24 Novembre 2022

Angelo mio – Monte Spitz – Val Gadena

Con Lorenzo, per la prima volta sulla parete gialla del Monte Spitz, nel silenzio della Val Gadena. Abbiamo optato per Angelo mio, bella linea, bella scalata, bello tutto, tranne la roccia in alcuni punti, che insieme alla spittatura allegra rendono la salita abbastanza alpinistica. Ecco infatti, questo è il punto: la ricerca dell'avventura, a due passi da casa. Un'avventura fatta di tanti piccoli aspetti, trovata e vissuta sul verticale. In Val Gadena questo è possibile, già si intuiva dal carattere di Alessio, che poi è stato trasferito su Angelo mio. Lo capisci fin da quando varchi il primo portale che permette di accedere alla parete e poi sfili sotto al secondo, ben più grande, formato da un susseguirsi di tetti gialli da paura. E poi ne hai la conferma quando tiri il fiato in sosta, ti giri e vedi il sole che filtra nella valle... percepisci un che di onirico nell'aria. Quando riparti tutto diventa il momento presente, un non-pensiero, l'azione pura che viene rappresentata in una finestra larga 1 metro e mezzo di fronte al naso. Una sequenza di piccoli buchi e scaglie di roccia a cui riesci a dare una logicità, concatenandoli nel movimento, di riposo in riposo, di sosta in sosta, fino ad uscire dalla parete e ritrovarti seduto sull'erba. Una stretta di mano con Lorenzo e via giù in valle.
9 Novembre 2022

Super Jolly – Pala del Boral – Brentino

Bella via a Brentino che sale la Pala del Boral prevalentemente in placca, pochi metri a sinistra della più famosa Spigolo del IV Sole. La via alterna tratti facili (a volte con roccia anche scadente) ad altri più impegnativi che da soli meritano il viaggio. La via è interamente chiodata a fix, con catena alle soste. Inutili friend, portare 16 rinvii e mezze corde se si scende in doppia. Riporto qualche valutazione sui tiri: 1. Placchetta a gocce e tettino che da il grado, in guida 6a+, su internet si trova un più onesto 6b+. La verità forse sta nel mezzo, comunque passo non banale. Poi segue un tratto vegetato fino in sosta. 2. Passo delicato in placca e molta vegetazione. 3. Roccia scadente e facile la prima parte, grado sul finale con sequenza boulder di dita molto bella; 4. Tirazzo capolavoro, palesemente sottogradato in guida (6b+). Placca solcata da fessure, molto continua e di gran tecnica. Max si porta a casa l'a-vista, eroe! Direi un buon 7a esigente! 5. Tiro facile di collegamento con uscita su cengetta da non sottovalutare, 6a+. 6. Placca con secondo spit alto ma buone prese e passo molto duro dopo, bel 6c di movimento! 7. Tiro di movimento sul 6c con una sequenza molto dura all'inizio, valutata 7b in guida. Capivo un possibile metodo ma le dita non ne avevano abbastanza per tenere! Probabilmente bisogna saper spalmare meglio! Se si vuole scendere per sentiero come abbiamo fatto noi, conviene saltare la sosta su catena e andare all'albero poco dopo, dal quale poi ci si slega e si percorre il sentiero che tende verso destra fino a collegarsi alla traccia di discesa, segnata a piccoli bolli blu. Giornata super, col Menego che non molla un colpo!
31 Ottobre 2022

Creta Forata – Cresta Ovest

La Cresta Ovest è una alternativa di salita alla Creta Forata, più impegnativa rispetto alla via comune. Salita per la prima volta da Patera nel 1900, oppone difficoltà massime di II grado ed è una bellissima cavalcata di cresta, pure su roccia mediamente buona, anche se non mancano i tratti instabili e con sfasciumi. Salendo dal Rifugio Monte Siera arriviamo nel Vallone della Creta Forata, un angolo di paradiso, sospeso tra i calcari compatti di queste montagne. Lasciamo la Forcella Creta Forata a destra e saliamo un valloncello, decidendo di percorrere una variante della via originale. Perciò abbandoniamo la normale che già siamo abbastanza in alto, sulla bancata, andando a prendere la direttrice di una canalino che sale a sinistra di un evidente torrione. In cima si perviene ad una forcella e ci si congiunge con la via originale, omettata fino in vetta. La via si presta molto alla corda corta, essendoci molti spuntoni che permettono di lavorare con l'attrito. Inutili friend e chiodi, più che sufficiente una corda da 30m. Giornata super con Maria, che si presta a fare da cavia per la corda corta.
31 Ottobre 2022

Brenta Alta – Una normale d’autore

Bella salita di alpinismo classico e romantico, nel cuore delle Dolomiti di Brenta. Con Maria si decide per la salita in giornata, partendo da Vallesinella. L'avvicinamento è lungo ma con pendenza lieve e costante. Oltre il rifugio Brentei, puntiamo alla Bocchetta di Brenta, da dove iniziamo la salita. Per la relazione rimando al sito di Vie Normali, mi limito a qualche considerazione: la via alterna tratti di camminata ad altri in cui si scala fino al III grado. Non è lineare ma spesso da cercare e su terreno delicato per via del detrito. Le soste si trovano tutte, utili soprattutto in discesa per calarsi in doppia (corda da 50m sufficiente). Super giornata con Maria che tiene alto il morale nonostante il maltempo che ci sorprende in discesa!
28 Ottobre 2022

Via del Gran Pilastro – Pala di San Martino

L'appuntamento annuale a tu per tu con le Pale di San Martino arriva puntuale, neanche a farlo apposta, come sempre a fine Agosto. Il Gran Pilastro della Pala è sempre stato nei sogni e finalmente ho la possibilità di metterci mano: un tuffo nella storia, oltre che una possibilità per scalare ininterrottamente per quasi mille metri di roccia stupenda! Decido di salire dalla Val Canali, passando per il rifugio Pradidali e il Passo di Ball. Una bella sudata mattutina non la toglie nessuno. In breve sono sotto al diedro iniziale e guardo verso l'alto: il cielo è blu come solo in certe giornate di fine Estate. Il silenzio è rotto unicamente dai passi di una cordata che sta risalendo il ghiaione. Calzo le scarpette e il viaggio comincia. Se già quando scali non è che ti guardi molto attorno, quando lo fai da solo le cose possono solo che andare peggio e va a finire che ti fai la via senza aver visto nulla. Così, con la scusa di uno spuntino, decido di fermarmi a metà su un bel pulpito. Sotto di me una serie di diedri-camini fessurati di roccia ottima, sopra invece una serie di placche appoggiate articolate. Riparto e vado un po' dove mi pare, puntando sempre ad un equilibrio tra seguire il facile e cercare la roccia migliore. Scalando e ancor più andando da solo, nel tempo ho scoperto la gioia del trovare l'appiglio giusto dove lo si cerca e del dispiegarsi della linea da seguire metro dopo metro. Arrivo sulla piatta cima e ci resto un bel po', anche perchè vengo in montagna per restarci, non per tornare a casa. La discesa effettivamente sarà impegnativa come dicono le relazioni, in vari punti non è concesso l'errore, anche se dei recenti fittoni e soste con anello e catena aiutano, anche solamente ad individuare la linea corretta. Giunto sull'altopiano mi sento quasi disorientato, ma trovato il sentiero posso scendere al Pradidali per un piatto di pasta epico e poi giù in Val Canali.
9 Ottobre 2022

Cima dei Preti e Duranno – L’attraversata

Regina e Re dell'Oltrepiave, concatenati in giornata con i forti Cadorini. Era da un bel po' che l'idea mi frullava per la testa, poi quando Flavio me la rilancia, mi basta poco per accettare. L'idea è quella di seguire la logica da Nord a Sud, percorrendo in salita la Via dei Triestini a Cima dei Preti, scendere per la sua via normale, collegarsi al Duranno tramite la selvaggia alta via 6, per poi salirne la via comune fino in cima. In discesa optiamo per tornare in Val Cimoliana passando per la Busa dei Vediei e Casera Lodina. La Via dei Triestini è forse l'itinerario più estetico ed elegante per raggiungere Cima dei Preti, calcandone la sua cresta Nord. Partiamo da Pian Fontana e risaliamo la Val del Drap, collegandoci poi al foro evidente sotto Cima Laste, da cui inizia la cavalcata. La linea da seguire è logica e degli ometti aiutano nei tratti in discesa, un po' meno evidenti. L'arrivo in cima è entusiasmante, poche vette godono di un panorama simile, vista anche la giornata pazzesca che troviamo. In discesa seguiamo la vecchia normale ed arriviamo nei pressi del bivacco Greselin, dove stacca la traccia dell'alta via 6 che conduce fino a Forcella Duranno. Caldo e sete ci accompagnano neanche fosse Luglio, ma la voglia di salire anche la seconda cima è forte e ci divertiamo pure ad arrampicottare lungo la via comune. Superiamo una cordata che si è attardata nel pomeriggio, poi io mi fermerei mezzora in cima ma Reni non ne vuole sapere ("don, don" cit.); così tempo 7 minuti siamo già lungo la via di discesa. Ultima sosta in Forcella Duranno e poi si tratterà solo di stringere i denti, anche se l'ambiente magico ripagherebbe da solo di ogni fatica! Le gambe sono provate ma due radler medie a Cimolais tireranno su gli animi e placheranno la sete...girazzo atomico questa volta!
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