14 Marzo 2022

Via Paola – Pilastro dei Barbari

Di nuovo sulla roccia del Pilastro dei Barbari, questa volta col Trevis, in una ventosa e assolata giornata di metà Marzo. Sono in sosta e guardo verso il basso: le corde oscillano e si portano quasi orizzontali al suolo; tutto attorno i ciuffi d'erba vibrano impazziti. Trevis ha appena scalato un tiro misto di placca e strapiombo...ora tocca a me partire sulla placca. Il vento è il motivo di questo periodo. Vento e aderenza. Le mani rovinate e insanguinate. Noi saliamo, il Sole gira. Così quando sbuco sul boschetto sommitale, recupero la corda godendomi l'ultimo tepore, che se ne va mentre impacchettiamo le corde. Fortuna che ormai tocca solamente scendere!
8 Marzo 2022

Paperon de Paperoni – Panettone

Passo il primo spit e guardo in alto: profonde rigole solcano la placca appoggiata e l'unico modo che riesco ad immaginare per salire è quello di mettermi in spaccata con i piedi in aderenza. Ahhh quella fantomatica "aderenza carnica" di cui tanto ho sentito parlare e che finalmente sto toccando con mano...e con piede. Effettivamente il grip è eccezionale ed il metodo funziona, così riesco ad alzarmi un po' di metri fino allo spit successivo. Qui le rigole proseguono ancora un po' ma poi si interrompono e l'unico modo di salire è una fessurina a destra che poi prosegue fino allo spit successivo. Me la rido pensando alla difficoltà che sto facendo per salire questo tiro, che sarà inclinato a malapena a 70°, dove contano di più la fantasia e la tecnica. Se da un lato la mente razionale vorrebbe una presa da tirare, dall'altro interviene quell'istinto di sopravvivenza che ti porta a cavarti fuori dai guai, in qualche modo. E quindi sono lì fermo che penso a come raggiungere quella maledetta fessura a destra, conscio di non potermi muovere finchè il cervello non abbia immaginato precisamente come fare...finchè finalmente ci riesce! Di conseguenza si muove il corpo, non potrebbe andare altrimenti. Qualche buon piazzamento finalmente c'è. Poco più su, da un buco nel calcare cresce, abbarbicato, un arbusto che uso senza ritegno sia per le mani che per i piedi. Il più è fatto, manca un traversino e sosta. Un onesto VI grado carnico..olè!
7 Marzo 2022

Archangelo – Coste dell’Anglone

La voglia di croda è alta, così col Nic si va a fare una toccata e fuga ad Arco, sull'assolata parete Sud-Est delle Coste dell'Anglone, via Archangelo, oramai un classicone firmato Grill e compagni. Devo dire che si pensava facesse più caldo ma tutto sommato a scalare non era poi tanto male. L'ultimo tiro all'ombra e col vento freddo ha regalato un po' di emozioni in più e sicuramente quel po' di grip in più che ha facilitato la libera. La via è molto bella: con logica estrema segue i punti deboli della parete per uscirne con svariati traversi che fanno accumulare metri di sviluppo ma non sviliscono l'arrampicata, anzi. Si parla di via alpinistica, ma gli spit abbondano, così come le clessidre cordonate (in stile Grill), col risultato che praticamente abbiamo messo dentro 2 friend in tutta la salita. Qualche tratto inizia ad essere untino ma nel complesso roccia fotonica, soprattutto nella seconda metà della via. A comando alternato con l'inossidabile Nic.
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