16 Giugno 2019

Via degli Scoiattoli – Cima Scotoni

La fame di roccia è tanta e la voglia di mettersi in gioco anche: optiamo per la Lacedelli-Ghedina-Lorenzi a Cima Scotoni. Dopo una pizza a Longarone, saliamo veloci al Passo Falzarego e poi giù verso la Badia fino alla Capanna Alpina, sotto al Rifugio Scotoni, dove dormiamo le nostre belle 6 ore. L’avvicinamento è quasi piacevole e tocchiamo la roccia poco prima delle 9. La giornata è calda ma noi ce ne staremo al fresco ancora per un po’, fino a che non arriverà il sole. Lo zoccolo scorre veloce ed in breve ci ritroviamo sul tiro chiave, iper chiodato e risolvibile senza superare il VI in libera, con un movimento in A1 e qualche A0. Poi si inizia ad arrampicare in un oceano giallo e nero in cui la soluzione di continuità è data dalla prima cengia, usciti dal sesto tiro. Dopo un diedro grigio con arrampicata da manuale, Nicola si spippa una variante d’uscita alla prima cengia, salendo un diedro giallo fessurato strapiombante e bello marciotto, evitando a sinistra il Passo del Serpente. Gran complimenti Nic, per nulla banale! La seconda parte della via è un vero viaggio alla ricerca dei punti di debolezza della parete. Con arrampicata stupenda, difficoltà continue e bella esposizione, a cavallo fra il giallo e il nero,traversiamo fino alla verticale di un diedro giallo che poi saliamo con un bel tirone da 50m, molto ben chiodato. Sul penultimo tiro mi imbatto in una fessura ostica che risolvo in A1 su friend 0.5, poi la via è finita. Con un tiro facile raggiungo la seconda cengia e recupero Nicola. Una stretta di mano e ci sediamo, prendiamo qualcosa da mettere sotto ai denti e contempliamo, in silenzio, la bellezza della montagna. La luce è quella del tardo pomeriggio. Poi, troppo presto, arriva il momento di […]
13 Giugno 2019

Cassin – Piccolissima di Lavaredo

Dopo aver salito lo Spigolo Giallo, dormiamo al parcheggio del Rifugio Auronzo. Il luogo è spaziale e l’ambiente motivante perchè gira un sacco di gente fortissima! Si sente già parlare delle vie a Nord…e siamo l’8 di Giugno! Ci svegliamo che l’atmosfera è nebbiosa ma siamo fiduciosi e infatti poi il meteo ci ripagherà con una giornata migliore della precedente. La Cassin ha decisamente una marcia in più rispetto allo Spigolo Giallo infatti i tiri centrali sono molto sostenuti e con le protezioni a volte distanziate. Parto sul primo tiro in diedro, molto bello e accorpo fino alla cengia. Poi il secondo tiro mi da una bella sveglia e il terzo è una bastonata. Il traverso invece è facile rispetto al resto. Poi parte Cippo che si fa il diedro di VI- e il tiro dopo su roccia grigia molto bella. Infine Nicola conduce fino in cima. Per le doppie ci sono delle calate nuove su spit ma noi seguiamo due ragazzi altoatesini sulle vecchie calate, molto funzionali anche con una corda sola.  Ci caliamo dal grosso anellone dove termina la via (sotto la vetta) e poi traversiamo a dx (faccia a valle) fino allo spigolo dove parte una serie di 2 o 3 corde doppie che portano alla forcella che separata la Piccolissima da Punta Frida. Da qui con 4 doppie su nuovi anelli resinati, scappiamo dall’orrido innevato e grondante acqua e torniamo alla base.
13 Giugno 2019

Spigolo Giallo – Anticima della Piccola di Lavaredo

Primo di due giorni in Lavaredo, nonchè prima uscita della stagione in Dolomiti! Poca gente in giro, ottima occasione per scaldare a dovere i motori sul mitico Spigolo Giallo! E’ stata una grande emozione salire questa via a lungo sognata. Meno unti del previsto i tiri iniziali e magnifico il diedro giallo del nono tiro! La via, aperta da Emilio Comici, Mary Varale e Renato Zanutti  nel 1933, percorrerebbe interamente lo spigolo dell’Anticima della Cima Piccola di Lavaredo ma al giorno d’oggi la via più ripetuta evita a destra i tre tiri centrali in spigolo, alquanto marci. Per questa volta è andata bene così ma sicuramente tornerò per salire l’originale! Nonostante le nevicate tardive, vista l’esposizione a Est, abbiamo trovato la roccia asciutta, zero neve in via e neppure lungo le calate. Altro discorso lungo l’avvicinamento e sul conoide dove depositano le doppie, dove invece c’era ancora neve ma basta non aver paura di bagnarsi un po’.
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