6 Luglio 2022

Diedro Nanchez – Caporal

Secondo modulo di formazione del corso guide, siamo due giorni a scalare sulle (e nelle) fessure della Valle dell'Orco. Caso vuole che finiamo sul Nanchez al Caporal, salita che da tempo sia io che Livio vorremmo ripetere! Il Diedro Nanchez si sviluppa per poco meno di 200 m sulla parete Sud del Caporal, seguendo una linea logica ed evidente. La via è fisica ed atletica, dove alla tecnica del dulfer si combina anche una giusta dose di incastro. La proteggibilità è sempre buona (R2) e le soste sono tutte a spit, tranne l'ultima su albero. Le relazioni abbondano, anche sul webbe, quindi mi limito a qualche considerazione. Avvicinamento dal camping Sergent consigliato, anche perchè l'ingresso dalla galleria è stato sbarrato. Si scende oltre i primi tornanti e al buco della galleria si prende una sterrata che sale verso le pareti, seguire gli ometti. Arrivati sotto parete si segue a sinistra fin sotto la via che attacca con un passo strapiombante. Sul primo tiro si segue il diedro e sul finale uno spit invita ad aggirare uno spigolo, poco oltre il quale si trova la sosta. Il secondo tiro segue il diedrone principale, non farsi trarre in inganno dalla variante di sinistra. Il quinto tiro è quello dove occorre incastrare maggiormente, prima in larga fessura e poi di mano sul tratto finale. Il sesto tiro d'uscita è di difficile impostazione...forse con un po' di calma. Con quattro doppie si torna alla base: S6-S4-S3-S1-terra, rinviando qualche spit sulla penultima.
13 Giugno 2022

Non ti fidar di me se il cuor ti manca – Cima Gianni Costantini

Devo dire che quando esci del bosco e te la ritrovi davanti, Cima Gianni Costantini fa il suo bell'effetto. Assomiglia un po' alla Rocchetta Alta di Bosconero. Hai questa muraglia di 600 m che si innalza praticamente in verticale a macchie gialle e nere, severa ma estetica. "Non ti fidar di me se il cuor ti manca " è una stupenda intuizione del Mass, che su questa parete ha saputo tracciare una linea impegnativa con pochi chiodi, dove anche sul duro prevale la purezza dell'arrampicata e del gesto. Io credo che una via di arrampicata possa essere considerata un'opera d'arte e come ogni forma d'arte, serve anche ad essere ricordati in eterno... almeno fintanto che le montagne resteranno in piedi!
5 Giugno 2022

Paolo VI – Tofana di Rozes

"E poi c'è la Paolo VI..." cit. La ricerca del giallo Dolomitico non poteva prescindere da questa salita iconica, sulla parete più bella della conca Ampezzana. La cosa sorprendente della Paolo VI è che si presta molto ad essere scalata, regalando una serie di tiri da falesia in un susseguirsi di movimenti eleganti e logici. Sicuramente gli spit alle soste e sui passaggi aiutano e ad essere sinceri, non li ho disdegnati. Per contro, forse ne è stato fatto un po' un abuso, specie in alcuni tratti non difficili. Ringrazio il Nic per avermi incitato con il sound giusto al momento giusto, senza quello probabilmente non sarei passato! Buon gioco di squadra e mega giornata con Nicola e Marco...peccato non aver tirato gli ultimi due tiri, forse quelli di maggior soddisfazione!
23 Maggio 2022

Gelbe Mauer – Cima Piccola di Lavaredo

Quale modo migliore di inaugurare la stagione se non sui gialli in Lavaredo? La scelta ricade sulla famosa Gelbe Mauer, nota anche come Muro Giallo, all'anagrafe "Perlen vor die säue", che tradotto significa "Perle ai porci". Un po' un casino insomma. Sta di fatto che siamo andati a tirare tacche. Questa è una via sportiva aperta nel '96 da Glowacz e Albert che rappresenta una sorta di riferimento in Dolomiti per la bellezza, rispetto alle difficoltà che presenta. Nonostante la scarsità di neve, la strada a pedaggio è ancora chiusa, perciò saliamo dal Lago Antorno e in circa 1 oretta e mezza siamo all'attacco, giusto quando il primo sole colpisce la parete. Fin dal primo tiro continuità e un giusto mix tra fisicità e tecnica la fanno da padrone. Le prese smagnesate aiutano, anche a fidarsi di tirare quello che mai altrimenti si tirerebbe, aiutati anche da una spittatura "intelligente" (S2) che mantiene un obbligato consono al grado massimo, senza rendere il possibile volo seriamente pericoloso. Riporto la mia opinione sui tiri, consapevole che si discosta abbastanza dalla valutazione originale: 1- Primi spit da affrontare con convinzione, poi continuità, 7a. 2- Grado sul finale, 7a. 3- Su dritti e poi decisamente a destra, 6c. 4- Tettino relativamente facile, poi strapiombo di gran continuità con alcuni passi più duri, 7a+. 5- Partenza e successivo traversino a destra delicati, 7a. 6 - Passo duro aggirabile a destra saltando una rinviata, 6c+. 7 - Su carta sgrada ma la ghisa monta, 7a/+. 8 - Su dritti mirando al tetto, un passo decisamente duro, poi gestione della ghisa, 6c+. 9 - Tetto violento su buone prese, 7a. Da qui decidiamo di non proseguire per gli ultimi due tiri, optando per la discesa in doppia (passare qualche rinvio!), infinitamente più comoda rispetto alla normale, dove peraltro nel frattempo è avvenuto un grave incidente, con annesso recupero in elicottero: meglio evitare! In meno di un'ora siamo alla base, uno sguardo al Muro Giallo sopra di noi: che spettacolo! Sgancio un cinque a Stefano e poi filiamo giù verso la birra!
6 Maggio 2022

Fitzcarraldo – Scogliera del Pal Piccolo

Di nuovo nell'amata Carnia, per salire la bella Fitzcarraldo, sulla Scogliera del Pal Piccolo. Sono con Maria che gioca in casa e si butta su questa via che risulta mai banale, pur essendo breve e nel complesso non impegnativa. Per la relazione rimando alla guida in calce, mi limito a qualche nota: sul primo tiro ci teniamo sulla linea di destra a resinati, dove la scalata è piacevole. Il secondo tiro ha un passo aleatorio in spalmo da fare con convinzione. Il terzo tiro è più fisico con un traverso a destra non facile, dove bisogna muoversi perfettamente coi piedi. Sul quarto tiro abbiamo seguito la variante a sinistra, facile ma bella, dove almeno qualche presa c'è! Poi segue una placca appoggiata a buchi e piedi in spalmo. L'ultimo tiro invece è in fessura fisica, ci è parso più 6a che 5c! Gli spit sono nuovi, le soste senza catena. Non indispensabile, ma qualche friend entra, noi avevamo #0.3-1 e li abbiamo usati. La discesa avviene comodamente in doppia, saltando qualche sosta.
4 Maggio 2022

Marche Rocktrip pt. 2 – Le Rocche e la Balza della Penna

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