25 Maggio 2020

Via “Decima” – Scalet delle Masenade

La “Decima” (Decima, Todesco, Brustolon e Della Santa) è una mega classica della solare parete Sud dello Scalet delle Masenade, non proprio banale ma sempre super godibile. La roccia è fantastica e ottimamente ripulita dai passaggi tanto da essere consumata in qualche punto, ma la cosa non da fastidio. Angela rimane colpita da questa via, cercando qualche progettino per la stagione estiva e me ne parla…colgo la palla al balzo e le propongo di salirla anche perchè per lei è sicuramente un banco di prova per altre salite future. Arriviamo al Duran pensando di trovare una calda giornata soleggiata di fine Maggio e invece i pinguini ci salutano…è coperto e tira vento ma per fortuna ho lasciato un pile di riserva in bagagliaio. Con calma saliamo verso la parete, intanto un timido sole cerca di uscire e scaldare, così ci fermiamo ad aspettare finchè un primo raggio colpisce la parete. E’ il momento di partire. Me la ricordavo bella ma non così tanto, soprattutto il tiro del colatoio nero in alto… qualcosa di unico! Scaliamo con calma, ci godiamo i movimenti, la roccia, l’amico Sole quando esce Anche le mani della Angela cominciando ad avere qualche piccolo graffio, come è giusto che sia. E poi una breve sosta su un terrazzino dentro al mega colatoio grigio dei tiri alti a riprendere un po’ le energie e via verso l’uscita! In discesa arriviamo al Carestiato che è un peccato scendere subito, qualcuno diceva: “vado in montagna per stare in montagna, non per tornare a casa!”… così ci fermiamo a goderci l’ultimo Sole e poi appena inizia a fare freddo ci incamminiamo. Ormai è sera e il San Sebastiano si indora e poi anche il Pelmo e l’Antelao. Quante ce ne vorrebbero di giornate così?!    
11 Maggio 2020

Los Angeles ’84 – Spalti di Col Becchei

Gli Spalti di Col Becchei sono un’assolata bastionata rocciosa, situata nella Val di Fanes. La parete è selvaggia e sferzata dal vento, resa cocente dal Sole, tant’è che la roccia è delle migliori: calcare grigio compatto e tagliente, con un grip eccezionale, a tratti pure a gocce! Gran giornata su Los Angeles ’84, per inaugurare l’inizio della stagione alpinistica! La via è la più logica della parete, salendo lungo il grande diedro che la solca. Ingaggio Cippo che non si tira mai indietro e con noi ci saranno anche Marco e Mauro. La via è magnifica e tutta da scalare con una prima parte in diedro, poi per fessure in parete e infine un bello strapiombo ammanigliato. Per la discesa optiamo per il giro panoramico, con bel ravanage nella neve alta e completamente marcia ma alla fine arriveremo alle auto belli contenti. La via è alpinistica, le soste e i chiodi trovati sono sempre ottimi, utile integrare con friend medio-grandi.  
20 Marzo 2020

Home Traverse integral – Solo

Erano anni che mi frullava per la testa questa attraversata che permette di concatenare, con linea estetica ed elegante, le tre pareti Nord, Est e Sud della Red House. Finalmente le condizioni giuste si sono presentate, soprattutto quelle mentali. Ho optato per una ripetizione veloce, in solitaria, nonostante l’elevato grado di rischio: una potenziale caduta risulterebbe sicuramente fatale. La parete è stata attaccata in mattinata, all’ombra della parete Nord. Una serie di movimenti su tacche verticali con svariate spallate mi hanno provato e sono riuscito a superare il temuto Balance Corner solamente nel pomeriggio, cosa che poi si è rivelata positiva perchè la parete Est nel frattempo era andata in ombra. Alcuni movimenti di equilibrio estremi sono stati seguiti da un allungo pazzesco con rischio sbandierata, fino a raggiungere l’agognato Faith Corner, punto di svolta dell’attraversata. Nella luce infuocata del tramonto ho superato il mitico Broomstick passage che costringe ad un movimento ai limiti delle possibilità umane ed era ormai quasi buio quando ho raggiunto la salvezza del terrazzino finale, dove le difficoltà terminano. Non parlerò qui dell’epica discesa, fra doppie incastrate e lampada frontale che si è scaricata a metà. L’importante è stato raggiungere la macchina a notte fonda, ma sano e salvo. Che giornata d’avventura, questo sì che è alpinismo!  
28 Ottobre 2019

Via dei Fachiri – Cima Scotoni

Da tempo la puntavamo e finalmente il momento è arrivato, un po’ per caso, avendo preso la decisione il pomeriggio prima. Sicuramente scelta più che azzeccata visto lo zero termico a 4000m, non proprio tipico di fine Ottobre ma che ci ha permesso di arrampicare in maglietta, chiaramente una volta uscito il Sole. La via è un capolavoro di logica alpinistica e regala una bellissima e varia arrampicata, su roccia a tratti stupenda. Forse leggermente più facile della vicina Lacedelli ma sicuramente meno chiodata. La parte bassa fino al traverso è più facile, con solamente un tiro sul giallo più impegnativo. Il traverso comincia facile, tant’è che stavo rimanendo deluso ma poi le cose cambiano e l’aria sotto al culo si fa sentire. Sicuramente però il tiro più impegnativo è quello del diedro fessurato giallo, con un bel passo stronzo in uscita, cui segue un traverso ascendente a destra da manuale su buone prese e molto aereo. Pur avendo in mano due relazioni, è stato meglio utilizzarle come riferimento ma non seguirle alla lettera perchè imprecise. Ci siamo tuttavia subito resi conto della logicità della via e quindi abbiamo sempre seguito il “facile nel difficile”, non sbagliando mai. Arrivati poi in cengia alle 4 del pomeriggio, ci fermiamo 10 minuti a contemplare le Dolomiti. Il silenzio pervade l’aria e la roccia emana un’aura di luce. Chiaramente il pensiero vola a Enzo Cozzolino e Flavio Ghio che qui hanno firmato il loro capolavoro. Un sorso d’acqua, una stretta di mano e poi giù verso l’oscurità del fondovalle.    
22 Ottobre 2019

Diretta de Bortoli – Parete Piatta

Bella avventura sulla parete Piatta dello Spallone del Sass de Mura, in Feltrine, col Dori e il Manfer. Decidiamo di salire in giornata e partiamo da Matiuz, nonostante ormai le giornate si siano accorciate notevolmente. Almeno 3h30 ci vogliono per attaccare e non stiamo scalando prima delle 10 30. Ero convinto che la parete fosse in pieno Est quindi di goderci un po’ più di Sole mattutino e invece appena mettiamo le mani sulla roccia si va in ombra => tutta la via in pile e piumino! Il primo tiro in diedro è tranquillo ma il secondo in parete aperta inizia già a farci capire che non si scherza. Nel terzo ci si incastrano le corde in una fessura a “v” e perdiamo circa un’ora per sbrogliarle con una manovra delicata ma efficace. Il tiro chiave è stupendo con alcuni movimenti su placca nera da manuale e poi un tetto da superare con un bella sbracciata, impiego due buoni minuti a capire la sequenza ottimale ma poi mi riesce in libera, bella soddisfazione (anche perchè non era azzerabile, possibile invece l’A1). Come impegno psicologico è però il tiro seguente a provarmi di più con alcuni passi in leggero strapiombo friabile per uscire da una nicchia, protetto con un friend 0.75 salvifico e qualche chiodo di dubbia tenuta. Poi la via sgrada e prosegue con un bel camino cui segue un traverso facile e poi delle placche articolate in costante traverso a destra. Si esce su terreno detritico e con un centinaio di metri di I e II grado si sbuca in cima. Arriviamo in vetta poco dopo il tramonto giusti in tempo prima di accendere le frontali. Lo spettacolo ci fa dimenticare del ritardo accumulato. La discesa non è difficile ma insidiosa in qualche punto, sempre ben omettata. Una volta […]
22 Ottobre 2019

Miotto-Bee-Gianeselli – Spiz di Mezzo

Sulla scia della cordata degli amici friulani e poi dei bellunesi, toccava anche alla compagine della bassa pianura cimentarsi con gli strapiombi gialli dello Spiz di Mezzo. La via si sviluppa sulla parete Ovest e attacca poco oltre il bivacco Carnielli. I primi tiri sono facili e corrono veloci ma il chiave è da bastonate sui denti, su fessura gialla abbastanza fisica ma anche tecnica con i piedi in spaccata all’esterno, uno di quei tiri dove lotti per la sopravvivenza, anche perchè i chiodi sono pochetti e non infondono troppa fiducia. A fatica mi riesce la libera e salgo fino in alto sotto al tetto. Poi un tiro corto in traverso a destra porta sotto ad un camino impegnativo all’inizio.  Più in alto invece è quasi commovente il penultimo tiro su placca nera: l’ambiente degli Spiz è superlativo! E come ha detto Andrea: “Un piccolo, grande sogno che è stato realizzato”. E non posso che concordare!