3 Novembre 2021

Hochferner – Parete Nord

Prima spiccozzata e prima bollita della stagione, anche questa volta col Laze. Visto il peggioramento meteo del week-end, saliamo il Venerdì sera in Val di Vizze, obiettivo la parete Nord dell'Hochfernerspitze o Gran Vedretta. Bel freschetto rispetto alla pianura e notte stellata. La sveglia suona alle 3 30, infatti se vogliamo cavarcela in giornata bisogna partire a notte fonda. L'avvicinamento scorre tranquillo alla luce delle frontali e quando arriviamo sotto alla parete capiamo che non saremo i soli, dietro di noi infatti ci sono vari puntini luminosi. Più che una parete è un versante, tant'è che noi non percorreremo quasi nulla della via originaria, anche se in fondo dal '29 le condizioni sono cambiate un po' per tutti. Decidiamo di percorrere il canale evidente sulla destra che permette di evitare la prima parte di ghiacciaio e credo anche un seracco. Scartiamo prima del bivacco e guadagniamo quota su pendenze costanti di 40-45° (bella sfacchinata!), portandoci sotto alla strettoia tra seracco e parete. Qui saliamo una bella goulottina con partenza su ghiaccio vivo, che deposita sul pianoro mediano, da attraversare per collegarsi alla traccia principale. Varie cordate si impegnano sul seracco centrale, noi sgattaioliamo a destra per un canalino che sul finale si trasforma in goulotte. Con un primo bel tiro e uno di collegamento, ci portiamo sotto all'ultimo seracco che aggiriamo labirinticamente sulla sinistra. Credo sia possibile passare anche tutto a destra inizialmente per salto di misto/neve pressata e poi canalino. Tutte le cordate che invece affrontano il seracco dritto per dritto si bloccano sulle viti, per fortuna abbiamo cercato il facile... La pendenza man mano diminuisce...è pura aerobica fino in cima! Il vento non ci da tregua, generando pure dei turbini in cresta: fionde assicurate sul pendio finale! Le raffiche sbilanciano non poco, ma almeno c'è il Sole a scaldare un po'. Veloci caliamo sul ghiacciaio del Weisskarferner, sul versante opposto e finalmente riusciamo a fare una pausa. Da qui meglio legarsi, visti i crepacci anche semi-nascosti, ed inizia la lunga discesa fino ad intercettare il sentiero che scende dal rifugio Gran Pilastro. Coi piedi cotti arriviamo a valle che sembriamo degli automi, ma la sensazione è sempre quella, ed è bella.
13 Luglio 2021

Sperone Kuffner – Piz Palù

Alpinismo classico, mai difficile ma mai scontato. Era da un bel po' che non andavo in quota e sapevo che Maria scalpitava per qualche giro, così decidiamo per la trasferta in Svizzera, su queste montagne giganti che non abbiamo mai visto. L'obiettivo è lo Sperone Kuffner sul Piz Palù, una via di stampo classico, fondamentalmente di roccia, anche se nel complesso della giornata di neve se ne pesta molta! Optiamo per salire a piedi dal parcheggio degli impianti (2078 m) e dormire al Rifugio della Diavolezza (2979 m). Ragionando a posteriori, forse la scelta migliore è salire in funivia e portarsi con la tenda fin quasi sul ghiacciaio, che dista quasi un'ora dal rifugio, tuttavia la comodità di una doccia calda prima di andare a letto non è cosa da poco! Se devo essere sincero, avevo un po' sottovalutato questo itinerario dal punto di vista della lunghezza, visto che sono pur sempre 1000 m di sviluppo che si traducono in poco meno di una ventina di tiri ad esaurimento corda, se affrontato tutto legati come abbiamo fatto noi...col senno del poi siamo stati anche veloci! Peccato per la nuvola giusto in cima con conseguente panorama nullo, ma non si può tutto. Discesa poi infinita con bella ravanata su neve marcia e qualche ponte di neve preoccupante. Ovviamente arrivati troppo tardi per l'ultima funivia e quindi giù a piedi fino alla macchina...i piedi hanno ringraziato! Mega avventura con Maria, che anche quando sembra distrutta riesce a tirare fuori una riserva di energia nascosta!
4 Giugno 2021

Marmolada Punta Penìa – Salita per la Nord e discesa per lo spallone

Tre anni fa, annata più avara di questa da un punto di vista della neve ma sulla Regina ci si divertiva comunque a fine Maggio! Da solo in salita per la Nord e in discesa per la normale sciistica. In salita mi sono tenuto sul lato sinistro della parete seguendo un bel canalino. Il giorno precedente aveva nevicato qualche centimetro sopra i 3000 m e il fondo era bello duro, così la sciata sullo spallone è stata veramente entusiasmante. Sotto ovviamente aveva mollato, così si è passati al firn e poi alla pappetta sulle piste, comunque divertente. Solo gli ultimi 100 m richiedevano di spallare gli sci... nel complesso super!
1 Giugno 2021

Tre giorni sul Ghiacciaio del Tacul

A distanza di qualche anno scrivo di questa bella tre giorni con l'amico Nicola sul Ghiacciaio del Tacul. Fine Aprile 2018, partiamo gasati nel caldo di una Estate anticipata per stabilirci in tenda a quote più alte e fare qualche salita nella zona del Mont Blanc du Tacul. L'idea è quella di buttarsi su qualche goulotte ma è tutto secchissimo, così ripieghiamo su due classiche dei satelliti: la cresta dei Cosmiques e la traversata di Pointe Lachenal. Il primo giorno il meteo doveva essere migliore, invece una bufera di neve ci ha sorpreso verso la fine della Cresta dei Cosmiques. Arrivati alla stazione della funivia, scenderemo veloci in tenda dove ci ritireremo per il pomeriggio e la sera. Fortunatamente il secondo giorno il meteo è super e la traversata di Pointe Lachenal scorre liscia. Ci divertiamo e per l'ora di pranzo siamo di nuovo in tenda. L'ultimo giorno decidiamo infine di tentare il Mont Blanc du Tacul per la via Contamine-Negri, bella soluzione vista la secchezza diffusa. Non riusciremo a toccare la cima vera e propria per via delle forti raffiche di vento inaspettate che ci suggeriscono di scendere lungo la via normale. Alla fine ne sono usciti tre giorni stupendi in quota, dove abbiamo capito che non si scherza: siamo noi a doverci adattare alle condizioni della montagna e non viceversa!
19 Aprile 2021

Canalone Witzemann-Oppel – Cima Bagni

Un tremila mancato, solitario e selvaggio. Cima Bagni troneggia sia che la si guardi dal versante Cadorino di Auronzo sia dal lato Comeliano. La salita alla cima per il versante Nord è solitamente effettuata in condizioni invernali per la via Witzemann-Oppel che segue prima un canalone e poi si articola per rocce e qualche traverso: alpinismo classico nel suo massimo splendore! Con Maria si decide per l'avvicinamento utilizzando gli sci fino al canale, poi leggeri a piedi fino alla cima. Partiamo da Bagni di Valgrande sci ai piedi, su strada forestale raggiungiamo il rifugio Lunelli e poi proseguiamo tenendo il rifugio Berti a destra, salendo il grande conoide che porta fin sotto le pareti. Il canale appare verso la fine sulla sinistra. Lo saliamo su pendenze comprese tra 40° e 45° fino ad una prima selletta da cui deviamo leggermente a sinistra, proseguendo su un'appena accennata linea che porta ad una selletta a destra della cima sopra di noi. Qui non si è arrivati ma bisogna affrontare il "passo dell'imbuto" ovvero un traverso a 45-50° esposto, in quanto una decina di metri sotto c'è un salto. Considerare che questo tratto in Primavera prende sole, a differenza del resto della salita finora. In pieno Inverno non penso ci siano problemi ma noi il primo di Aprile, con zero termico a circa 2000 m, abbiamo trovato la neve un po' cotta alle 12:30: attenzione alle temperature! Poi proseguiamo fino ad una sella ampia che si affaccia in versante Sud e per cresta saliamo fino alla lunga e affilata cima. Il vento soffia, il sole brucia la pelle, spettacolo! In discesa scendiamo sui nostri passi fino agli sci dai quali inizia il divertimento, nonostante la neve non proprio bella, ma va bene lo stesso! Giornata super con un'altrettanto super Maria!
17 Marzo 2021

Canalone Schuster-Moser e discesa per la Val Fiscalina

È ancora inizio settimana quando mi arriva un messaggio perentorio di Maria con tre proposte per il week end, fra cui compare il fantomatico canalone Schuster-Moser, detto Omicida. Colgo la palla al balzo, visto che è un sogno lì nel cassetto da tanto tempo! A noi si unisce anche Laza a completare il trio vincente già testato sul Pramaggiore. Partiamo con l'idea di sciare il canale e la speranza è l'ultima a morire ma dobbiamo fare i conti con la realtà, fatta di neve troppo pressata e gravità...poco male perchè abbiamo un piano B, ovvero sciare la normale del Popera scendendo in Val Fiscalina, giro che forse si rivelerà anche più interessante! Il canale è abbastanza lungo ma mai troppo ripido. La pendenza è sui 40° nella parte bassa e cresce fino sui 50° in alto. Usciamo in forcella al sole e ce lo godiamo tutto. Poi derapiamo un po' (che fa sempre bene) e ci ritroviamo nella Busa di Dentro, un vallone glaciale immenso e solitario. Poi giù nella Val Fiscalina, trovando ancora un po' di polvere! Infine il passaggio di un amico ci riporta in Comelico alla macchina. Bilancio della giornata: Maria è contenta perchè ha trovato l'ingaggio che cercava, io e Laza pure perchè amiamo queste traversate!
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