27 Ottobre 2018

Diedro Quinz-Vecellio – Pianoro dei Tocci

27 Ottobre 2018

Pilastro Priolo – Lastoi de Formin

Dopo esserci divertiti ad arrampicare su Nikibi, ci raggiunge Nicola che ormai il Sole sta tramontando e la cena è servita. Di fronte a noi, la via che saliremo è l’ultima cosa che vediamo prima di dormire. Ci svegliamo a distanza di mezzora, in modo che la cordata dei Laza brothers possa partire indisturbata. Quando attacchiamo anche noi, ci rendiamo conto che è veramente uno spettacolo: la roccia è atomica e i tiri quanto mai vari rendono la salita movimentata. Fra camini, placche e diedri proseguiamo verso l’alto, al fresco della parete Ovest. Bella sorpresa quando girato l’angolo, al settimo tiro, compaiono all’improvviso i gialli, veramente inaspettati! Poi per uno spigolo bello aereo arriviamo giusto sotto al diedro finale, giallo ma solido. Le difficoltà crescono ma basta giocare di piedi e le braccia quasi non si affaticano. In uscita ci aspettano i fratelli Laza e stiamo almeno un’oretta a goderci la pausa. Loro poi scendono a doppie lungo la parete Ovest, Nicola ed io invece decidiamo per il sentiero che attraversa Mondeval: lunghetto, ma perfetto per chiudere in bellezza. Gran giornata su una super via, in super compagnia!
25 Ottobre 2018

Canale Oppel – Antelao

Si può dire quel che si vuole ma una rinuncia brucia sempre. Mi ricordo perfettamente il momento in cui l’anno scorso fui costretto a farmi calare. Le pareti scaricavano di brutto e il passaggio chiave era intasato di neve inconsistente. Ricordo che giunto alla base i compagni mi dissero che era meglio levare le tende e con un grugnito li seguii, di umore nero. Solo in seguito realizzai che la scelta era stata senz’altro quella giusta. E così quest’anno, dopo l’esperienza autunnale sull’Arnaldi/Menini con  Francesco, torno di nuovo al cospetto del Re delle Dolomiti, questa volta con l’amico Nicola. Come sempre le incognite ci sono ma il salto iniziale pare sia statocopertodalle recenti slavine legate alle nevicate tardive e lo zero termico è bassino, almeno nella prima mattinata: rigelo assicurato! Siamo costretti a partire a mezzanotte e mezza da quota 1200m ca. perché la macchina non ne vuole sapere di superare il ripido sterrato che porta al Rif. Scotter. Camminiamo a passo cadenzato, lentissimi per conservare le energie, nella notte più cupa. Senza accorgercene siamo al Galassi, freschi come due rose. Breve sosta e poi fuori in direzione Ghiacciaio Inferiore. Qui la neve ci fa dannare alternando punti ben rigelati ad altri marci. Siamo dubbiosi ma proseguiamo. Arriviamo senza problemi di orientamento al conoide d’attacco dove spegniamo le frontali, ci leghiamo e partiamo in conserva lunga. Appena entriamo fra le grandi pareti del Re, la neve di colpo muta e si fa marmorea: una goduria ad ogni passo. Ci teniamo al centro del canale dove si è formato un solco dovuto allo scorrimento del pulviscolo di neve. Arrivo sotto al primo saltino, in una specie di antro, dove decido che è meglio legarsi così aspetto Nicola e poi parto. Corpo e testa girano bene, cosa fondamentale vista la ritirata dell’anno […]
21 Ottobre 2018

Magic couloir – Cima Mosca

Sono passati pochi giorni dalla salita alla Via della Nicchia sul Cimon di Palantina e le condizioni sono ancora buone in giro, anche se il meteo sta velocemente cambiando. Sfruttando una delle ultime occasioni decido di salire questa bella perla incastonata fra le rocce e il ghiaccio del versante Nord di Cima Mosca, in Piccole Dolomiti. Mi trovo con Gino al parcheggio del rifugio Campogrosso, dove ho dormito in auto. L’avvicinamento scorre veloce e presto siamo all’attacco della via che si presenta in condizioni a dir poco promettenti! Il ghiaccio è abbondante e proteggibile a viti corte e talvolta anche medie. Le soste sono da integrare o proprio da allestire: utili friend e dadi. La prima parte della via si svolge sul fondo del diedro che caratterizza quest’angolo nascosto della montagna per poi spostarsi in piena parete con un traverso fino ad agguantare un canalino che permette di uscire su un nevaio ripido. Segue una parte meno inclinata e mugosa oltre la quale si ha un ultimo tiro più ripido fino in cima. Usciamo in mezzo alla bufera col vento che a raffiche ci sbilancia. Una stretta di mano e scendiamo subito verso valle. Via stupenda, colta nelle sue condizioni migliori e per questo godibile col giusto pepe.
18 Ottobre 2018

Via della Nicchia con variante Ritorno al Futuro – Cimon di Palantina

Riporto le parole che avevo scritto pochi giorni dopo aver ripetuto la via. << Ci sono esperienze che sono difficili da raccontare, sembra quasi impossibile esprimere la bellezza di certe opere che la natura riesce a creare. Forse un modo per ringraziarla e creare un legame è addentrarsi in questi luoghi separati dalla realtà e provare a salire queste fantastiche architetture effimere. Il passato ha molto da insegnarci ma quanto è bello inventare e continuare a dar sfogo alla fantasia! E questo fatto permette anche di creare un legame con tutto ciò che ci ha preceduto, con le nostre origini, con quello che siamo >>
17 Ottobre 2018

Massarotto-Mason – I Torre del Camp

A più di un anno di distanza mi capita di ripensare con un po’ di nostalgia a questa bella salita sulla I Torre del Camp. Quella sulla Massarotto-Mason, che in realtà sarebbe chiamata “17 Luglio 1950”, è stata una giornata particolare: forse perchè in zone nuove, con panorami diversi dai soliti, forse perchè le Torri del Camp hanno quel fascino proprio dei luoghi solari ma un po’ abbandonati e forse perchè semplicemente la via era proprio bella. Dopo i primi tre tiri sulla variante De Nardin – Decima, che definirei “strani”, ci siamo ricollegati alla Massarotto-Mason in piena parete Sud-Ovest. Una partenza rognosa mi aveva fatto desistere ma Laza era riuscito a passare. Il calcare grigio e compatto di queste placche articolate aveva poi entusiasmato l’animo ma il momento più bello era stato ritrovarsi sotto al diedro nascosto del nono tiro sapendo di doverlo salire. Poi chiusura col botto sull’ultimo tiro con le difficoltà maggiori della via. Peccato non essere riusciti a salire fino in cima a causa di grossi temporali che stazionavano tutto attorno ma la soddisfazione è stata comunque grande per aver portato a casa una bella via
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