1 Luglio 2019

Via Livanos-Bourgeois-Vaucher – Cima dell’Elefante

Stefano tira fuori dal cappello magico questa stupenda via di cui non avevo mai sentito parlare fino al giorno prima! Mi aggrego e facciamo cordata in tre con l’amico Giacomo. Con linea elegante, la via vince il diedro sud di sinistra della Cima dell’Elefante, in Civetta, a fianco alle più rinomate Torre Venezia e Torre Trieste. E’ di stampo classico e pur essendo relativamente poco conosciuta, risulta abbastanza chiodata, almeno nel diedro e le soste sono tutte presenti tranne nell’ultimo tiro. Dormo in macchina a Capanna Trieste, in Val Corpassa mentre i due mi raggiungo la mattina alle 6. Saliamo veloci al Vazzoler e dopo poco svoltiamo a destra per puntare verso la Cima dell’Elefante. Gli schianti non aiutano ma in qualche modo ne veniamo a capo e puntiamo verso la nostra montagna. Uno zoccolo “importante” con passo di III, conduce all’attacco nei pressi di un abete schiantato. Un tiro di corda sul V porta ad una banca detritica oltre la quale si perviene alla grande cengia dove attacca la via. Il primo tiro in diedro è il più impegnativo (VI+) e Stefano lo conduce alla grande. Poi tocca a me sul proseguo del diedro (V, V+) che trovo bagnato e con alcune prese belle viscide. Poi segue una placca grigia a scaglie delicata (VI) che porta sotto al camino finale da risalire all’interno fino alla grotta fra l’anticima e il corpo principale. Segue una paretina di roccia marcia e poi si sosta a piacere (V-). Usciti dalla via, saliamo le ghiaie fino alla cima. La discesa non è semplicissima ma il canale da imboccare è segnato con un ometto pochi metri più in basso e a Est della cima (dentro al mugo c’è anche un cordone per calata eventuale). Seguiamo il canale tenendoci a destra disarrampicando e con 3 […]
29 Maggio 2019

Torre Venezia – Civetta

Quando ho visto per la prima volta la Torre Venezia me ne sono letteralmente innamorato: si eleva ardita e fiera a sfidare il cielo, bellissima. Ultimo baluardo della catena che scende dalla cima del Civetta, alla destra orografica della Val dei Cantoni, è paragonabile ad un missile, un siluro che si profila fra le nebbie dolomitiche per salire a trovare la luce. Nell’Estate 2017 con l’amico Laza, ho passato due giorni in totale immersione nella montagna e nella natura, sui Piani di Pelsa, ai piedi della Torre Venezia, per salire la via Andrich-Faè e la Livanos, entrambe stupende! La linea della Andrich-Faè mi aveva folgorato per la sua logicità ed estetica: dopo una prima cengia che permette di portarsi in aperta parete, si sale un sistema di fessure entusiasmanti, si traversa destra in leggera discesa per portarsi sotto ad un diedro fessurato pazzesco che va scalato fino alle ghiaie sommitali. Siamo partiti dalla Capanna Trieste nel pomeriggio e arrivare al cospetto della Torre Venezia al tramonto, quando le ultime luci del giorno che se andavano la tingevano d’oro, è stato lo spettacolo. Emanava un’aura di pace e serenità, fissa, immobile, muta ma capace di regalare emozioni indescrivibili. E’ bello accamparsi sotto alla montagna che si vuole salire perché, passando più tempo al suo cospetto, si entra in maggiore sintonia questa e con l’ambiente che la circonda. E poi l’arrampicata sulle sue rocce è stata pazzesca, un vero godimento, un bellissimo viaggio e per questo la ringrazio. Ringrazio e ricordo anche il grande Andrich che a quanto pare, quasi digiuno d’arrampicata, seppe risolvere i problemi che la parete opponeva, salendo da primo, nello sgomento dei compagni più vecchi ed esperti che lo assicuravano: un vero fuoriclasse!