11 Ottobre 2020

Girl – Pala del Boral

E’ bello ed una grande soddisfazione quando senti il corpo che si muove fluido, all’unisono con quello che gli comanda la testa, quasi simultaneamente. Mi piace arrampicare a Brentino perchè la roccia è stupenda ma non credevo si potesse arrivare a tanto. Al secondo tiro ti ritrovi sotto ad una placca gialla, perfettamente verticale e capisci che devi passare per di là ma finchè non ci sbatti il muso non realizzi quanta bellezza si può nascondere in quella roccia. Rovescio di destra, rovescio di sinistra, buchetto di destra e incrocio totale di sinistra, piedi fondamentali per non sbandierare! La gioia del movimento. Poi parte una sequenza di continuità su buchi, non bisogna mollare e rimanere sempre concentrati, soprattutto sui piedi…che spettacolo, sembra di essere al Sengio! Sul quarto tiro invece una serie pazzesca di prese e fessure permette di uscire dagli strapiombi. Che poi alla fine di cosa stiamo parlando? Sono una serie di concavità e convessità della roccia, di fessurazioni dovute all’erosione dell’acqua… in fondo non varrebbero di più ma chi arrampica ci vede dell’altro: sono sequenze di movimenti logici e quindi belli. E quando sei lì che metti la mano dove deve andare e giri il piede nel modo giusto, si stringe un legame, percepisci che c’è una grande sintonia. Via Girl – Pala del Boral, con l’amico Francesco Biadene.      
31 Agosto 2020

Wolkenreise – Pilastro di Misurina

In pomeridiana, con l’amico Nicola, anche lui su ad Auronzo. Vivendo in montagna è possibile! Saliamo veloci al Col de Varda e poi all’attacco, letteralmente in un bagno di sudore, forse abbiamo corso troppo! La via è molto bella e poi usciamo in cima nell’ora in cui le cime si tingono d’oro… le guardiamo in silenzio e poi lanciamo la prima corda doppia.   La via è bella su roccia a tratti entusiasmante, anche se credevo meglio da come me l’avevano descritta. Il primo tiro forse è il più impegnativo, lungo e di continuità. Il tiro chiave invece ha solo un passo, per il resto è più facile. La spittatura non è vicinissima (più S2 che S1). Discesa in doppia lungo la via, usando come primo ancoraggio uno posto 5 m a sx (faccia a valle) dell’ultima sosta.
8 Giugno 2020

Via del Babo + Capitani Coraggiosi – Monte Cimo

Siamo là che arranchiamo sudati su per il sentiero del Sass de Mesdì. Calura e zecche. “Ma non davano nuvoloso?”, “Però effettivamente non sarebbe più stagione…”, “Ma sì dai che in parete tira vento!”. Parte Niccolò, perchè stando ai suoi calcoli dovrebbe evitare i tiri più impegnativi. Prima lunghezza del Babo, un 6a da antologia su placca a gocce, facile e godibile. Effettivamente in parete è ventilato e si scala pure bene anche se le scarpette surriscaldate rischiano di tagliarsi sulla roccia abrasiva. Secondo tiro che prosegue sulla stessa falsariga, per poi salire un piccolo diedro giallo, stando sempre sul 6a al massimo. Sostiamo prima del diedro duro, rientrando a destra su Capitani Coraggiosi, sulla quale proseguiremo. Segue un tiro non banale in diedro con due strapiombini delicati sul 6b+.  Niccolò inizia a manifestare un leggero dissenso, intuendo già in anticipo che, rispettando i turni siffatti, pure il traverso di 6c toccherà a lui. Per me è una di quelle giornate in cui ti ritrovi a salire una via sportiva senza neanche una relazione, un tiro vale l’altro, basta scalare. Il quarto tiro è in diedro, non difficile ma da impostare bene (6a+). Sul finale sto 2 m a sx degli spit e mi incasino sul difficile…vabbè! Il traverso effettivamente ha tacchette piccoline, però la spittatura è veramente ravvicinata, quindi Nic osa e stampa la libera, sono soddisfazioni! L’ultimo tiro è diverso dal resto, su prese svasate e qualche tacca (5c). C’è la possibilità di calarsi ma decidiamo di uscire e spostarci a sinistra per scendere in doppia sulla parete di Desiderio Sofferto, dove in mezzora siamo alla base. Nic, forse sotto la morsa della fame, mi fa notare che le colate di calcare dei tetti sembrano dei grandi bignè alla crema. Effettivamente… Ormai non possiamo esimerci dal salire la classica […]
25 Maggio 2020

Spigolo Sam – II Pilastro Tofana di Rozes

L’anno scorso avevo visto delle foto spettacolari di questa via, così era finita nell’infinita wishlist…quale momento migliore se non inizio stagione vista la possibilità di calarsi comodamente in doppia! Recluto il Franz e si parte! Avvicinamento velocissimo e attacco immediato. Bel primo tiro con fessura gialla e poi placca grigia compatta che da la sveglia, anche perchè la spittatura è allegra (S2/S3), infatti consiglio di portare qualche friend, soprattutto l’1 che si piazza bene nella fessura iniziale. Poi si susseguono una serie di tiri sempre sostenuti tranne il terzo di IV/IV+, ma pure questo bello. Il tiro chiave di 6c è una bella sboulderata su un tettino dove sbaglio ad impostare la sequenza ritrovandomi a dover mettere il ginocchio per salire, che visto il grip eccezionale non si smuove di un millimetro. Il penultimo tiro è un viaggio di 40m con la sorpresa finale, unico! Dalla fine della via si può proseguire per la classica del II Spigolo fino in cima ma decidiamo di calarci vista la neve che sicuramente troveremo in discesa. Con 6 doppie comode (soste tutte con anello di calata, alcune calate accorpabili) siamo alla base. E’ sempre uno spettacolo arrampicare in Tofana!
24 Febbraio 2020

La Tosta-ta – Sojo Bostel

A distanza di una settimana torno volentieri al Sojo Bostel per salire questa bella via con Trevis, alle prime esperienze sulle vie lunghe ma super in gamba e gasato a bomba! Ce la prendiamo comoda e attacchiamo tardi, intorno alle 11. All’inizio il Sole scalda, poi si alza il vento e finiamo ad arrampicare in pile e piumino, alla faccia dello zero termico a 3400m! Certi tiri sono di soddisfazione ma sui più duri non mi riesce la libera, peccato! Invece Trevis, pur con un riposo, riesce a passare in libera sul penultimo tiro, il più difficile (7b?)…a me invece lo zaino risucchia nel vuoto e sono costretto ad azzerare: grande Trevis! Arriviamo in cima che il Sole sta tramontando, giusto uno snack e poi scendiamo giù alla macchina immersi in un’atmosfera surreale, fatta di nebbia e contrasti di luce.  
17 Febbraio 2020

Il richiamo di Penna Bianca – Sojo Bostel

Voglia di roccia e di sole, lo zero termico è previsto a 3800m: la soluzione è andare a scalare su qualche bella parete a Sud per godersi l’anticipo di Primavera e Francesco mi propone Il Richiamo di Penna Bianca sul Sojo Bostel, in Val d’Assa. Non farà caldo come speravamo, anzi sul finale tirerà un venticello da ghiacciare le mani però la via si rivelerà azzeccata, molto bella e dal sapore alpinistico, vuoi per la tipologia di roccia, vuoi per i continui zig zag a cercare i punti deboli della parete tranne che per il quinto ed il decimo tiro, delle vere e proprie mine se saliti in libera (come noi non siamo riusciti a fare). Le protezioni sono ravvicinate, chiodi e clessidre dove la roccia lo permette, piastrine dove invece è compatta. Alle soste si trova sempre uno spit. Per il tracciato della salita, avvicinamento e discesa rimando alla scheda dell’apritore, ma aggiungo qualche nota sui tiri. Vista la vicinanza delle protezioni, spesso piastrine, la valutazione delle difficoltà è in grado sportivo: Placca con un tratto povero di appigli e diedro finale, 5c; Qualche metro in verticale, traverso aereo a sx e poi in diagonale verso destra, 6a+; In verticale su roccia magnifica, 6b+; Verso destra, poi fessurina fisica atomica e traversino a destra sotto un tetto. Sosta in niccha 6b; Movimento fisico ad uscire dalla nicchia (6c) e poi placca gialla. A0 (7a?); Tiro erboso con qualche movimento carino,5b; A destra a prendere un diedro per sostare sopra di questo, 5a; Verso destra e poi per muro giallo entusiasmante, 6a+; Traverso verso destra sotto al tetto e sosta poco dopo l’uscita, 6b; Tiro molto impegnativo se fatto in libera, soprattutto la seconda metà. A0 e A1. Super proposta di Francesco che mi ha fatto scoprire questo luogo silenzioso […]
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