6 Gennaio 2024

Armentarola – Linea centrale

Comoda e pratica, la parete Nord del Sass Dlacia con le sue cascate di ghiaccio, rappresenta una meta ottimale per allenarsi e fare un po' di metri su ghiaccio, senza molto avvinamento.  Quest'anno si è formata una colata in alto (penso sia relativamente normale ma non l'avevo ancora mai vista), che abbinata al classico muro centrale, permette di salire due bei tiri, di cui il secondo più tecnico e delicato, soprattutto sul finale. Troviamo ghiaccio è molto lavorato dai passaggi nel primo tiro, per cui si sale quasi tutto ad agganci: la seconda lunghezza è invece più delicata (ghiaccio bianco) e con vuoti (probabilmente la cascata si sta seccando). Bella variante rispetto ai classici monotiri, con Marcello sempre gasato! 
22 Dicembre 2023

Via Schiavi – Creta di Pricot – Invernale

L'occasione migliore per entrare in Vallone Winkel d'inverno, non poteva che essere per salire la Schiavi alla Creta di Pricot.  Ci troviamo nelle Carniche Orientali, dove "luogo frequentato" ha un significato differente rispetto alle Dolomiti...e il Vallone Winkel non fa molta differenza, infatti non incontreremo anima viva per tutto il giorno.  Questa via è una classica alternativa alla via comune, che d'Estate non oppone particolari difficoltà (p. II grado), ma rivisitata in chiave invernale acquisisce sicuramente un gusto particolare, sia per la sinuosità della linea che per la bellezza dell'ambiente. Se poi si volesse salirla interamente legati in corda corta, la soddisfazione è assicurata!  Nick è gasato e alle prime luci ci stiamo già preparando...col sennò del poi, vista la lunghezza della discesa, meglio così. Tempo un'oretta e siamo sul conoide d'attacco, dove ci rendiamo conto che le condizioni sono al limite per una salita di questo tipo: la neve non è portante e bisogna battere traccia. La perturbazione di tre giorni fa ha determinato la formazione di una crosta da pioggia non portante (almeno a piedi), sulla quale si sono in seguito depositati una ventina di cm di polvere non ventata. La crosta ovviamente man mano che si sale di quota tende a scomparire poichè tutta la precipitazione è stata nevosa.  Tuttavia sotto alle pareti e all'uscita dai canali di scarico, la quantità di neve è ben maggiore, almeno mezzo metro, cosa che ci impone di valutare attentamente la situazione da un punto di vista valanghivo. Valutazioni che continueremo a fare man mano che saliamo, soprattutto sui traversi.  Ci leghiamo fin dal primo saltino più ripido (65°) che troviamo in buona neve pressata. Sosto su corpo morto (pala) e picche su neve dura. La via prosegue per canalino ripido, poi un traverso su nevaio (da valutare bene le condizioni di stabilità visti anche i salti di roccia sottostanti) conduce ad un altro canalino che porta sulla grande rampa mediana, che va assecondata verso sinistra fino ad intercettare sulla destra l'ingresso del canale finale.  Uno sguardo in alto ci fa capire che si passa senza toccare roccia, anche se le pendenze crescono. Per fortuna le cornici sulla cresta sommitale sono modeste e non ci destano troppa apprensione (visto che si è a tiro).  Finchè si riesce proseguiamo in corda corta, poi facciamo un tirello; c'è ghiaccio ma cercando la linea si riesce a stare tutto su neve pressata (75°). Ho la corda da 20 m e non riesco ad arrivare al canalino finale (basterebbero 30 m): mi tocca sostare in un punto infame a tiro delle cornici e su neve di dubbia tenuta: infatti ci sono una cinquantina di centimetri appoggiati su una rampa di roccia liscia e per riuscire a fare un ancoraggio decente impiego più tempo del previsto.  Nick mi raggiunge che tira un ventazzo micidiale, così rapidi ci togliamo d'impiccio e in breve siamo sul plateau sommitale baciati da sole!  Giunti a questo punto le possibilità sono tre: Scendere a sinistra per lo spallone su sentiero che poi rientra nel Vallone Winkel ma, avendolo percorso d'Estate, Nicola lo sconsiglia per via di alcune placche di roccia e poi sulla mappa noto che c'è un tratto ripido in esposizione Sud, dove è pieno di accumuli portati dal vento da Nord...quindi ipotesi scartata; Risalire in cima al Cavallo di Pontebba e poi calarsi lungo la ferrata Contin, che tuttavia risulta sicuramente sepolta dalla neve e dovremmo fare delle calate. Motivo per cui scartiamo anche questa; Dalla cima del Cavallo di Pontebba seguire il sentiero estivo che fa il giro largo sfiorando le piste...optiamo per quest'ultima.  La traccia seguita presenta in vero solamente un punto critico su un conoide ripido, dove valutare le condizioni di stabilità della neve. Poi rientra a destra e punta all'insellatura di fianco all'arrivo della seggiovia Monte Madrizze e si ributta in Vallone Winkel. In totale ci mettiamo circa 3h 30 a rientrare alla macchina, ravanando un po' nel bosco, ma nulla di tragico.  Gran bella giornata... con Nick è sempre una certezza! 
13 Dicembre 2023

Scirocco – Piccolo Dain

Scirocco sul Piccolo Dain, un riferimento e gran sogno da molto tempo.  Decidiamo di provare a salirla in una fredda giornata di sole di fine Novembre, quando le condizioni del grip sono ottimali (almeno quelle!).  Non ho voluto scrivere le impressioni "a caldo" per paura di scrivere qualcosa di sbagliato e forse ho fatto bene. La sensazione di aver "pisciato fuori dal vaso", come si suol dire, ce l'avevo avuta fin dai primi tiri, però non avrei mai voluto che mi potesse condizionare sulla valutazione della via, che invece è bella e merita di essere ripetuta, anche come banco di prova. Non ci si aspetti sempre la roccia mega-galattica, infatti sono vari i tratti in cui bisogna prestare attenzione, tuttavia in altri punti il godimento è assicurato!  La sensazione di cui parlavo poco sopra, si è fatta realtà quando alla fine del quarto tiro, il chiave, arrivo in sosta putrefatto, con un polpastrello aperto e per giunta cannando il tiro all'ultimo rinvio (da secondo, su teleguida del Livio che se l'era spippato poco prima).  Il problema è che i prossimi quattro tiri toccano a me, ma avrei bisogno almeno di mezzora di riposo e le giornate corte di fine Novembre non aiutano, così Livio riparte per un altro tiro con quella del "al prossimo parti tu". Il problema è che quando arrivo in sosta di L5, i braccini non se la sentono di collaborare e la situazione si ripropone identica a prima (maledetto mese di moonboard!)... morale: sarà il buon vecchio Livio a portare fuori la cordata, tirandosela fino in cima, dove lo raggiungo goffamente nella penombra...grande man sei stato un duro! 
22 Novembre 2023

Invernale alla Mala Mojstrovka – Ferrata Hanza

Bella incursione nell'estremo Est su proposta del mitico Saverio, un'enciclopedia vivente di queste zone!  Siamo nella Giulie slovene, territori che conosco poco ma che meritano di essere esplorati, per l'ambiente ma anche per la storia che racchiudono. Qui si respira aria di frontiera, infatti ci troviamo a pochi chilometri dal confine ma prima del Triglav, che segna il limite Orientale della catena montuosa principale.   La Mala Mojstrovka è la cima più facilmente raggiungibile dal Passo Vrsic, ultima della catena proveniente dal più famoso Jalovec, e nel suo versante Nord racchiude della chicche per l'alpinismo invernale, tra cui la ferrata Hanza. Se inizialmente ero un po' dubbioso, mi sono dovuto presto ricredere infatti spesso il cavo è sotto la neve e quando spunta fuori fa comodo usarlo. Le condizioni in questo inizio inverno sono tutto sommato discrete e anche dove bisogna battere traccia su neve non portante, non è drammatica. Visto il cavo spesso sommerso conviene fare qualche tiro in più del previsto. In alto, usciti dalla ferrata, proseguiamo a destra sullo spallone e poi per una simpatica goulotte di neve ripida (dove se si vuole legarsi conviene avere qualche friend), arriviamo in cima.  La discesa è rapida comoda su traccia e poi sentiero... e quasi tutta al sole, cosa da non sottovalutare dopo essere stati al freddo tutto il giorno!  Con Saverio e Stefano, giornata super!  
20 Settembre 2023

Il Nuovo che Avanza – Monte Avanza

Finalmente dopo tanto tempo, io e il Tommi riusciamo a beccarci per una bella via e decidiamo di cimentarci con l'aderenza carnica, mia nemesi per eccellenza.  La via è Il Nuovo che Avanza, che risale un pilastro della parete Sud del Monte Avanza, gruppo del Peralba. L'attacco è da una bancata erbosa sospesa e molto isolata, raggiungibile da un forcellino posto giusto davanti ai Campanili delle Genziane. È una delle prime vie della Carnia ad essere stata aperta con l'uso sistematico degli spit ma mantiene un sapore più che alpinistico visti i numerosi tratti da andare lunghi o da proteggere. La roccia è spesso ottima ma altrettante volte insidiosa perchè si frattura col rischio che la presa resti in mano e sui tiri facili non mancano i tratti instabili o un po' friabili. Lo stile è quello tipico della zona, con sequenze obbligate e per gli amanti dello spalmo in placca (cardiospalmo) su cui devo dire che non sono proprio sul pezzo, ma ogni tanto bisogna anche uscire dalla zona di comfort!  Le soste sono tutte su due fix da 10 o 8 mm, tranne quella di L3 su due chiodi e L8 su fix + spuntoncino.  Riporto alcune note sui tiri: L1: spetta al Tommi partire su un 5c che sveglia. Dopo il quarto fix, spostarsi un po' a destra e poi salire;  L2: appoggione pazzesco, sempre grande emozione questo stile... superando l'uscita sprotetta con un pendolo degno di numero da circo, evitando la scartavetrata quasi assicurata.   L3: marciotto. Prima (e forse unica) volta che sento il Tommi tirare un bestemmione, probabilmente una presa gli stava per rimanere in mano.  L4: bella scalata su liste e tacche. Uscita proteggibile in fessura; L5: povero Tommi, si sta sorbendo tutti i tiri instabili ed erbosi. Però si riscatta sul tratto finale in placca...occhio alla presa nascosta; L6: su carta il chiave, ma azzerabile e ovviamente azzero... il passo è molto duro in traverso in placca con piedi in spalmo e il nulla da tenere!  L7: vale la via. Muro grigio compatto di movimento. Spittatura allegra a metà e poi diedrino finale da proteggere.  L8: il tiro incriminato. La relazione infatti sancisce un tratto sprotetto ma proteggibile solo con chiodo a lama. Probabilmente è così, ma la sezione non è dura e conviene passare veloci, consapevoli che lo spit è ben sotto e a destra.  L9: caminazzo finale con partenza sprint in strapiombo, proteggibile. Bel tiro con solo 2 spit in 50 m, quindi dosare le protezioni. Sono 60 m se si arriva fino all'abete rosso nano dove si riesce a sostare (meglio integrare anche su roccia).  Usciamo pensando di essere nei pressi della cresta, invece non avevo letto la relazione che sono circa 20 minuti di cammino per ricongiungersi alla via comune. Cogliamo l'occasione di mangiare qualcosa per ammirare lo stupendo paesaggio a visibilità 10 m, anche se in realtà forse è stato meglio così...col sole probabilmente ci saremmo dovuti calare causa esplosione piedi. In discesa seguiamo il primo canalone attrezzata con corde fisse e in breve siamo sotto ai Campanili delle Genziane e poi al parcheggio.  Sento il Tommi entusiasta della salita e nonostante le premesse poco convincenti devo dire che anche a me ha trasmesso qualcosa! 
13 Settembre 2023

Affinità e divergenze – Calcare di qualità sulla Creta di Mimoias

Dolomiti Pesarine, deep Carnia. La parete Nord della Creta di Mimoias si presenta come una gettata di cemento armato, da tanto è compatto e solido il calcare che la forma.  Questo è un angolo di montagna sconosciuto ai più, dove si può passare una giornata al fresco e nel silenzio, accompagnati solo dal rumore della ferraglia all'imbrago, immersi nella danza verticale che queste placche sanno regalare.  Affinità e divergenze è una via sportiva che si sviluppa sul lato destro della parete: sette tiri di estrema bellezza, alla costante ricerca dell'equilibrio, su placca lavorata dall'acqua a tacche e concrezioni: la solidità della roccia ha dell'eccezionale! Il grado del tiro chiave è dato prevalentemente dalla continuità e dalla difficoltà di lettura, dove un minimo errore può precludere la possibilità di salire.  Indiscutibilmente L5 eletto il tiro della via... "Stupendo, le prese man mano si svelano una dopo l'altra!" cit.   Assieme al Dec, in una giornata di fine Estate.  
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