5 Aprile 2019

Diedro Martini – Cima alle Coste

Il diedro più classico della Valle del Sarca assieme a quello della Cesare Levis (Diedro Manolo). Non propongo una relazione dettagliata poichè in rete già se ne trovano ma scrivo alcune impressioni sulla salita. L’impegno è concentrato nella parte alta mentre la parte bassa risulta un po’ anonima anche se contribuisce a rendere piena la giornata. La roccia non è delle migliori con qualche tratto marcio ma soprattutto unto. Senza dubbio il tiro chiave è quello del primo diedro giallo dove un passo su un tettino va affrontato con decisione ed è VI pieno ma il più bello a mio parere è il penultimo tiro che inizia con una lama gialla staccata per poi proseguire in fessura entusiasmante. Bella via da fare una volta nella vita con la consapevolezza tuttavia che a livello di arrampicata c’è di molto meglio, infatti i tiri veramente meritevoli sono 3-4 su 13.    
27 Ottobre 2018

Croda da Lago – Solitaria sulla via normale

Ci sono quei sogni che restano sopiti a lungo ma che quando ti si risvegliano dentr, hanno bisogno di esplodere e il passo successivo è solamente quello di materializzarli. Salire la Croda da Lago da solo è stato per me uno di questi. Però lo volevo fare al momento giusto. Ormai uno dei momenti migliori per andare in montagna, se non il più bello, è l’inizio dell’Autunno: le giornate sono ancora lunghe, calde a sufficienza e si respira un’aria speciale, indescrivibile. Così mi ritrovo a percorrere il sentiero che conduce in Val Formin, costellato di larici incendiati. Anche la Rozes appare in tutto il suo splendore, brillando di luce propria. Come sempre quando sono da solo, ho la sensazione che il tempo trascorra lentamente e che la realtà circostante mi scorra sopra senza scalfirmi. Non so se sia un mio difetto o la normalità, ma faccio difficoltà a prendere totalmente coscienza di ciò che mi circonda. Per questo motivo spesso mi sforzo di fotografare o di fermarmi a osservare e a volte capita che alcuni spettacoli o immagini mi riempiano talmente che prorompo in una risata o magari accade che una lacrima mi righi le guance. Giunto sotto al diedro della via di salita decido di prepararmi con calma ma senza mai fermarmi, quasi a voler evitare di pensare. Perché alla fine l’arrampicata si tratta proprio di questo: agire senza pensare. E così inizio a salire perdendomi nei movimenti, aiutato dalla bellezza della roccia che per essere su gradi bassi, risulta veramente buona. Solo nell’ultima parte, usciti dal diedrone, tutto si fa instabile e il detrito diventa insidioso: ah amate Crollomiti! Dalla cima si ha una vista pazzesca sui Lastoi de Formin, un altopiano a dir poco lunare. E dopo la cima iniziano le doppie, comode, senza intoppi: non potevo […]
27 Ottobre 2018

Diedro Quinz-Vecellio – Pianoro dei Tocci

27 Ottobre 2018

Pilastro Priolo – Lastoi de Formin

Dopo esserci divertiti ad arrampicare su Nikibi, ci raggiunge Nicola che ormai il Sole sta tramontando e la cena è servita. Di fronte a noi, la via che saliremo è l’ultima cosa che vediamo prima di dormire. Ci svegliamo a distanza di mezzora, in modo che la cordata dei Laza brothers possa partire indisturbata. Quando attacchiamo anche noi, ci rendiamo conto che è veramente uno spettacolo: la roccia è atomica e i tiri quanto mai vari rendono la salita movimentata. Fra camini, placche e diedri proseguiamo verso l’alto, al fresco della parete Ovest. Bella sorpresa quando girato l’angolo, al settimo tiro, compaiono all’improvviso i gialli, veramente inaspettati! Poi per uno spigolo bello aereo arriviamo giusto sotto al diedro finale, giallo ma solido. Le difficoltà crescono ma basta giocare di piedi e le braccia quasi non si affaticano. In uscita ci aspettano i fratelli Laza e stiamo almeno un’oretta a goderci la pausa. Loro poi scendono a doppie lungo la parete Ovest, Nicola ed io invece decidiamo per il sentiero che attraversa Mondeval: lunghetto, ma perfetto per chiudere in bellezza. Gran giornata su una super via, in super compagnia!
17 Ottobre 2018

Massarotto-Mason – I Torre del Camp

A più di un anno di distanza mi capita di ripensare con un po’ di nostalgia a questa bella salita sulla I Torre del Camp. Quella sulla Massarotto-Mason, che in realtà sarebbe chiamata “17 Luglio 1950”, è stata una giornata particolare: forse perchè in zone nuove, con panorami diversi dai soliti, forse perchè le Torri del Camp hanno quel fascino proprio dei luoghi solari ma un po’ abbandonati e forse perchè semplicemente la via era proprio bella. Dopo i primi tre tiri sulla variante De Nardin – Decima, che definirei “strani”, ci siamo ricollegati alla Massarotto-Mason in piena parete Sud-Ovest. Una partenza rognosa mi aveva fatto desistere ma Laza era riuscito a passare. Il calcare grigio e compatto di queste placche articolate aveva poi entusiasmato l’animo ma il momento più bello era stato ritrovarsi sotto al diedro nascosto del nono tiro sapendo di doverlo salire. Poi chiusura col botto sull’ultimo tiro con le difficoltà maggiori della via. Peccato non essere riusciti a salire fino in cima a causa di grossi temporali che stazionavano tutto attorno ma la soddisfazione è stata comunque grande per aver portato a casa una bella via
15 Ottobre 2018

Via della Tridentina – Tofana di Rozes

Che grande emozione percorrere una via aperta dal grande Bonatti, l’unica in Dolomiti. C’è chi mi diceva non meritasse troppo per via della discontinuità: a me sinceramente è piaciuta! E’ vero, la difficoltà media si aggira intorno al IV-IV+ però i due tiri più difficili meritano senza dubbio di essere percorsi e l’ingegno nel superare gli strapiombi gialli è veramente ammirevole! Un bel viaggio su una parete solare che sa regalare una giornata di croda da ricordare. Anche la discesa per una lunga cengia che fascia la Tofana di Rozes è qualcosa di spettacolare, soprattutto se come noi, fatta alle luci del medio e tardo pomeriggio.  
×