23 Novembre 2018

Canale Innerkofler – Cristallo d’Ampezzo

L’epilogo (forse non ultimo) di questo rapporto di amore-odio con la Val Fonda, è arrivato. Questa volta siamo in tre, il target è il Canale Innerkofler, con cima. La notte passa al gelo in tendina in parcheggio, fortuna che il sacco a pelo è doppio. Risaliamo per l’ennesima volta la Val Fonda, senza neve. Poi decidiamo per l’approccio “classico” e seguiamo il canalino di II grado che ci porta sul circo glaciale. Qui la neve ci gasa perché è bella dura ma ben presto la crosta diviene una nemica, rompendosi ad ogni passo e costringendoci ad una marcia lunga ed estenuante. Le ciaspe servono a ben poco. Finalmente sul conoide basale del canale la neve cambia e diviene marmorea con il risultato che voliamo. Al bivio giriamo a sx e iniziamo il viaggio nel ventre della montagna. Il bello dell’Innerkofler è che in tutta la sua prima parte non si mostra, è celato dalle pareti, come volesse nasconderci qualcosa. Il segreto ci appare chiaro dopo il traverso in bella esposizione e la seconda parte di couloir: bisogna far cantare le picche. Ce la giochiamo e parte Mirco (maledetto!) tirando un bel 50m di ghiaccio sottile e misto protetto a friend e una vite corta. Grazie Grivel. L’uscita è praticamente in cima e ci prende la commozione. Il Sole scalda e riusciamo a riposarci una ventina di minuti ma il tempo stringe, sono le 14 e sulla labirintica via normale non bisogna sbagliare nulla se non si vuole bivaccare a 3000m. Tutto fila liscio e con 5 doppie e varie cenge ci troviamo al Passo del Cristallo al tramonto. L’atmosfera è magica, l’ora blu arriva prepotente e preannuncia il gelo. Estraiamo le frontali e via giù prima nel circo glaciale e poi nella Val Fonda, alternando silenzi a fantasie su future […]
20 Novembre 2018

Supernova – Cima Bastioni Nord

È qualche anno che ho scoperto un terreno d’avventura a portata di mano, relativamente vicino a casa: le Marmarole. Questo gruppo montuoso non è stato molto addomesticato e con i suoi avvicinamenti lunghi e le sue cime particolarmente aspre, garantisce ancora la possibilità di perdersi. In particolare mi sono appassionato alle invernali che, dal mio punto di vista, racchiudono in sé l’essenza dell’alpinismo. Ho deciso di iniziare con le vie normali e la Cima Orsolina Nord è stata la prima che con l’amico Laza ho deciso di salire in un inizio di stagione poco nevoso che ben si prestava al misto facile. È seguita la Croda de Marchi in due soleggiate giornate di metà Marzo, salita molto utile perché ha permesso di individuare due belle linee: la prima su Cima Bel Prà e la seconda sui Bastioni Nord. Nel frattempo lo sguardo è caduto sul grande diedro Nord del Monticello dove siamo andati a ficcare il naso: la giornata si è rivelata frizzante, non solo per le temperature… Ad Aprile dell’anno scorso il momento si è presentato e con l’amico Nicola ho passato la notte al bivacco Voltolina per poi salire il canale Nord-Est di Cima Bel Prà. La via era già stata salita in Estate dai pionieri Pitacco e compagni ma ben si prestava secondo me ad una invernale e infatti l’ingaggio non è mancato. La scorsa primavera le condizioni per salire sui Bastioni Nord non si sono più ripresentate e neppure l’inizio di questo Autunno è stato dei migliori. Quando tutto ormai sembrava perduto sono invece arrivate le nevicate umide che hanno imbiancato anche le pareti quasi verticali: un vero regalo! La pioggia e i cicli di gelo-disgelo avranno sicuramente trasformato la neve in una lastra marmorea: è il momento partire! Ritrovo alle 21:30 con Nicola a Calalzo […]
1 Novembre 2018

Traversata di Pointe Lachenal – Monte Bianco

Grande classica della zona che saliamo nell’Aprile del 2018 quando una precoce Estate si presenta in tutto il suo splendore. Il giorno precedente abbiamo percorso l’Arete de Cosmiques e poi dormito in tenda sul ghiacciaio sotto una bella nevicata, tanto che per qualche momento abbiamo dubitato di riuscire ad effettuare il giro. La mattina seguente invece ci affacciamo dalla tenda e il cielo è perfettamente sgombro di nubi: a dir poco spettacolare! Attraversiamo il ghiacciaio che non risulta crepacciato e ci portiamo sotto al pendio nevoso più a sinistra. Lo saliamo senza difficoltà (45°) e proseguiamo lungo la cresta, a volte rocciosa a volte nevosa. Due doppie dalla cima ci portano ad effettuare un traverso delicato con ghiaccio nero affiorante in versante ghiacciaio. Poi risaliamo in cresta e ci portiamo sotto ad un camino. Con un bel tiro di corda lo saliamo (IV) ed in breve siamo anche sull’ultima cima. Dall’alto ci rendiamo conto di come il couloir Jager, sulla nord del Mont Blanc du Tacul sia impraticabile a causa di una terminale in cui potrebbe letteralmente entrare un camion. Meglio non essere andati fin sotto per poi scoprire di non poter passare! Invece il Contamine-Negri sopra di noi è messo bene e decidiamo che sarà la nostra meta per il giorno seguente. Felici e abbrustoliti torniamo alla tenda per il meritato riposo e per evitare di ustionarci definitivamente.
28 Ottobre 2018

Vajo Alte Planke – Cherlong

27 Ottobre 2018

Cascata del vallone Nord-Est del Gran Vernel

Erano circa due anni che guardavo periodicamente la webcam che punta diritto al Gran Vernel, precisamente da dopo che avevamo salito la via normale con la neve nell’Autunno 2015. Mi chiedevo se un giorno si sarebbero formate delle cascate di ghiaccio su quei due salti così evidenti andando a tracciare una linea quanto mai estetica e invitante in quel vallone dimenticato e fuori dai tracciati in voga. Il momento si presenta questo Autunno quando il ghiaccio appare ma con esso anche le nevicate che mi fanno temporeggiare. Assieme a Mirco, ormai compagno d’avventure, decido che Domenica si può provare ad andare a vedere la situazione, le nevicate previste non ci fanno paura, mal che vada ci caleremo. Così dopo una sessione di allenamento ai Serrai di Sottoguda, saliamo al Fedaia nel freddo glaciale di una notte stellata. Alla sola luce delle frontali facciamo tutto l’avvicinamento sci ai piedi ed arriviamo all’imbocco del vallone verso le 8. Rapido cambio d’assetto e iniziamo a salire verso il primo mostriciattolo ghiacciato. Il ghiaccio è marmoreo a causa del gran freddo: sicuramente sono settimane che qui la temperatura non sale sopra lo zero! Duretto per me il primo muro verticale di una decina di metri ma non ho intenzione di appendermi alla vite e quando esco fuori mi parte un urlo di gioia. Recuperato Mirco, ci scambiamo i ruoli e parte lui verso la seconda colata. Da questa ci separa solo un lungo nevaio. Restiamo in conserva e arrivati sotto al flusso ghiacciato restiamo estasiati. Mirco attacca e senza problemi supera questa placca appoggiata con muretto finale verticale, stupendo. Il tiro è bello lungo e le corde non bastano: per pochi metri non siamo in cima! Dopo la classica bollita alle mani riparto e faccio gli ultimi metri. La bufera imperversa. ma siamo felici, abbiamo […]
25 Ottobre 2018

Canale Oppel – Antelao

Si può dire quel che si vuole ma una rinuncia brucia sempre. Mi ricordo perfettamente il momento in cui l’anno scorso fui costretto a farmi calare. Le pareti scaricavano di brutto e il passaggio chiave era intasato di neve inconsistente. Ricordo che giunto alla base i compagni mi dissero che era meglio levare le tende e con un grugnito li seguii, di umore nero. Solo in seguito realizzai che la scelta era stata senz’altro quella giusta. E così quest’anno, dopo l’esperienza autunnale sull’Arnaldi/Menini con  Francesco, torno di nuovo al cospetto del Re delle Dolomiti, questa volta con l’amico Nicola. Come sempre le incognite ci sono ma il salto iniziale pare sia statocopertodalle recenti slavine legate alle nevicate tardive e lo zero termico è bassino, almeno nella prima mattinata: rigelo assicurato! Siamo costretti a partire a mezzanotte e mezza da quota 1200m ca. perché la macchina non ne vuole sapere di superare il ripido sterrato che porta al Rif. Scotter. Camminiamo a passo cadenzato, lentissimi per conservare le energie, nella notte più cupa. Senza accorgercene siamo al Galassi, freschi come due rose. Breve sosta e poi fuori in direzione Ghiacciaio Inferiore. Qui la neve ci fa dannare alternando punti ben rigelati ad altri marci. Siamo dubbiosi ma proseguiamo. Arriviamo senza problemi di orientamento al conoide d’attacco dove spegniamo le frontali, ci leghiamo e partiamo in conserva lunga. Appena entriamo fra le grandi pareti del Re, la neve di colpo muta e si fa marmorea: una goduria ad ogni passo. Ci teniamo al centro del canale dove si è formato un solco dovuto allo scorrimento del pulviscolo di neve. Arrivo sotto al primo saltino, in una specie di antro, dove decido che è meglio legarsi così aspetto Nicola e poi parto. Corpo e testa girano bene, cosa fondamentale vista la ritirata dell’anno […]