28 Ottobre 2022

Via del Gran Pilastro – Pala di San Martino

L'appuntamento annuale a tu per tu con le Pale di San Martino arriva puntuale, neanche a farlo apposta, come sempre a fine Agosto. Il Gran Pilastro della Pala è sempre stato nei sogni e finalmente ho la possibilità di metterci mano: un tuffo nella storia, oltre che una possibilità per scalare ininterrottamente per quasi mille metri di roccia stupenda! Decido di salire dalla Val Canali, passando per il rifugio Pradidali e il Passo di Ball. Una bella sudata mattutina non la toglie nessuno. In breve sono sotto al diedro iniziale e guardo verso l'alto: il cielo è blu come solo in certe giornate di fine Estate. Il silenzio è rotto unicamente dai passi di una cordata che sta risalendo il ghiaione. Calzo le scarpette e il viaggio comincia. Se già quando scali non è che ti guardi molto attorno, quando lo fai da solo le cose possono solo che andare peggio e va a finire che ti fai la via senza aver visto nulla. Così, con la scusa di uno spuntino, decido di fermarmi a metà su un bel pulpito. Sotto di me una serie di diedri-camini fessurati di roccia ottima, sopra invece una serie di placche appoggiate articolate. Riparto e vado un po' dove mi pare, puntando sempre ad un equilibrio tra seguire il facile e cercare la roccia migliore. Scalando e ancor più andando da solo, nel tempo ho scoperto la gioia del trovare l'appiglio giusto dove lo si cerca e del dispiegarsi della linea da seguire metro dopo metro. Arrivo sulla piatta cima e ci resto un bel po', anche perchè vengo in montagna per restarci, non per tornare a casa. La discesa effettivamente sarà impegnativa come dicono le relazioni, in vari punti non è concesso l'errore, anche se dei recenti fittoni e soste con anello e catena aiutano, anche solamente ad individuare la linea corretta. Giunto sull'altopiano mi sento quasi disorientato, ma trovato il sentiero posso scendere al Pradidali per un piatto di pasta epico e poi giù in Val Canali.
9 Ottobre 2022

Cima dei Preti e Duranno – L’attraversata

Regina e Re dell'Oltrepiave, concatenati in giornata con i forti Cadorini. Era da un bel po' che l'idea mi frullava per la testa, poi quando Flavio me la rilancia, mi basta poco per accettare. L'idea è quella di seguire la logica da Nord a Sud, percorrendo in salita la Via dei Triestini a Cima dei Preti, scendere per la sua via normale, collegarsi al Duranno tramite la selvaggia alta via 6, per poi salirne la via comune fino in cima. In discesa optiamo per tornare in Val Cimoliana passando per la Busa dei Vediei e Casera Lodina. La Via dei Triestini è forse l'itinerario più estetico ed elegante per raggiungere Cima dei Preti, calcandone la sua cresta Nord. Partiamo da Pian Fontana e risaliamo la Val del Drap, collegandoci poi al foro evidente sotto Cima Laste, da cui inizia la cavalcata. La linea da seguire è logica e degli ometti aiutano nei tratti in discesa, un po' meno evidenti. L'arrivo in cima è entusiasmante, poche vette godono di un panorama simile, vista anche la giornata pazzesca che troviamo. In discesa seguiamo la vecchia normale ed arriviamo nei pressi del bivacco Greselin, dove stacca la traccia dell'alta via 6 che conduce fino a Forcella Duranno. Caldo e sete ci accompagnano neanche fosse Luglio, ma la voglia di salire anche la seconda cima è forte e ci divertiamo pure ad arrampicottare lungo la via comune. Superiamo una cordata che si è attardata nel pomeriggio, poi io mi fermerei mezzora in cima ma Reni non ne vuole sapere ("don, don" cit.); così tempo 7 minuti siamo già lungo la via di discesa. Ultima sosta in Forcella Duranno e poi si tratterà solo di stringere i denti, anche se l'ambiente magico ripagherebbe da solo di ogni fatica! Le gambe sono provate ma due radler medie a Cimolais tireranno su gli animi e placheranno la sete...girazzo atomico questa volta!
14 Settembre 2022

Prima Ballerina – Cima Piccola di Lavaredo

Due giorni dopo la bella Goodbye 1999 in Tofana, si torna a tirare, questa volta il triplo, perchè siamo in Lavaredo! Propongo a Carlo di salire la Prima Ballerina sulla Piccola, a fianco alla più classica Perle ai porci, ed accetta entusiasta! La via è perfetta per le giornate fresche, essendo esposta al Sole. Interamente a spit, a volte un pelo distanziati in modo tale da mantenere un obbligato abbastanza alto. Rispetto alla vicina più classica, risulta forse un pelo più impegnativa, vuoi per i due tiri di 7b, vuoi per la roccia un po' meno ripulita. Tranne nel tetto dell'ottavo tiro, mediamente prevalgono i tiri di continuità e resistenza, tutti strapiombanti, per cui si riesce ad usare bene il saccone. Noi saliamo con una singola da 70 m e una mezza corda per il recupero del sacco, fermandoci prima dell'ultimo tiro di 5c e calandoci comodamente in doppia in circa 1 oretta. Per una ripetizione consiglio di portare 17 rinvii di cui 2-3 allungabili (si usano tutti nel tiro di 50 m di 7b) e qualche friend medio (noi avevamo #0.3-0.75). Mega giornata col Carlo che non molla un colpo!
14 Settembre 2022

Goodbye 1999 – III Pilastro di Rozes

Con Fede e Pietro su questa super via sulla solare parete del III Pilastro della Tofana. Visto il meteo incerto nel pomeriggio, optiamo per la Rozes, sempre una certezza. Infatti già alle 11 il sole inizia a lasciare spazio alle nuvole e poco dopo mezzogiorno inizia a fare qualche scroscio ad intermittenza...poco male la parete strapiomba e quasi non ce ne accorgiamo! La via è a spit distanziati (S3) soprattutto sul facile dove è bene portarsi dietro qualche friend per integrare qualcosina dove possibile. Le soste sono tutte su due spit tranne la penultima su spit e clessidra e l'ultima su clessidrone, sempre attrezzate per la calata. I tiri sono prevalentemente di resistenza e quasi mai dei boulder, tranne il passo fisico nella fessura del quarto tiro. Sullo zoccolo occorre traversare a destra per cengetta, oltre la rampa descritta in relazione, per trovare la sosta d'attacco. Dopo il primo tiro facile (noi percorriamo una variante a sinistra), segue un bel 7a+ di dita e movimento, stupendo e non difficile da scalare! Sul terzo tiro il passo di 6b non è banale, occorre leggerlo bene! La fessura del quarto tiro è bella fisica, così come anche il tettino del tiro dopo, entrambi sul 7a. Il chiave è il sesto tiro, su placca gialla strapiombante di resistenza intorno al 7b, forse per la continuità e la spittatura: grande Fede che da primo la sale a vista! Il settimo tiro di 6b+, presenta invece un bel passo in traverso sotto ad un tetto con run-out per andare in sosta, anche se volendo si riesce a proteggersi un minimo. Ottavo tiro di collegamento e poi in un tiro unico da 58 m si arriva all'ultima sosta mettendo si e no 8 protezioni (friend giallo compreso), di cui le ultime due sono buoni chiodi. Per le doppie meglio non saltare troppe soste e rinviarsi dentro sugli strapiombi onde evitare problemi. Mega giornata con Pietro e Fede, tutti e tre a vista su ogni tiro!
28 Agosto 2022

Urano – Pilastro Zeni

Dopo Saturno e Giove, si torna in Vallaccia per completare la trilogia cosmica con la terza ed ultima via: Urano. Siamo il Nic ed io, reduci dalla salita di Oro e Carbone al Passo Gardena, dove i braccini sono stati usati già a sufficienza, ma la cosa non ci preoccupa, visto che in Vallaccia prevale la placca. La via si articola prevalentemente in placca o fessure superficiali, anche se non manca qualche diedro, un camino e pure un pendolo. L'artificiale segnato in relazione è tutto risolvibile in A0, non andando oltre il VII- in libera. Peccato per il tiro chiave quasi interamente munto... è veramente un palo (7b/c?). Le soste hanno tutte almeno un anello trapanato e le protezioni lungo i tiri sono le classiche alla Grill, quindi spesso clessidre cordonate e chiodi. Tuttavia non sono abbondanti, soprattutto sul facile, dove la qualità della roccia scade anche abbastanza...meglio evitare la planata che risulterebbe seriamente pericolosa. Proprio per la qualità della roccia, mi sentirei di consigliare maggiormente Giove, che presenta nel complesso un'arrampicata di maggiore soddisfazione. Dopo alcuni slungoni facili, si arriva nella parte alta della via che richiede ancora un certo impegno. Anche in cima al Pilastro Zeni non è finita, perchè bisogna scendere fino all'insellatura e risalire per una cinquantina di metri di III grado fino ai prati sommitali, dove finalmente ci si può riposare. In discesa non commetto lo stesso errore dell'ultima volta e al posto di seguire il sentiero che si abbassa molto, ci teniamo alti quasi in cresta, poi normalmente per la forcella di Vallaccia e giù per il ghiaione morbido fino al bivacco. Bella avventura col Nik, instancabile! Col senno del poi un po' più di acqua sarebbe stata cosa gradita, visto il caldo del pomeriggio che ci ha prosciugati...ma abbiamo giustamente compensato con la birra a cena!
8 Agosto 2022

Martini-Leoni-Tranquillini – Rocchetta Alta di Bosconero

Trovare una via che Matteo non abbia fatto, è impresa alquanto ardua ma quando mi propone la Martini alla Rocchetta Alta (che per altro ha già salito ma vuole rifare), accetto senza riserve... finalmente si torna in Bosconero! Bella sudata a salire al rifugio e poi all'attacco dove i veronesi hanno colonizzato gli attacchi: una cordata sulla KCF e una sulla Navasa, con cui abbiamo lo zoccolo (III, p.IV) in comune. Saliamo veloci in conserva protetta e trovata la prima sosta, iniziamo la via. Si alternano tiri su roccia stupenda ad altri friabili e devo dire che i sesti non sono proprio regalati... Guadagniamo terreno e raggiungiamo i gialli . I chiodi sono quel che sono e su un tiro di VII preferisco non rischiare e ne tiro qualcuno. Poi Matteo si tira fuori egregiamente da un tratto giallo molto delicato, intuendo la giusta linea da seguire, grande! La via segue a grandi linee il grande pilastro a destra della parete, tenendosi a sinistra dello Spigolo Strobel e culmina con l'aggiramento del tettone finale sulla sinistra. Su questo tiro, il chiave, propongo a Matteo di andare avanti visto che finora è passato in libera ma non ha velleità particolari, così vado io e tra qualche imprecazione, brivido e soprattutto grazie ad una mungitura seriale arrivo in sosta... non mi capacito di come sia possibile passare in libera, ma qualcuno ce l'ha fatta...non io oggi! Con altri due tiri si sbuca sul canalone in comune con lo spigolo Strobel che permette di uscire facilmente. La discesa poi è rapida: senza neve non facciamo neanche una doppia ma disarrampichiamo tutti i saltini del canale (III). Tornando al rifugio. il Sole che si è fatto desiderare per tutta la giornata, incendia la parete della Rocchetta Alta e il pilastro da noi salito, strappandoci un sorriso che si fa ancora più vistoso davanti ad un piatto di pastin con polenta, innaffiati da un'ottima radler! Grazie Matteo di questa proposta: una via poderosa, su una parete selvaggia e severa!
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