27 Ottobre 2018

Cascata del vallone Nord-Est del Gran Vernel

Erano circa due anni che guardavo periodicamente la webcam che punta diritto al Gran Vernel, precisamente da dopo che avevamo salito la via normale con la neve nell’Autunno 2015. Mi chiedevo se un giorno si sarebbero formate delle cascate di ghiaccio su quei due salti così evidenti andando a tracciare una linea quanto mai estetica e invitante in quel vallone dimenticato e fuori dai tracciati in voga. Il momento si presenta questo Autunno quando il ghiaccio appare ma con esso anche le nevicate che mi fanno temporeggiare. Assieme a Mirco, ormai compagno d’avventure, decido che Domenica si può provare ad andare a vedere la situazione, le nevicate previste non ci fanno paura, mal che vada ci caleremo. Così dopo una sessione di allenamento ai Serrai di Sottoguda, saliamo al Fedaia nel freddo glaciale di una notte stellata. Alla sola luce delle frontali facciamo tutto l’avvicinamento sci ai piedi ed arriviamo all’imbocco del vallone verso le 8. Rapido cambio d’assetto e iniziamo a salire verso il primo mostriciattolo ghiacciato. Il ghiaccio è marmoreo a causa del gran freddo: sicuramente sono settimane che qui la temperatura non sale sopra lo zero! Duretto per me il primo muro verticale di una decina di metri ma non ho intenzione di appendermi alla vite e quando esco fuori mi parte un urlo di gioia. Recuperato Mirco, ci scambiamo i ruoli e parte lui verso la seconda colata. Da questa ci separa solo un lungo nevaio. Restiamo in conserva e arrivati sotto al flusso ghiacciato restiamo estasiati. Mirco attacca e senza problemi supera questa placca appoggiata con muretto finale verticale, stupendo. Il tiro è bello lungo e le corde non bastano: per pochi metri non siamo in cima! Dopo la classica bollita alle mani riparto e faccio gli ultimi metri. La bufera imperversa. ma siamo felici, abbiamo […]
25 Ottobre 2018

Canale Oppel – Antelao

Si può dire quel che si vuole ma una rinuncia brucia sempre. Mi ricordo perfettamente il momento in cui l’anno scorso fui costretto a farmi calare. Le pareti scaricavano di brutto e il passaggio chiave era intasato di neve inconsistente. Ricordo che giunto alla base i compagni mi dissero che era meglio levare le tende e con un grugnito li seguii, di umore nero. Solo in seguito realizzai che la scelta era stata senz’altro quella giusta. E così quest’anno, dopo l’esperienza autunnale sull’Arnaldi/Menini con  Francesco, torno di nuovo al cospetto del Re delle Dolomiti, questa volta con l’amico Nicola. Come sempre le incognite ci sono ma il salto iniziale pare sia statocopertodalle recenti slavine legate alle nevicate tardive e lo zero termico è bassino, almeno nella prima mattinata: rigelo assicurato! Siamo costretti a partire a mezzanotte e mezza da quota 1200m ca. perché la macchina non ne vuole sapere di superare il ripido sterrato che porta al Rif. Scotter. Camminiamo a passo cadenzato, lentissimi per conservare le energie, nella notte più cupa. Senza accorgercene siamo al Galassi, freschi come due rose. Breve sosta e poi fuori in direzione Ghiacciaio Inferiore. Qui la neve ci fa dannare alternando punti ben rigelati ad altri marci. Siamo dubbiosi ma proseguiamo. Arriviamo senza problemi di orientamento al conoide d’attacco dove spegniamo le frontali, ci leghiamo e partiamo in conserva lunga. Appena entriamo fra le grandi pareti del Re, la neve di colpo muta e si fa marmorea: una goduria ad ogni passo. Ci teniamo al centro del canale dove si è formato un solco dovuto allo scorrimento del pulviscolo di neve. Arrivo sotto al primo saltino, in una specie di antro, dove decido che è meglio legarsi così aspetto Nicola e poi parto. Corpo e testa girano bene, cosa fondamentale vista la ritirata dell’anno […]
21 Ottobre 2018

Magic couloir – Cima Mosca

Sono passati pochi giorni dalla salita alla Via della Nicchia sul Cimon di Palantina e le condizioni sono ancora buone in giro, anche se il meteo sta velocemente cambiando. Sfruttando una delle ultime occasioni decido di salire questa bella perla incastonata fra le rocce e il ghiaccio del versante Nord di Cima Mosca, in Piccole Dolomiti. Mi trovo con Gino al parcheggio del rifugio Campogrosso, dove ho dormito in auto. L’avvicinamento scorre veloce e presto siamo all’attacco della via che si presenta in condizioni a dir poco promettenti! Il ghiaccio è abbondante e proteggibile a viti corte e talvolta anche medie. Le soste sono da integrare o proprio da allestire: utili friend e dadi. La prima parte della via si svolge sul fondo del diedro che caratterizza quest’angolo nascosto della montagna per poi spostarsi in piena parete con un traverso fino ad agguantare un canalino che permette di uscire su un nevaio ripido. Segue una parte meno inclinata e mugosa oltre la quale si ha un ultimo tiro più ripido fino in cima. Usciamo in mezzo alla bufera col vento che a raffiche ci sbilancia. Una stretta di mano e scendiamo subito verso valle. Via stupenda, colta nelle sue condizioni migliori e per questo godibile col giusto pepe.
18 Ottobre 2018

Via della Nicchia con variante Ritorno al Futuro – Cimon di Palantina

Riporto le parole che avevo scritto pochi giorni dopo aver ripetuto la via. << Ci sono esperienze che sono difficili da raccontare, sembra quasi impossibile esprimere la bellezza di certe opere che la natura riesce a creare. Forse un modo per ringraziarla e creare un legame è addentrarsi in questi luoghi separati dalla realtà e provare a salire queste fantastiche architetture effimere. Il passato ha molto da insegnarci ma quanto è bello inventare e continuare a dar sfogo alla fantasia! E questo fatto permette anche di creare un legame con tutto ciò che ci ha preceduto, con le nostre origini, con quello che siamo >>
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