30 Agosto 2021

Messner-Frisch (Grande Muro) – Sass dla Crusc

Col Frenz su questa via storica, varia e bellissima. La parete Ovest del Sass dla Crusc è na ghiacciaia, quindi meglio scegliere giornate calde e comunque finchè non batte il sole si starà in piumino. L'avvicinamento è sempre simpatico e lo rifaccio volentieri, due anni fa col Cippo per salire il Mayerl, questa volta invece stiamo più a destra. Davanti a noi una cordata di tre Liguri ci apre la via, così non dovremo mai guardare la relazione, cosa che comunque non avremmo fatto, la linea è veramente logica! La prima metà della via è in stile classico: si inizia in diedro, poi si sale un camino vecchio stile e si finisce per fessure. La solfa cambia dopo la cengia con un tiro in strapiombo atletico e ben chiodato che tocca a me, spaziale! Prosegue il Frenz sul famigerato traverso che si porta fuori egregiamente, il passo finale è parecchio delicato! Poi proseguo io fino in cima, la roccia è molto bella e la scalata diventa esigente, a mio parere il tiro chiave è l'ultimo! Stupendo uscire sull'altopiano. Il Frenz ha fretta e vuole prendere la funivia, così scappa. Io me la prenderò comoda, godendomi il sole pomeridiano. Doccetta rigenerante in parcheggio e via verso l'obiettivo del giorno seguente, la Messner alla II Torre del Sella.
23 Agosto 2021

Bianchi-Urban – Campanile di San Marco

Girare col Dep è una garanzia di divertimento, vuoi per quello che si fa, ma anche per come lo si fa. Entrambi cerchiamo due giorni di solitudine, fuori dal frastuono della massa che invade la montagna, così la scelta ricade automaticamente sulle Marmarole. E' il Dep che mi tira fuori questa via-viaggio sul Campanile di San Marco e accetto ben volentieri, anche perchè è da quella volta in Inverno con Nicola su Per Aspera ad Astra che è rimasto il desiderio di arrivare fino alla cima. Salita serale spaccagambe al Musatti e serata catartica. Sveglia delle migliori e attacchiamo sulle 9 scarse, baciati dal sole...neanca mal! Non sto qui a relazionare i tiri anche perchè onestamente non li ricordo tutti, inoltre il percorso non obbligato, lascia ampia libertà di manovra. La roccia è mediamente molto buona, spesso ottima ma in certi punti bisogna prestare attenzione! Così tanti chiodi penso di non averli mai battuti lungo una via (almeno 7-8 di cui uno di passaggio) e ammetto che nel tiro di IV in placca le scarpette mi avrebbero fatto comodo ma le avevo lasciate volontariamente alla macchina. Procediamo sempre a tiri anche se sarebbe possibile un po' di conserva nella parte centrale. La via è sinuosa e si attorciglia sulla montagna, risolvendo l'enigma di alcune placche difficili, aggirando per cengia in versante Est per poi agguantare uno spigolo provvidenziale che permette di continuare a salire rimanendo su difficoltà classiche. In alto il camino di IV non è proprio banale ma bisogna continuare a salire, un po' a intuito. Probabilmente siamo fuori relazione ma trovo un chiodo che da sicurezza e via ancora in alto per questo spigolo infinito, che solo in alto si fa vero spigolo, affilato ed esposto. Arriviamo in cima con la luce del pomeriggio e le nuvole che turbinano nel cielo, il suono della campana si perde nell'aria, assorbito dal vuoto che ci circonda. Non abbiamo molto tempo e la discesa impensierisce, così iniziamo a perdere quota e con svariate doppie mettiamo piede sul grande nevaio del Meduce di Fuori. Un'altra notte al Musatti non ce la toglierà nessuno.
23 Agosto 2021

Mamma e Papà – Ra Gusela

Via bellissima e varia, su bella roccia. Nonostante la presenza degli spit mantiene un carattere alpinistico, sia per la distanza delle protezioni che si allungano nella seconda parte della via, sia per lo stile dei tiri, spesso in diedro e fessura, anche se non mancano le placche e nel finale pure un camino. Dopo la grandinata notturna al Passo Giau quasi tutto è perduto, infatti smette di piovere solo alle 7 30, tuttavia un rapido sguardo alla parete Sud-Est della Ra Gusela ci fa capire che non troveremo la roccia bagnata: il miracolo della dolomia! Avvicinamento veloce e in breve siamo già sul primo tiro, su bel diedro grigio e giallo. Utile friend verde o rosso per integrare il passo in fessura. Il tiro chiave è il terzo, dove il grado c'è, però la spittatura millimetrica permette di andare totalmente senza patemi. La via prosegue in diedro e fessura. Sul quinto tiro sbaglio e mi tengo sugli spit in placca, così traverso a sinistra per ritornare sulla via giusta dove la sosta è da cercare perchè un po' nascosta (tiro corto). Qui la via non segue il canale ma rimonta il suo spigolo di sinistra. Attenzione sul sesto tiro alla rimonta del primo strapiombino, la roccia non è ottimale e le caviglie un po' a rischio, così come sul settimo tiro sui primi due spit della placca, dove se una scaglia resta in mano ci si spiaccica sul basamento inclinato. Usciti sul grande ballatoio ci si può calare spostandosi verso destra e visto il meteo potremmo anche optare per questa idea, però decidiamo di proseguire. L'ottavo tiro sul giallo è molto bello, di movimento e con un tratto più impegnativo verso la fine. Infine con un camino umido usciamo sull'anticima, concatenando l'ultimo breve e facile tiro. Si sosta su uno spit. Ci sleghiamo e proseguiamo per la cima tenendoci a destra della crestina (forse sarebbe meglio stare sul filo) e con un ultimo passo saliamo in vetta. Tempo di mangiare una barretta e bere un sorso di sali ed inizia a piovere, così veloci iniziamo a scendere...visti i presupposti giornata più che regalata! Super Maria che ha scalato tutto in libera tranne il chiave, pensando fosse 6b, scoprendo solo poi che il grado era almeno uno e mezzo in più.
26 Luglio 2021

Raffaele Conedera – I Torre del Camp

Finalmente sulla Raffaele Conedera, via a lungo sognata, sulle orme del Mass. La via sale sulla silenziosa ed appartata parete Ovest della I Torre del Camp, con un tracciato che ricerca il facile nel difficile individuando una linea che si fa chiara man mano che si sale. La fama di via poco protetta è solo parzialmente vera, infatti qualcosa si trova, soprattutto sul tiro chiave dove ho messo 12 rinvii su 55 m, neanche male! Inoltre le soste ci sono tutte, probabilmente grazie alle ripetizioni degli ultimi anni. Neanche da dire, la roccia è spaziale, sembra studiata per essere scalata e così la salita si fa danza... Con Niccolò, tra una cazzata e l'altra, a comando alternato.
26 Luglio 2021

L’Nein – Meisules dala Biesces

Con Luca su questa bellissima via aperta da Rabanser e Malsiner nel 1986 sulla parete Ovest delle Meisules. L'avvicinamento irrisorio e la possibilità di calarsi in doppia, rendono la via adatta alle giornate di tempo incerto. Se il tempo è un po' meno incerto si può tranquillamente proseguire fino in cima, ne vale la pena, si sbuca su dei bellissimi prati, poi si dovrà scendere a piedi, ma una passeggiata fa sempre bene. La roccia lungo la via è molto bella anche se bisogna prestare attenzione a qualche scaglia sui primi tiri: qui infatti l'arrampicata si svolge lungo le linee di debolezza della parete, con molte lame verticali. La situazione cambia sui tiri alti, prima con un diedro di roccia compatta bellissimo e poi con tre tiri su placca a buchi, degna della Vallaccia. Il tiro chiave richiede calma e un po' di capacità di lettura, visto che i chiodi sono distanziati e non è possibile integrare in maniera efficace nella parte alta del tiro. Le soste sono tutte su resinato+chiodo oppure resinato con anello di calata. Pochi i chiodi in via, a volte migliorati e cementati. Noi con una serie di friend #0.2-3 ce la siamo cavata bene, chiodi e nut inutili.
20 Luglio 2021

Guerrino Di Marco – Cavallo di Pontebba

Linea logica e roccia bellissima si coniugano in questa stupenda via di stampo classico, mai veramente difficile e mai scontata, anche se spesso il grado è un pelino stretto! Le soste sono tutte a spit (discutibile, ma alla fine fan comodo e le ho usate) ma la chiodatura lungo i tiri è parca; se poi ci aggiungiamo il bagnato sui primi due tiri, ne è venuta fuori una bella avventura, condita anche da un po' di pioggia a metà salita. Il tiro chiave è indubbiamente l'ottavo ed è qualcosa di unico: una serie di fessure ben proteggibili, prima in diedro e poi in parete con i piedi in spalmo, stupendo! Anche il secondo tiro in diedro non è scontato, presentando un tratto parecchio sostenuto . La via sostanzialmente termina al decimo tiro, poi con un traverso in cengia di una cinquantina di metri si esce sullo spallone del Cavallo di Pontebba da cui noi abbiamo proseguito fino alla cima. Chissà perchè gli apritori hanno preferito l'uscita in cengia e non hanno invece proseguito direttamente fino in cima, visto che le linee di debolezza non mancano. Super giornata con Maria in gran forma, a vedere posti nuovi, che fa sempre bene!
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