4 Marzo 2026

Marmolada Punta Penia – Canalino NE e discesa per lo spallone

Il canalino NE di Punta Penia ogni tanto viene salito, sia in tardo Autunno/inizio Inverno che in tarda Primavera. Ovviamente le condizioni sono diametralmente opposte: nel primo caso più probabilmente si troveranno condizioni più secche con conseguente aumento delle difficoltà, rispetto alla stagione avanzata in cui di solito vi sono condizioni più "nevose".  Da parecchio desideravo salirlo, per poi magari sciare da Punta Penia, bel sogno che si realizza a fine Maggio 2025, in solitaria, come qualche anno fa sulla Nord!  Partenza al buio con la paura delle temperature che invece alla fine in quota sono rigide per via del vento che sferza pesantamente la cima, costringendomi ad una fuga immediata!  Lo zoccolo roccioso sull'imbuto dopo lo spallone mi costringe a qualche numero per non rotolare giù sul ghiacciaio, ma poi la sciata ripaga di qualsiasi cosa!  Pausa al Pian dei Fiacconi per prendere il sole e poi giù alla diga...ottima chiusura di stagione! 
3 Marzo 2026

Lasca Plagna – Spallone SW

Saverio ha già scritto abbastanza su questa discesa, mi limito a qualche nota tecnica. Partiamo a piedi dal guado dove stacca il sentiero per Casera Berdo e seguiamo la strada per Malga Coot. Raggiuntala ci innestiamo sul sentiero che traversa a Casera Berdo e la raggiungiamo. Da qui valutiamo che ci piace di più la salita per Forcella Infrababa, così seguiamo la grande valanga e saliamo verso il bivacco Costantini e poi nel canalone ripido e con neve marmorea. L'esposizione Occidentale e la posizione incassata ci fanno dubitare sul fatto che la neve mollerà presto, così arrivati in forcella già sappiamo che l'opzione sarà di nuovo quella originaria, ovvero lo spallone SW del Lasca Plagna! In ambiente lunare e nella solitudine più totale aggiriamo a Sud-Est la nostra montagna e poi la saliamo per il canale Est dove troviamo ancora neve decente. In cima restiamo pochissimo vista l'aria (e la fretta del Sav che vuole vedere la discesa) così ci spostiamo lungo la cresta verso Nord fino a raggiungere il punto ottimale in cui calzare gli sci. Sciata commovente su firn, forse leggermente in ritardo ma stupenda ugualmente. Individuato il canalino sulla sinistra lo imbocchiamo e ramponando su erba ci colleghiamo al boschetto sopra Casera Berdo. Da qui inizia la ravanata, tranne che sulla stradina finale sotto Malga Coot, dove ritroviamo un po' di divertimento che ci fa dimenticare tutte le fatiche della giornata e gli innumerevoli cambi di assetto. Gran giornata, come sempre grazie a Sav per le proposte degne di nota: scialpinismo di frontiera al suo massimo splendore. NB: gita lunga e abbastanza complessa. Lo Spallone SW data l'esposizione permette tempi più "comodi" rispetto a versanti Est o Sud pieno. Noi con zero termico a 2500m e cielo sereno l'abbiamo sciato alle 13 30 circa (28 Febbraio). Preventivare probabile portage nella parte bassa e nel nostro caso anche in tutto il canalone di Forcella Infrababa vista la neve dura. Questo probabilmente sarà stato sciabile verso le 16, visto che prende sole tardissimo (dipende dal periodo). Superata la forcella le cose cambiano e l'esposizione tra Est e Sud permette alla neve di mollare. Da valutare bene l'orario per salire il canale finale del Lasca Plagna. Ovviamente tutte queste valutazione in contesto Primaverile.
26 Gennaio 2026

Prisojnik – Cascate di ghiaccio

Magnifico anfiteatro in cui si trovano alcune vere perle del ghiaccio giuliano, da sinistra: Leva (4+), Centralna (5) e Desna (4), cui si aggiungono alcuni tiri a sinistra di Leva, raggiungibili comodamente evitando la candela iniziale e seguendo il primo tiro facile sulla sinistra.   21-01-2026 - Col Valpinz salgo Leva, bellissima e non banale la candela iniziale, scavata e che costringe ad un passo sbilanciante. Poi bel murone di 60m dove mi tengo a sinistra. Ultimo tiro più facile. Discesa: tre doppie su spit e siamo alla base. Ci spostiamo su Centralna dove saliamo due tiri fino a sopra la candela principale, che piscia da far spavento. Bel tiro con una quindicina di metri verticali e quest'anno un bel passo strapiombante Discesa: due doppie su spit.  
26 Gennaio 2026

Spada di Damocle – Lavina del Mangart

Finalmente sulla mitica Spada di Damocle in Lavina del Mangart, nel cuore delle Alpi Giulie.  Aperta da T. Ferluga e S. Serra nel 1981, rappresenta una vera pietra miliare del ghiaccio verticale, anticipando sui tempi praticamente qualsiasi altra realizzazione di questo livello di difficoltà in Italia.  L'ambiente è severo e la cascata va affrontata dopo che la spada è crollata, onde evitare spiacevoli inconvenienti (nell'Inverno 2025-2026 si è riformata più volte).  Noi facciamo 6 tiri di cui i più impegnativi sono il primo su candela e il quinto su muro e poi goulotte.  Gran giornata nel freezer di quest'angolo delle Alpi Giulie, in compagnia del Mose e Anna! 
15 Dicembre 2025

Clean Gully – Torre Innerkofler

Clean Gully sulla Torre Innerkofler è la gemella "minore" della più famosa e blasonata Mistica. Quest'anno tuttavia, in preda ad una sorta di isteria collettiva che ha colpito anche il sottoscritto, è stata presa d'assalto, risultando sicuramente la via più frequentata di inizio stagione in Dolomiti.   Non che le condizioni siano particolarmente "buone", anche se il termine è sempre relativo. Diciamo che il ghiaccio si lascia desiderare e lo si vede quasi unicamente nella parte alta della via, sulla caratteristica goulotte col masso incastrato.  Parlavo del relativismo delle condizioni, perchè alla fine con Matteo si cercava una giornata in montagna a "sgraffare", come dice lui... e devo dire che avendo in mente questo obbiettivo, la via risulta proprio divertente!  Partiamo dal Passo Sella alle 8 con calma e raggiunta la Forcella del Dente per il Canalone Moppo, puntiamo all'attacco diretto che con due tiri si collega direttamente alla sosta del primo tiro originale, preferibile in questa annata, vista l'assenza di ghiaccio.  Le soste sono sempre presenti a chiodi e vari cordoni/cordini in clessidre sparse. Riporto alcune info sui tiri, nelle condizioni da noi trovate:  Paretina di roccia marciotta fino ad uno  spuntone oppure sosta a chiodi poco sopra (III, p. IV, 25 m ca.) Traverso diagonale a sinistra fino alla sosta del primo tiro originale (III)  Tiro di collegamento fin sotto al tratto chiave, sosta a sinistra comoda (70°) Bel tiro di misto con due salti. Possibile uscita a sx stando nel camino (più impegnativa). Sosta a destra, oppure proseguire nel canale fino a clessidra cordonata rinforzabile (M4+) Collegamento in canale con qualche roccetta (conserva protetta, utile Micro Traxion) Bella goulotte incassata con uscita passando sotto a masso incastrato (3+) Canale di neve senza particolari difficoltà Canale di neve con roccette, uscita a sinistra sotto fascia rocciosa con soste (possibile proseguire fino in cima ma più difficile sostare).  La via esce sulla piatta cima della Torre Innerkofler, la cui vetta vera e propria è raggiungibile in pochi minuti ed è sempre uno spettacolo! In discesa invece seguiamo le più comode doppie su Mistica, attrezzate prevalentemente a fix da 8. Probabilmente dalla sosta sopra la candela, in calata si possono accorpare due tiri (verificare che arrivino le corde!), altrimenti sostare sotto la candela e fare un'altra calata da 20 m fino alla sosta a spit nel canale. NB: attenzione che dalla sosta sotto alla candela non si arriva assolutamente con una doppia fino alla base (cordata mezza incrodata sotto di noi). Infine si risale allo spuntone del primo tiro e ci si cala nei pressi della Forcella del Dente (25 m).  Materiale: mezze corde 60m, serie di friend #0.2-2, 6 viti da ghiaccio (3 medie e 3 corte), 8 rinvii (alcuni allungabili), NDA.  Grazie Matteo, giornata super! 
29 Agosto 2025

Giancarlo Milan – Taè

In Val di Fanes ero già andato ad arrampicare quando con gli amici Marco e Cippo abbiamo ripetuto il fantastico diedro di Los Angeles '84 sugli Spalti di Col Becchei e per una ritirata sulla Via Thriller (su cui bisognerà tornare!).  La parete del Taè ovviamente era stata subito adocchiata e la Giancarlo Milan sicuramente la via da percorrere, così proviamo a metterci il naso con l'amico Andrea con cui almeno una via all'anno è d'obbligo!  La linea è abbastanza sinuosa con numerosi traversi per seguire i punti di maggiore debolezza della parete, lungo diedri e fessure superficiali, con moltissimi tratti anche di placca.  Le soste sono tutte presenti e solide, così come i chiodi lungo i tiri (anche se mediamente pochi), ottime le possibilità di integrare a friend.  La relazione del Bernardi è praticamente perfetta, riporto alcune annotazioni: L1, L2: accorpate. Tiro non banale per il grado, roccia non sempre solida (stile  Carnia, quando spacca è fetente!) L4: seconda metà del tiro roccia super, sosta 2ch. ottimi  L5: passo ostico a metà su roccia gialla friabilotta (attenzione!) L6: primo tiro chiave ben chiodato. Sulla placca presente piastrina da 12 un po' fuoriuscita. Sosta 2ch. e spittino vecchio  L7: traverso fino a oltre il diedro formato dall'avancorpo e quasi sotto la verticale del tiro chiave, sosta a friend  L8: bel bombè poco prima della sosta  L9: secondo tiro chiave, diedro fisico. Attenzione alla lama gialla d'uscita! L10: boulderino iniziale (c'è ancora il nut incastrato), estetica lama e poi traverso con passo in discesa iniziale. Abbiamo sostato a friend prima del "traverso delicato" (chiodo non trovato) L11: roccia super sul traverso, poi si trovano numerosi chiodi e infine si può superare la fessura finale per sostare sulla cengiona finale sulla sx (friend #2, 3 + possibilità di chiodi) L12: max III fino all'uscita In discesa evitiamo sia le doppie che la discesa classica del Col Becchei ma, vista anche la pioggia, scendiamo a Nord per la "normale" con tempistiche pressochè identiche.  Gran giornata su una parete aspra e selvaggia, bellissima! 
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