13 Settembre 2021

Venere e Cleopatra – Due bellissime multipitch sul calcare carnico

Venere e Cleopatra sono due vie sportive, chiodate dalla cordata Solero Rossi e Cristian Mauro, rispettivamente sulla solare parete Sud-Est di Torre Peralba e sull'ombrosa parete Ovest del Torrione Spinotti, gruppo del Cogliàns. A distanza di una settimana io e Maria decidiamo di andare a ripeterle, per goderci l'arrampicata sul calcare carnico senza troppi patemi, essendo le due vie ben protette (S1). . Gli stili sono tuttavia molto diversi e ne sono venute fuori due bellissime giornate, in luoghi che, a torto, ho sempre frequentato poco.
23 Agosto 2021

Mamma e Papà – Ra Gusela

Via bellissima e varia, su bella roccia. Nonostante la presenza degli spit mantiene un carattere alpinistico, sia per la distanza delle protezioni che si allungano nella seconda parte della via, sia per lo stile dei tiri, spesso in diedro e fessura, anche se non mancano le placche e nel finale pure un camino. Dopo la grandinata notturna al Passo Giau quasi tutto è perduto, infatti smette di piovere solo alle 7 30, tuttavia un rapido sguardo alla parete Sud-Est della Ra Gusela ci fa capire che non troveremo la roccia bagnata: il miracolo della dolomia! Avvicinamento veloce e in breve siamo già sul primo tiro, su bel diedro grigio e giallo. Utile friend verde o rosso per integrare il passo in fessura. Il tiro chiave è il terzo, dove il grado c'è, però la spittatura millimetrica permette di andare totalmente senza patemi. La via prosegue in diedro e fessura. Sul quinto tiro sbaglio e mi tengo sugli spit in placca, così traverso a sinistra per ritornare sulla via giusta dove la sosta è da cercare perchè un po' nascosta (tiro corto). Qui la via non segue il canale ma rimonta il suo spigolo di sinistra. Attenzione sul sesto tiro alla rimonta del primo strapiombino, la roccia non è ottimale e le caviglie un po' a rischio, così come sul settimo tiro sui primi due spit della placca, dove se una scaglia resta in mano ci si spiaccica sul basamento inclinato. Usciti sul grande ballatoio ci si può calare spostandosi verso destra e visto il meteo potremmo anche optare per questa idea, però decidiamo di proseguire. L'ottavo tiro sul giallo è molto bello, di movimento e con un tratto più impegnativo verso la fine. Infine con un camino umido usciamo sull'anticima, concatenando l'ultimo breve e facile tiro. Si sosta su uno spit. Ci sleghiamo e proseguiamo per la cima tenendoci a destra della crestina (forse sarebbe meglio stare sul filo) e con un ultimo passo saliamo in vetta. Tempo di mangiare una barretta e bere un sorso di sali ed inizia a piovere, così veloci iniziamo a scendere...visti i presupposti giornata più che regalata! Super Maria che ha scalato tutto in libera tranne il chiave, pensando fosse 6b, scoprendo solo poi che il grado era almeno uno e mezzo in più.
26 Aprile 2021

Il Re…Spiro delle Streghe – Monte Pubel

Bellissima giornata con Maria, su questa solare parete dove negli ultimi anni sono nate una moltitudine di vie nuove. La via segue una bella linea che si snoda tra gli strapiombi cercando sempre i punti di maggior debolezza con vari traversi. La roccia non è quella della Valle dell'Adige o della vicina Cismon, tuttavia è abbastanza ripulita anche se bisogna spesso prestare attenzione ad interi pilastrini pericolanti; non mancano tuttavia bei tratti di roccia solida. Il passo chiave del secondo tiro è un po' da capire ma la difficoltà a mio parere è forse un sovrastimata. La spittatura è comunque ravvicinata da permettere sempre l'A0 e le soste sono tutte a spit, anche se chiodate spesso male (spit lontani e posizionati in punti scomodi).
21 Aprile 2021

Magia d’Autunno – Parete del volo dell’aquila

Ritorno alle vie su roccia con questa chicca alla Parete del volo dell'aquila, nel Canale del Brenta. La firma è di Leardi, Ferronato e Rebeschini nel 1986, la richiodatura del 2012 è invece ad opera di Beppe Ballico e Niccolò Antonello, con la variante in alto su La Gelateria di Puppi, che seguiamo. L'avvicinamento non è lungo e neppure da ravanare, la via è molto bella con roccia super, però conta pochissime ripetizioni, praticamente è dimenticata! Sul primo tiro seguiamo l'originale, un bel diedro grigio di roccia solida che scalda bene. Poi si inizia a obliquare a destra: la roccia tocca il suo massimo nel secondo e terzo tiro su placche di roccia gialla a gocce e lavorata dall'acqua, uno spettacolo unico! Al quarto tiro si traversa decisamente a destra per salire solo nel finale ad una cengetta. Seguono poi i due tiri della variante "Gelateria di Puppi", il primo con un passo in tetto molto duro (7a+/b?) ma azzerabile (con qualche allungo!), il secondo di dita ma più facile (6c+, azzerabile). La spittatura è intelligente e obbliga a scalare, tranne nei tratti più impegnativi (due nel quinto tiro e uno del sesto). Il traverso è azzerabile allungandosi un po', cosa utile soprattutto in partenza visto il lichene abbondante, ma dei passi restano obbligati, soprattutto sul finale. Le soste sono tutte a spit con catena e anello di calata per cui la discesa risulta comoda con tre doppie, l'ultima da 55 m abbondanti e nel vuoto (corde da 60 m!). A comando alternato con l'amico Nicola.
4 Novembre 2020

Giovanni Segantini – Colodri

“Abbiamo preso le bastonate…quelle che ti fanno crescere” cit. La Giovanni Segantini è semplicemente un capolavoro che solca la parete assolata del Colodri. La parete strapiomba per lunghi tratti, il grado è severo e la spittatura non regala nulla: bisogna scalare! Con l’amico Nicola in una giornata di fine Ottobre. La strada è lunga…allenarsi, allenarsi e ancora allenarsi!
23 Ottobre 2020

Tovaric – Pilastro dei Barbari

Bella giornata con Laza, Nicola e Marina sul Pilastro dei Barbari, in Val Brenta, sulla iper-classica Tovaric. Un tempo forse più frequentata, ormai sempre meno come testimonia l’assenza di firme da Febbraio. Bellissima via su roccia a tratti super, in altri ben ripulita. Placche, strapiombini, fessure: nessun tiro banale, neppure i 6a, soprattutto quando ti ritrovi di fronte 20-30 buchi e non sai quale sia quello tenibile. Sono sincero, l’avevo sottovalutata…cosa da non fare mai, soprattutto in Val Brenta! Decidiamo per l’avvicinamento dall’alto dal bel paesino di Valgoda, così usciti dalla via in breve saremo di nuovo alla macchina, senza dover tornare giù a Costa. Perfetta la relazione reperibile su Monti Alpago. Val Brenta: sempre grandi emozioni!    
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