13 Settembre 2023

Affinità e divergenze – Calcare di qualità sulla Creta di Mimoias

Dolomiti Pesarine, deep Carnia. La parete Nord della Creta di Mimoias si presenta come una gettata di cemento armato, da tanto è compatto e solido il calcare che la forma.  Questo è un angolo di montagna sconosciuto ai più, dove si può passare una giornata al fresco e nel silenzio, accompagnati solo dal rumore della ferraglia all'imbrago, immersi nella danza verticale che queste placche sanno regalare.  Affinità e divergenze è una via sportiva che si sviluppa sul lato destro della parete: sette tiri di estrema bellezza, alla costante ricerca dell'equilibrio, su placca lavorata dall'acqua a tacche e concrezioni: la solidità della roccia ha dell'eccezionale! Il grado del tiro chiave è dato prevalentemente dalla continuità e dalla difficoltà di lettura, dove un minimo errore può precludere la possibilità di salire.  Indiscutibilmente L5 eletto il tiro della via... "Stupendo, le prese man mano si svelano una dopo l'altra!" cit.   Assieme al Dec, in una giornata di fine Estate.  
7 Giugno 2023

Via Battaglia – Parete di San Vito di Arsiè

Questo inizio di Giugno instabile ci porta a dirottare verso l'amata Valsugana per una combo di vie a bassa quota, la prima delle quali è la Eugenio Battaglia alla Parete di San Vito di Arsiè che si è rivelata una valida opzione, anche perchè la mattina diluviava da Valstagna in giù! Solitamente infatti questa parete è prettamente invernale, tuttavia in giornate coperte anche ad inizio stagione può essere percorsa senza morire di caldo, unico neo la vegetazione invadente!  Per raggiungere la via adesso conviene decisamente partire dal deposito ANAS di Primolano, visto che la stradina che stacca dalla Parete di Cismon è interrotta per lavori. Raggiunto un largo piazzale d'esbosco si individua una piccola traccia a sinistra e a fantasia si sale sotto la parete. L'attacco è segnato con una targa gialla: la prima linea a destra dovrebbe essere il primo tiro di Qoyaanisqatsi, la seconda Wie Geht's.  La via è interamente chiodata (S1, sufficienti 14 rinvii) a mix di fix e piastrine artigianali (con tasselli nuovi), le prime due soste sono collegate e attrezzate per calata, le altre no. Fare attenzione alla giusta linea, perchè sia a destra che sinistra salgono altre vie.    1- Il primo tiro è quello di artif., una legna (6c+++, a freddo) ma si passa in A0 su chiodo a pressione e vecchio spit. Per fortuna poi la via diventa più scalabile. 2- Il secondo tiro è quello della tanto decantata placca, con finale estremamente delicato, equilibrio e sensazione (6b+, iper chiodato).  3- Tiro più facile con roccia molto bella e gripposa, uscita vegeto-minerale fino in sosta, a sinistra della fessura del tiro successivo (6b, nettamente più facile del precedente). 4 - Fessura da non sottovalutare perchè svasata con un passo decisamente duro. In guida 6a, per me più dura del tiro precedente. Finale su bella lama fino in sosta.  5 - Tiro facile di trasferimento su dritti nel bosco e poi a destra trovando anche una corda fissa fino ad un terrazzone con sosta raccapricciante ma fondamentalmente poco utile. Per fortuna c'è un fix basso di un tiro di variante, utilizzabile per integrare (III). 6- L'originale si sposterebbe a destra sul vago spigolo ma decidiamo di salire la variante apparentemente chiodata di recente. Bel tiro su tacche con sditata iniziale e poi alcuni bombè e strapiombini. Scalo male perdendo energie e mi sguizza un piede sull'ultimo strapiombino: volo quasi a testa in giù e niente on-sight! Valuterei il tiro sul 7a, bello sicuramente! In uscita si prosegue per trovare una sosta con catena e anello.  Qui ci becchiamo 10 minuti di diluvio, gli unici della giornata. Le opzioni sono due: proseguire e scendere per sentiero oppure discesa a doppie, che scegliamo. Con una prima doppia corta siamo al terrazzone, da cui ripercorriamo a ritroso il tiro di collegamento (possibile doppia su maglia rapida). Da qui con una seconda doppia ci portiamo ad una sosta a destra della fessura svasata e poi con terza doppia ampiamente a terra (corde da 60 m).  Salita valida, con un Nicolò decisamente in forma! 
1 Giugno 2023

Luce la Sera – Monte Spitz

Quando sali una via di Alessio Roverato ti sembra sempre un po' di essere in montagna. Vuoi per l'avvicinamento, vuoi per la roccia da verificare o per l'ambiente selvaggio...ed è per questo che attrae! Luce la Sera sale gli strapiombi gialli della repulsiva parete Est del Monte Spitz, a picco sul Canale del Brenta. La propongo a Marcello che non esita un istante, così ci ritroviamo all'attacco con un caldo umido micidiale e 270 metri da salire. Il primo tiro sveglia bene: la scalata è bella ma la roccia non allo stesso livello. Se ci si aggiunge il caldo, arrivo in sosta bello sudato, ma va bene così. Facciamo bene i conti: attaccando tardi il Sole gira rapido e la parete ci regala l'agognata ombra. Prendiamo subito un buon ritmo e il secondo tiro ci regala movimenti eleganti su roccia tra il giallo e il nero, spettacolare!  Appena prendiamo quota dal limite del bosco sentiamo l'aria tutto attorno. Si percepisce la natura, nel verde della vegetazione (una giungla!), nel viola delle campanule che crescono abbarbicate alla roccia e nell'arancione dei gigli che popolano infiniti giardini pensili.   Il duro strapiomba per davvero e la scalata si trasforma in una continua intuizione di quello che si potrà trovare oltre il tetto successivo. E' un bel gioco, fatto di dita, bicipiti e opposizioni di forze, anche se alla fine a vincere, come spesso accade, è stata la gravità! Ciliegina sulla torta, al terz'ultimo tiro arriva il temporale. Una breve pausa in una nicchia ci consiglia di uscire lo stesso anche se piove, in fondo la roccia non si sta bagnando tanto... mi ritrovo a recuperare Marcello sul bosco sommitale, sotto il diluvio: era da un po' che entrambi non ci prendevamo un po' d'acqua!  Saliamo dritto per dritto il boschetto fino a beccare la stradina sterrata che seguita verso destra ci porta al sentiero e poi giù in valle. 
9 Dicembre 2022

Piastrine Selvagge – Sass de Mesdì – Brentino

Questa volta a Brentino, su Piastrine Selvagge a prendere freddo. Effettivamente cosa potevamo pretendere da questa splendida giornata Dicembrina? Il termometro segnava 2 gradi al park quindi era da aspettarselo. Però due cose le abbiamo capite: primo che a Dicembre il sole gira subito, tradotto significa che dopo due ore l'abbiamo salutato. Secondo che l'acqua filtra e dopo due giorni di bel tempo non è detto che la parete sia asciutta, regalando belle emozioni. La via è piuttosto severa e impone un'arrampicata molto tecnica spesso di piedi. La chiodatura è un mix tra piastrine artigianali e fix da 10 mm, le soste ci sono tutte, alcune su pianta, 14 rinvii sono sufficienti. Per la discesa con tre calate siamo arrivati alla cengia del primo tiro da cui comodamente si ritorna all'attacco. Nonostante le condizioni, il quinto tiro mi è entrato, dopo una lunga lotta tra dita ghiacciate e piedi semi-sensibili. Si tratta di una lunga sequenza di rara bellezza, fatta di gocce, buchetti e lamette, sospesa sulla vertiginosa parete grigia del Sass de Mesdì. Lunghezza che da sola varrebbe il viaggio, credo avesse al massimo due o tre movimenti "standard", tutto il resto era fantasia e ragionamento, un vero rebus da decifrare, con tanta pazienza. Piccole soddisfazioni. Bella avventura con Lorenzo!
24 Novembre 2022

Angelo mio – Monte Spitz – Val Gadena

Con Lorenzo, per la prima volta sulla parete gialla del Monte Spitz, nel silenzio della Val Gadena. Abbiamo optato per Angelo mio, bella linea, bella scalata, bello tutto, tranne la roccia in alcuni punti, che insieme alla spittatura allegra rendono la salita abbastanza alpinistica. Ecco infatti, questo è il punto: la ricerca dell'avventura, a due passi da casa. Un'avventura fatta di tanti piccoli aspetti, trovata e vissuta sul verticale. In Val Gadena questo è possibile, già si intuiva dal carattere di Alessio, che poi è stato trasferito su Angelo mio. Lo capisci fin da quando varchi il primo portale che permette di accedere alla parete e poi sfili sotto al secondo, ben più grande, formato da un susseguirsi di tetti gialli da paura. E poi ne hai la conferma quando tiri il fiato in sosta, ti giri e vedi il sole che filtra nella valle... percepisci un che di onirico nell'aria. Quando riparti tutto diventa il momento presente, un non-pensiero, l'azione pura che viene rappresentata in una finestra larga 1 metro e mezzo di fronte al naso. Una sequenza di piccoli buchi e scaglie di roccia a cui riesci a dare una logicità, concatenandoli nel movimento, di riposo in riposo, di sosta in sosta, fino ad uscire dalla parete e ritrovarti seduto sull'erba. Una stretta di mano con Lorenzo e via giù in valle.
9 Novembre 2022

Super Jolly – Pala del Boral – Brentino

Bella via a Brentino che sale la Pala del Boral prevalentemente in placca, pochi metri a sinistra della più famosa Spigolo del IV Sole. La via alterna tratti facili (a volte con roccia anche scadente) ad altri più impegnativi che da soli meritano il viaggio. La via è interamente chiodata a fix, con catena alle soste. Inutili friend, portare 16 rinvii e mezze corde se si scende in doppia. Riporto qualche valutazione sui tiri: 1. Placchetta a gocce e tettino che da il grado, in guida 6a+, su internet si trova un più onesto 6b+. La verità forse sta nel mezzo, comunque passo non banale. Poi segue un tratto vegetato fino in sosta. 2. Passo delicato in placca e molta vegetazione. 3. Roccia scadente e facile la prima parte, grado sul finale con sequenza boulder di dita molto bella; 4. Tirazzo capolavoro, palesemente sottogradato in guida (6b+). Placca solcata da fessure, molto continua e di gran tecnica. Max si porta a casa l'a-vista, eroe! Direi un buon 7a esigente! 5. Tiro facile di collegamento con uscita su cengetta da non sottovalutare, 6a+. 6. Placca con secondo spit alto ma buone prese e passo molto duro dopo, bel 6c di movimento! 7. Tiro di movimento sul 6c con una sequenza molto dura all'inizio, valutata 7b in guida. Capivo un possibile metodo ma le dita non ne avevano abbastanza per tenere! Probabilmente bisogna saper spalmare meglio! Se si vuole scendere per sentiero come abbiamo fatto noi, conviene saltare la sosta su catena e andare all'albero poco dopo, dal quale poi ci si slega e si percorre il sentiero che tende verso destra fino a collegarsi alla traccia di discesa, segnata a piccoli bolli blu. Giornata super, col Menego che non molla un colpo!
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