23 Gennaio 2023

Vallon di Pomadonna – Polvere e silenzio

Il denominatore comune dello scialpinismo di Natale 2022 è stato il portage: la neve infatti si è fatta desiderare e per cercare un po' di polverina ancora intonsa bisognava farsi delle belle ravanate. Questo tuttavia mi ha permesso di addentrarmi in alcuni dei luoghi più silenziosi e remoti delle nostre Dolomiti, come il Vallon di Pomadonna nelle Marmarole, dove a discapito di una prima parte della salita in condizioni autunnali, i pendii in alto hanno saputo regalare grandi emozioni. Per le forcelle torneremo un'altra volta, quando si riuscirà a sciare anche la parte bassa. Con Maria che a metà della salita mi ha maledetto più volte, ma che a fine giornata aveva gli occhi ricolmi di bellezza.
21 Gennaio 2023

Repentance Super – Valnontey

Prima volta nella valle di Cogne per scalare su ghiaccio, questa volta al modulo di formazione AGA, ho avuto la fortuna di riuscire a salire questa cascata-icona dell'arrampicata su ghiaccio. Per una sorta di congiunzione astrale fatta di gente che si è ritirata lungo l'avvicinamento ed altri che hanno dirottato sulla vicina Monday Money, ci ritroviamo sotto a questo mostriciattolo con solamente due cordate sopra la testa, motivo per cui la scelta è unanime: Repentance sia! La cascata non necessita di presentazioni e devo dire che la fama che la precede è ampiamente fondata, vuoi per la verticalità, vuoi per la linea estetica: capita raramente di salire una cascata così bella! Il primo grande salto viene normalmente superato in due o tre tiri che troviamo molto lavorati dai passaggi. A metà del primo tiro la doccia è assicurata, anche se mi dicono essere asciutta rispetto al solito! Una sezione ad agganci su cavolfiori complica un po' la questione, ci vuole delicatezza e un po' di fiducia. Facciamo la prima sosta su ghiaccio, dentro una sorta di nicchia, la seconda è su spit a destra. Il sigaro del terzo tiro è la sagra degli agganci, resta il fatto che sei sul verticale... il dry tooling servirà pure a qualcosa! Un canale di raccordo porta sotto al salto finale che risolviamo con due tiri, uscendo a sinistra su terreno più facile. Grande invece il Giglioli che si spippa la candelona verticale a destra, bel tirazzo! Usciamo sulla piana di neve spazzata dal vento, baciati da un timido sole di Gennaio che praticamente non scalda, ma resterei lì ore solo per guardare tutte le cime che ci circondano. Peccato che invece tocca scendere quasi subito. In discesa riusciamo pure ad esercitarci sulle abalakov, scoprendo che farne una verticale non è molto saggio con 60 m di calata e ghiaccio bagnato, ma in qualche modo riusciamo a tirare giù le corde. E poi giù filati verso la birra. Giornata spaziale con Andrea, Nicola e Bac in gran forma!
2 Gennaio 2023

Neve d’autore – Scialpinismo negli Spalti di Toro

Nel giro di tre giorni riescono bene due belle avventure in Spalti di Toro, garanzia di ravanata ma come si suol dire: "chi cerca trova" e infatti abbiamo pure trovato la tanto agognata polvere! Nella conca del Bivacco Vaccari è un congelatore, siamo uno squadrone da sei, sciamo un canalino senza nome e poi Forcella Cozzi, sul versante opposto. Giornata memorabile con ravanata importante in discesa (crosta non portante da 1500 m in giù). Tre giorni dopo sono col prode Giacomo che non si tira indietro di fronte al portage, così va a finire che saliamo la strada del Rifugio Padova prevalentemente sci in spalla, lottiamo nel bosco ma riusciamo a sciare il canale di Forcella Vedorcia, di un'estetica da far paura. Dentro il canale il rialzo termico si fa sentire ma comunque troviamo polvere pesante, ancora godibile! La ravanata sul Cridola è nulla in confronto, praticamente dai 1500 m alla macchina (700 m) scendiamo sci in spalla, ma arriviamo con la luce: che avventura! Effettivamente lo chiamano sci-alpinismo... ci sarà un motivo!
27 Dicembre 2022

Snowboard e Avatar – Misto sul Sass Pordoi

Prima spiccozzata dell'anno e si parte col botto assieme a Francesco, in Pordoi. Con qualche timore per l'affollamento, decidiamo di tentare l'accoppiata Snowboard + Avatar, visto che entrambe sono formate, ne uscirà una bella giornata piena. L'avvicinamento dal Passo Pordoi scorre veloce con la traccia già fatta. Prima saliamo verso la Forcella Pordoi, per deviare poco sotto a sinistra e imboccare la cengiona che taglia la montagna a metà. Le due vie salgono in pieno versante Nord-Ovest, una garanzia in caso di rialzo termico. Snowboard è la goulotte che sale sulla sinistra, prima per un muro ghiacciato e poi con due lunghezze in goulotte/camino. Ci fermiamo prima dell'ultimo tratto di camino perchè la candelina non tocca terra e con due cordate sotto di noi non ci pare il caso di rischiare. Ci caliamo con tre doppie, la prima su abalakov, le altre due su soste su roccia. Avatar invece ha maggiormente le caratteristiche del "cascatone", è più evidente ma non per questo più bella. Francesco si spippa i due tiri duri, ovvero l'M6 iniziale in cui si trova solamente un chiodo provvidenziale; i friend entrano ma bisogna andare. E poi l'ultimo tiro su ghiaccio, molto lavorato e contorto che risolve direttamente fino in cima. Scendiamo al tramonto ed arriviamo giù con le ultime luci, poi via verso la birra e la pizza! Giornata top, con la macchina Francesco!
9 Dicembre 2022

Piastrine Selvagge – Sass de Mesdì – Brentino

Questa volta a Brentino, su Piastrine Selvagge a prendere freddo. Effettivamente cosa potevamo pretendere da questa splendida giornata Dicembrina? Il termometro segnava 2 gradi al park quindi era da aspettarselo. Però due cose le abbiamo capite: primo che a Dicembre il sole gira subito, tradotto significa che dopo due ore l'abbiamo salutato. Secondo che l'acqua filtra e dopo due giorni di bel tempo non è detto che la parete sia asciutta, regalando belle emozioni. La via è piuttosto severa e impone un'arrampicata molto tecnica spesso di piedi. La chiodatura è un mix tra piastrine artigianali e fix da 10 mm, le soste ci sono tutte, alcune su pianta, 14 rinvii sono sufficienti. Per la discesa con tre calate siamo arrivati alla cengia del primo tiro da cui comodamente si ritorna all'attacco. Nonostante le condizioni, il quinto tiro mi è entrato, dopo una lunga lotta tra dita ghiacciate e piedi semi-sensibili. Si tratta di una lunga sequenza di rara bellezza, fatta di gocce, buchetti e lamette, sospesa sulla vertiginosa parete grigia del Sass de Mesdì. Lunghezza che da sola varrebbe il viaggio, credo avesse al massimo due o tre movimenti "standard", tutto il resto era fantasia e ragionamento, un vero rebus da decifrare, con tanta pazienza. Piccole soddisfazioni. Bella avventura con Lorenzo!
7 Dicembre 2022

Franz – Meisules dala Biesces

Con Niccolò scalo poco ma quando capita c'è da divertirsi. Questa volta optiamo per l'ombrosa parete Nord-Ovest delle Meisules, via Franz. La via in questione è stata aperta da un Ivo Rabanser appena diciassettenne: io a quell'età pensavo a farla franca coi compiti per casa e a come sarebbe stata la prossima festa del Sabato sera. C'è che siamo figli del luogo in cui cresciamo ma sicuramente conta una certa predisposizione personale. Ma va bene così. Sta di fatto che ci ritroviamo all'attacco: i piedi appoggiati su un prato verde, i gialli sopra le nostre teste e una via da salire. Che poi è una volontà, mica un obbligo. Per darci la giusta carica, ricordiamo la bellissima descrizione della Franz che viene fatta su un noto sito online...per un attimo ci sembra di andare al patibolo, ma il tragico sfocia presto nel comico: prendiamolo di petto questo duro destino! Effettivamente il primo tiro sveglia bene, sembra di essere in falesia, con la ghisa che monta e il respiro che accelera. Il passaggio repentino da giallo a grigio è destabilizzante, ma per quanto preferisca gli strapiombi, le placche a buchi fanno sempre la loro sporca figura, soprattutto se sono paragonabili a gettate di cemento armato. E allora saliamo, cercando di non perdere la "via maestra" finché non sbattiamo la testa contro allo strapiombo del terz'ultimo tiro. Qui Rabanser ha deciso di metterci lo zampino, posizionando la trappola: tre o quattro movimenti secchi in posizione sub-orizzontale a 2-3 metri dal suolo. Ce la sghignamo, la scena ha del comico e per fortuna non sfocia nel tragico. Uscire sui prati ha sempre il suo fascino, soprattutto se sai che la discesa è una passeggiata. Stretta di mano, panorama mozzafiato, chebellocheèchealtichesiamo. Quasi arrivato alla macchina la testa ha un unico pensiero (birra e piadina) ma prima mi giro a guardare la parete e realizzo che abbiamo appena salito un piccolo capolavoro.
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