19 Aprile 2022

Helena e La Piccola Verticalità – Due arrampicate plaisir ad Arco

Dopo aver visitato la bella falesia di Gaium, situata all'imbocco della Valle dell'Adige, ci trasferiamo ad Arco per due giorni di arrampicata plaisir. Maria tira fuori dal cappello magico due belle vie di Grill e compagni. Il primo giorno avvicinamento praticamente zero e siamo sulla via Helena alla Parete di San Paolo. Iniziamo che il sole brucia ma in breve si alza la brezza e scalare diventa una goduria. La via merita una ripetizione: infatti la scalata è varia con placche, fessure, strapiombi e pure un diedro finale. La roccia è bella anche se un pelo consumata in certi punti; la chiodatura è generosa con le solite clessidre cordonate in stile Grill che oltre a proteggere la scalata, indicano anche perfettamente la linea da seguire. La discesa veloce ci fa arrivare direttamente al furgone...comodissimo! Per una ripetizione è sufficiente portare una decina di rinvii, eventualmente entra anche qualche friend medio. Il secondo giorno ci raggiunge Niccolò e decidiamo per la via La Piccola Verticalità alle Coste dell'Anglone, una vera chicca, più impegnativa rispetto a Helena, salita il giorno precedente. La via si articola in due sezioni: la parte bassa sui grigi, la parte alta sui gialli. Parte Niccolò che conduce i primi 5 tiri, dove non mancano alcuni passaggi un po' tachienti ma l'arrampicata è delle migliori e la roccia sempre ottima. Il tetto del secondo tiro viene aggirato a sinistra su ronchie e non rappresenta il tratto più impegnativo ma è fisico. Dalla sesta lunghezza la situazione cambia, la parete comincia a strapiombare di più e si scala su gialli lavorati dall'acqua con varie canne e gocce belle grippose: una goduria! Il sesto tiro inizia con una sezione a prese verticali che richiede buona lettura e poi traversa sotto al tetto. Il passo chiave è sul settimo tiro dove con un passo secco (sul 6b+) si supera un tettino usando canne, buchi, tacche, gocce: c'è di tutto! Unico neo i piedi un pelo unti. Su L8 invece la difficoltà è distribuita sulle prime 4 protezioni con l'uscita dallo strapiombo fisica (sul 6b). Attenzione allo spuntone che si usa anche per rinviare... prima o poi cederà del tutto. Un ultimo tiro più facile porta sul bosco sommitale, da cui in breve si raggiunge a sinistra la sterrata e poi il Sentiero degli Scaloni che con qualche tratto attrezzato facile riporta a valle. Bella via, una vera sorpresa! Per la ripetizione sono sufficienti 12 rinvii, infatti abbondano le clessidre cordonate e sui tratti più duri non mancano gli spit. Qualche friend medio può tornare utile per proteggere alcuni tratti un po' più lunghi.
7 Aprile 2022

Fuori di linea – Sojo Bostel

Di nuovo al Bostel, questa volta col Max su Fuori di Linea, firmata Federico Stefani e Tranquillo Balasso. La via sale sui gialli a destra del Richiamo di Penna Bianca, l'attacco è segnato con una targhetta. La via è interamente chiodata con piastrine artigianali, chiodi e cordoni su clessidre. Gli apritori consigliano giustamente in via prudenziale di portare chiodi e qualche friend, noi avevamo solo i secondi ma non li abbiamo usati. La roccia a mio parere è di qualità peggiore che su Penna Bianca e la Tostata, ma come diceva qualcuno "non esiste buona o cattiva roccia, ma solo buono o cattivo rocciatore". Scrivo una veloce valutazione dei tiri, vista la chiodatura ravvicinata (anche se mista) metto il grado in scala francese: 1. Placca appoggiata gialla che sul finale si verticalizza, una passo sul finale (6a/b); 2. Diedro giallo strapiombante, fisico su buone prese. Friabile (6b+); 3. Tiro corto fino alla nicchia, bei movimenti (6a+); 4. Traversone a sinistra sotto al tetto. Prese discrete ma bella ghisa! (7a); 5. Petardo. Si intuisce come scalarlo ma la libera è per pochi (A0 e A1); 6. A sinistra e poi per bel muro compatto con belle sequenze nella parte alta e passo ditoso in uscita. Avvantaggiati gli alti (6c); 7.-8. Diedro giallo non banale in partenza, poi più facile (6a partenza). Si può accorpare ma attenzione agli attriti; 9. A destra e poi su dritti su piatti (5); 10. Tiro corto ma intenso in strapiombazzo su piatti. Bei movimenti, fisico (7a); 11.-12. Partenza più dura, poi intervalla roccia a zone boscate. Il salto dopo la sosta intermedia è duro ma azzerabile. In uscita si riescono a rinviare degli alberi (5c/A0). La discesa è piacevole e avviene per comodo sentiero sulla sinistra (ometti). Peccato la via sia già finita, qualche altro tiro me lo sarei fatto, ma ora è momento di panino e birra!
4 Aprile 2022

Distensione – Monte Spitz

Finalmente è arrivato un po' di caldino e col Max si va a ripetere questa bella via a spit sulla solare parete Sud del Monte Spitz, che potrebbe tranquillamente essere una meta pienamente invernale. Arriviamo alla base che il sole infatti si fa sentire, tuttavia una volta saliti in parete soffia una bella brezza che stempera. La via in questione presenta un discreto ingaggio nella parte inferiore, più per la qualità della roccia che per la distanza degli spit, che a discapito delle aspettative, sono invece abbastanza vicini, regalando solo qualche passo obbligato sul 6c. Comunque la via non è banale, il primo tiro mette in riga, obbligando ad una scalata delicata. Il secondo probabilmente ha il passo più duro, bello ditoso. Il terzo è di collegamento su bella roccia gialla a gocce e conduce sotto ai tettini della quarta lunghezza, più fisica, con un passo secco in uscita del secondo tettino...chiudere e distendere è sempre la soluzione: nomen omen. Dopo il traverso a destra si arriva sui grigi e la roccia diventa fotonica. Ancora un passo non facile e si arriva in sosta. Da qui si segue la linea del diedro con difficoltà più basse ma arrampicata sempre bella e roccia da urlo. Un'ultima parte un po' sporca e con roccia rotta permette di uscire, accorpando anche gli ultimi due tiri. Ormai l'unico desiderio diventa la birra fresca, che ci berremo a Foza per chiudere in bellezza questa bella giornata di arrampicata. Grande Max, alla prossima!
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