerra Stefano.
5 Gennaio 2022

Finale Ligure – Un paradiso per l’arrampicata sportiva

Quattro giorni spaziali a Finale. Oltre al cibo (Enri e Rudi ci viziavano!) abbiamo visitato quattro falesie diverse, una per giorno, cercando di salire più tiri possibile, focalizzandoci maggiormente sulla scalata a vista.
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