1 Marzo 2024

Huda Paliza – Forcella di Terrarossa

A volte sento di remare controcorrente, molti mi daranno del pazzo, ma le uscite primaverili con annesse ravanate, secondo me sono le avventure scialpinistiche che più ti restano..  Sì, bella la fresca, figata la polvere... ma vuoi mettere contro almeno 3 cambi di assetto con annessa ravanata nel bosco e su un canale intasato dalle valanghe? Direi che non c'è storia.  E quindi... meteo perfetto in una giornata di inizio Aprile, siamo impegnati a salire il canalone Huda Paliza, senza dubbio un'icona dello scialpinismo giuliano. L'inverno è stato avaro di precipitazioni in tutto l'arco alpino tranne qui nell'estremo Est, dove si riesce ancora a calzare gli sci a 1000m (poi bisogna toglierli nel bosco ma fa parte del gioco).  Non ero mai entrato in Val Saisera e poi nella famigerata Spragna, luogo maestoso e severo, in cui lo sguardo non può fare a meno di alzarsi verso le pareti, a scovare le varie linee fantasma che le solcano.  Gruppo speciale con la compagine veneta in trasferta, appoggiando la mia proposta e riponendo fiducia in me!  
20 Febbraio 2024

Passo del Cristallo e Forcella a destra di forc. Michele – Dolomiti Ampezzane

"Non esiste buona o cattiva neve, ma solamente buono o cattivo sciatore", giusto per adattare un vecchio proverbio alpinistico. Gran giornata a macinare dislivello in Val Fonda, concatenando il classico Passo del Cristallo con Forcella Michele e il suo bel canalino. Condizioni esigenti, probabilmente le prossime sciate saranno più facili. Nel fondovalle la neve è marmorea, nel circo fino a 2500 m circa troviamo crosta non portante (fortunatamente ancora sciabile) e più in alto neve invernale ma totalmente arata dai passaggi.  Col Bailone e Tommy, sempre in gran spolvero! 
11 Febbraio 2024

Modeon dal Buinz – Canale Est e Cresta Sud

Di nuovo in Giulie, anche questa volta con gli sci... sempre una certezza! O forse bisognerebbe dire che l'uscita 5 stelle è tutta merito del Saverio che dal cappello maggico ne tira fuori ancora un'altra.  Come già successo, le mie proposte piuttosto banali passano in secondo piano quando si paventa l'idea del Modeon dal Buinz da Sud-Est, inseguendo una fantomatica linea costituita prima da un canalino e poi da una vaga dorsale che porta in cima. Non ne so nulla, per me è tutto nuovo, quindi accetto ben volentieri. Ma non sono l'unico: la consueta sicurezza del Saverio questa volta è messa in discussione, visto che di info certe non è che ce ne siano poi molte... sappiamo solo che di lì ogni tanto qualcuno è passato!   Sta di fatto che siamo in tre (Luca, Saverio ed io), in una giornata di fine Gennaio, che però sa più di fine Marzo. Partiamo da Sella Nevea in direzione Forca de la Val e, abbandonata la forestale all'altezza delle Casere Cregnedul di Sopra, ci rendiamo subito conto che la situazione è critica: tempo qualche giorno e l'unica sarà lo sci d'erba. Tuttavia guadagnando quota, il vallone si riempie a sufficienza e la poca neve fa sì che non ci siano zone svalangate, invece il pendio è tirato come una tavola da biliardo.  Appena fuori dal boschetto, Luca mette il turbo, ci distacca e tentare di stargli dietro sotto la candela del Sole non è troppo invogliante, anche perchè ho dosato male le scorte idriche, confidando in una situazione un po' più invernale... Nonostante il caldo, in qualche modo arriviamo al nostro bivio sotto alle caratteristiche pareti di calcare levigato: qui ci ricompattiamo e pieghiamo a sinistra. La neve, da trasformata che era, torna invernale man mano che saliamo verso il canalino finale: la polvere di questi tempi è un miraggio, ma una bella neve compatta fa presagire una sciata da urlo.  Dal forcellino alla cima seguiamo una serie di canalini su terreno tutto sommato facile ma insidioso, perchè l'esposizione meridionale ha determinato il formarsi di uno strato di ghiaccio duro basale, per cui una scivolata direi che potrebbe essere fatale in molti punti... la seconda piccozza torna utile.  Qualcuno ha sciato dalla cima, noi per sopravvivere rimandiamo e ci limitiamo al forcellino intermedio, da cui con una derapata e qualche salto ci ritroviamo nel valloncello tirato a nuovo che pare una pista nera. Seguo Saverio che con fiuto individua la zona più liscia e praticamente sciamo ininterrottamente fino al boschetto su firn da favola. Poi un po' è sopravvivenza e poi la stradina forestale fa il suo dovere, scarrozzandoci alla macchina (sante stradine forestali).  Di unanime accordo, proponiamo la creazione di una App dove istituire la piattaforma "Saverio: pianificazione gite", a pagamento chiaramente.  Bella giornata e sciata, di quelle da ricordare. 
6 Febbraio 2024

Senza chiedere il permesso – Adamello

Parete Nord dell'Adamello: un sogno che coltivavo da anni, aspettando il momento propizio che finalmente è arrivato.  Le precipitazioni umide autunnali non sono mancate, il che fa ben sperare per il formarsi di queste linee all'ombra delle pareti Nord. Ma la conferma è solo quando ad inizio anno vedo il report di una salita di Senza Chiedere il permesso in ottime condizioni...peccato che da qui a due giorni dovrò partire per il modulo esame cascate di ghiaccio del Corso Aspiranti. Seguirà una perturbazione con almeno 30 cm di neve che porrà un freno momentaneo ai giochi, ma la fiamma ormai è accesa ed è dura da spegnere...e infatti l'alta pressione stabile arriva, Marci è entusiasta della proposta: è il momento di colpire! 
6 Gennaio 2024

Armentarola – Linea centrale

Comoda e pratica, la parete Nord del Sass Dlacia con le sue cascate di ghiaccio, rappresenta una meta ottimale per allenarsi e fare un po' di metri su ghiaccio, senza molto avvinamento.  Quest'anno si è formata una colata in alto (penso sia relativamente normale ma non l'avevo ancora mai vista), che abbinata al classico muro centrale, permette di salire due bei tiri, di cui il secondo più tecnico e delicato, soprattutto sul finale. Troviamo ghiaccio è molto lavorato dai passaggi nel primo tiro, per cui si sale quasi tutto ad agganci: la seconda lunghezza è invece più delicata (ghiaccio bianco) e con vuoti (probabilmente la cascata si sta seccando). Bella variante rispetto ai classici monotiri, con Marcello sempre gasato! 
22 Dicembre 2023

Via Schiavi – Creta di Pricot – Invernale

L'occasione migliore per entrare in Vallone Winkel d'inverno, non poteva che essere per salire la Schiavi alla Creta di Pricot.  Ci troviamo nelle Carniche Orientali, dove "luogo frequentato" ha un significato differente rispetto alle Dolomiti...e il Vallone Winkel non fa molta differenza, infatti non incontreremo anima viva per tutto il giorno.  Questa via è una classica alternativa alla via comune, che d'Estate non oppone particolari difficoltà (p. II grado), ma rivisitata in chiave invernale acquisisce sicuramente un gusto particolare, sia per la sinuosità della linea che per la bellezza dell'ambiente. Se poi si volesse salirla interamente legati in corda corta, la soddisfazione è assicurata!  Nick è gasato e alle prime luci ci stiamo già preparando...col sennò del poi, vista la lunghezza della discesa, meglio così. Tempo un'oretta e siamo sul conoide d'attacco, dove ci rendiamo conto che le condizioni sono al limite per una salita di questo tipo: la neve non è portante e bisogna battere traccia. La perturbazione di tre giorni fa ha determinato la formazione di una crosta da pioggia non portante (almeno a piedi), sulla quale si sono in seguito depositati una ventina di cm di polvere non ventata. La crosta ovviamente man mano che si sale di quota tende a scomparire poichè tutta la precipitazione è stata nevosa.  Tuttavia sotto alle pareti e all'uscita dai canali di scarico, la quantità di neve è ben maggiore, almeno mezzo metro, cosa che ci impone di valutare attentamente la situazione da un punto di vista valanghivo. Valutazioni che continueremo a fare man mano che saliamo, soprattutto sui traversi.  Ci leghiamo fin dal primo saltino più ripido (65°) che troviamo in buona neve pressata. Sosto su corpo morto (pala) e picche su neve dura. La via prosegue per canalino ripido, poi un traverso su nevaio (da valutare bene le condizioni di stabilità visti anche i salti di roccia sottostanti) conduce ad un altro canalino che porta sulla grande rampa mediana, che va assecondata verso sinistra fino ad intercettare sulla destra l'ingresso del canale finale.  Uno sguardo in alto ci fa capire che si passa senza toccare roccia, anche se le pendenze crescono. Per fortuna le cornici sulla cresta sommitale sono modeste e non ci destano troppa apprensione (visto che si è a tiro).  Finchè si riesce proseguiamo in corda corta, poi facciamo un tirello; c'è ghiaccio ma cercando la linea si riesce a stare tutto su neve pressata (75°). Ho la corda da 20 m e non riesco ad arrivare al canalino finale (basterebbero 30 m): mi tocca sostare in un punto infame a tiro delle cornici e su neve di dubbia tenuta: infatti ci sono una cinquantina di centimetri appoggiati su una rampa di roccia liscia e per riuscire a fare un ancoraggio decente impiego più tempo del previsto.  Nick mi raggiunge che tira un ventazzo micidiale, così rapidi ci togliamo d'impiccio e in breve siamo sul plateau sommitale baciati da sole!  Giunti a questo punto le possibilità sono tre: Scendere a sinistra per lo spallone su sentiero che poi rientra nel Vallone Winkel ma, avendolo percorso d'Estate, Nicola lo sconsiglia per via di alcune placche di roccia e poi sulla mappa noto che c'è un tratto ripido in esposizione Sud, dove è pieno di accumuli portati dal vento da Nord...quindi ipotesi scartata; Risalire in cima al Cavallo di Pontebba e poi calarsi lungo la ferrata Contin, che tuttavia risulta sicuramente sepolta dalla neve e dovremmo fare delle calate. Motivo per cui scartiamo anche questa; Dalla cima del Cavallo di Pontebba seguire il sentiero estivo che fa il giro largo sfiorando le piste...optiamo per quest'ultima.  La traccia seguita presenta in vero solamente un punto critico su un conoide ripido, dove valutare le condizioni di stabilità della neve. Poi rientra a destra e punta all'insellatura di fianco all'arrivo della seggiovia Monte Madrizze e si ributta in Vallone Winkel. In totale ci mettiamo circa 3h 30 a rientrare alla macchina, ravanando un po' nel bosco, ma nulla di tragico.  Gran bella giornata... con Nick è sempre una certezza!