8 Giugno 2020

Via del Babo + Capitani Coraggiosi – Monte Cimo

Siamo là che arranchiamo sudati su per il sentiero del Sass de Mesdì. Calura e zecche. “Ma non davano nuvoloso?”, “Però effettivamente non sarebbe più stagione…”, “Ma sì dai che in parete tira vento!”. Parte Niccolò, perchè stando ai suoi calcoli dovrebbe evitare i tiri più impegnativi. Prima lunghezza del Babo, un 6a da antologia su placca a gocce, facile e godibile. Effettivamente in parete è ventilato e si scala pure bene anche se le scarpette surriscaldate rischiano di tagliarsi sulla roccia abrasiva. Secondo tiro che prosegue sulla stessa falsariga, per poi salire un piccolo diedro giallo, stando sempre sul 6a al massimo. Sostiamo prima del diedro duro, rientrando a destra su Capitani Coraggiosi, sulla quale proseguiremo. Segue un tiro non banale in diedro con due strapiombini delicati sul 6b+.  Niccolò inizia a manifestare un leggero dissenso, intuendo già in anticipo che, rispettando i turni siffatti, pure il traverso di 6c toccherà a lui. Per me è una di quelle giornate in cui ti ritrovi a salire una via sportiva senza neanche una relazione, un tiro vale l’altro, basta scalare. Il quarto tiro è in diedro, non difficile ma da impostare bene (6a+). Sul finale sto 2 m a sx degli spit e mi incasino sul difficile…vabbè! Il traverso effettivamente ha tacchette piccoline, però la spittatura è veramente ravvicinata, quindi Nic osa e stampa la libera, sono soddisfazioni! L’ultimo tiro è diverso dal resto, su prese svasate e qualche tacca (5c). C’è la possibilità di calarsi ma decidiamo di uscire e spostarci a sinistra per scendere in doppia sulla parete di Desiderio Sofferto, dove in mezzora siamo alla base. Nic, forse sotto la morsa della fame, mi fa notare che le colate di calcare dei tetti sembrano dei grandi bignè alla crema. Effettivamente… Ormai non possiamo esimerci dal salire la classica […]
2 Giugno 2020

Via dei Finanzieri – IV Pala di San Lucano

“Comunque tu intendi quella vicino alla Via della Semplicità giusto? Che non andiamo a sbagliare via, perchè ci sono due Casarotto-Radin sulla Quarta Pala”…ebbene sì ce ne sono due e ovviamente non avevamo in mente la stessa: io intendevo quella in parete Sud, lui quella in parete Sud-Est. Svelato il bug del nostro ragionamento, uno dei due avrebbe dovuto “piegarsi” al progetto dell’altro, quando mi viene in mente la soluzione di proporre una terza via: la Via dei Finanzieri! Che tra l’altro c’è da dire che come linea è anche quella che più mi piace delle tre. La via sale in piena parete Sud seguendo una linea logicissima di diedri, spesso solo accennati e fantastiche placche. La roccia è solidissima tranne nel primo dei due tiri chiave dove Stefano decide che è arrivato il momento di disgaggiare un bel blocco giallo, testando la buona tenuta del friend rosso. Chiaramente spesso si trova erba ma è una cosa che va messa in conto su queste pareti a relativamente bassa quota. Partiamo da Col di Prà alle prime luci e scovata la traccia non la abbandoniamo più, per entrare poi nel canale del Van de Pez pieno d’acqua. Da qui con due tiri di corda su erba semi-verticale, usciamo sulla destra. Insistiamo ancora nel bosco e usciamo all’attacco delle vie della parete Sud. A sinistra sale la Casarotto-Radin che segue l’evidente linea di diedri per poi passare a destra del Pizet, al centro c’è l’estetica “Attimo fuggente” di Gabriele Canu ed Ettore Alborghetti e a destra sale la Via dei Finanzieri. Manteniamo un buon ritmo e i tiri filano lisci. Anche una volta che ci sei dentro, la linea è logica e solo in pochi punti rischiamo di sbagliarci. Bellissimo il primo chiave (peccato per il marcione sul passo duro, VII?) e […]
25 Maggio 2020

Via “Decima” – Scalet delle Masenade

La “Decima” (Decima, Todesco, Brustolon e Della Santa) è una mega classica della solare parete Sud dello Scalet delle Masenade, non proprio banale ma sempre super godibile. La roccia è fantastica e ottimamente ripulita dai passaggi tanto da essere consumata in qualche punto, ma la cosa non da fastidio. Angela rimane colpita da questa via, cercando qualche progettino per la stagione estiva e me ne parla…colgo la palla al balzo e le propongo di salirla anche perchè per lei è sicuramente un banco di prova per altre salite future. Arriviamo al Duran pensando di trovare una calda giornata soleggiata di fine Maggio e invece i pinguini ci salutano…è coperto e tira vento ma per fortuna ho lasciato un pile di riserva in bagagliaio. Con calma saliamo verso la parete, intanto un timido sole cerca di uscire e scaldare, così ci fermiamo ad aspettare finchè un primo raggio colpisce la parete. E’ il momento di partire. Me la ricordavo bella ma non così tanto, soprattutto il tiro del colatoio nero in alto… qualcosa di unico! Scaliamo con calma, ci godiamo i movimenti, la roccia, l’amico Sole quando esce Anche le mani della Angela cominciando ad avere qualche piccolo graffio, come è giusto che sia. E poi una breve sosta su un terrazzino dentro al mega colatoio grigio dei tiri alti a riprendere un po’ le energie e via verso l’uscita! In discesa arriviamo al Carestiato che è un peccato scendere subito, qualcuno diceva: “vado in montagna per stare in montagna, non per tornare a casa!”… così ci fermiamo a goderci l’ultimo Sole e poi appena inizia a fare freddo ci incamminiamo. Ormai è sera e il San Sebastiano si indora e poi anche il Pelmo e l’Antelao. Quante ce ne vorrebbero di giornate così?!    
25 Maggio 2020

Spigolo Sam – II Pilastro Tofana di Rozes

L’anno scorso avevo visto delle foto spettacolari di questa via, così era finita nell’infinita wishlist…quale momento migliore se non inizio stagione vista la possibilità di calarsi comodamente in doppia! Recluto il Franz e si parte! Avvicinamento velocissimo e attacco immediato. Bel primo tiro con fessura gialla e poi placca grigia compatta che da la sveglia, anche perchè la spittatura è allegra (S2/S3), infatti consiglio di portare qualche friend, soprattutto l’1 che si piazza bene nella fessura iniziale. Poi si susseguono una serie di tiri sempre sostenuti tranne il terzo di IV/IV+, ma pure questo bello. Il tiro chiave di 6c è una bella sboulderata su un tettino dove sbaglio ad impostare la sequenza ritrovandomi a dover mettere il ginocchio per salire, che visto il grip eccezionale non si smuove di un millimetro. Il penultimo tiro è un viaggio di 40m con la sorpresa finale, unico! Dalla fine della via si può proseguire per la classica del II Spigolo fino in cima ma decidiamo di calarci vista la neve che sicuramente troveremo in discesa. Con 6 doppie comode (soste tutte con anello di calata, alcune calate accorpabili) siamo alla base. E’ sempre uno spettacolo arrampicare in Tofana!
11 Maggio 2020

Los Angeles ’84 – Spalti di Col Becchei

Gli Spalti di Col Becchei sono un’assolata bastionata rocciosa, situata nella Val di Fanes. La parete è selvaggia e sferzata dal vento, resa cocente dal Sole, tant’è che la roccia è delle migliori: calcare grigio compatto e tagliente, con un grip eccezionale, a tratti pure a gocce! Gran giornata su Los Angeles ’84, per inaugurare l’inizio della stagione alpinistica! La via è la più logica della parete, salendo lungo il grande diedro che la solca. Ingaggio Cippo che non si tira mai indietro e con noi ci saranno anche Marco e Mauro. La via è magnifica e tutta da scalare con una prima parte in diedro, poi per fessure in parete e infine un bello strapiombo ammanigliato. Per la discesa optiamo per il giro panoramico, con bel ravanage nella neve alta e completamente marcia ma alla fine arriveremo alle auto belli contenti. La via è alpinistica, le soste e i chiodi trovati sono sempre ottimi, utile integrare con friend medio-grandi.  
20 Aprile 2020

Turlon e Pale Candele – Un viaggio nell’Oltrepiave remoto

“…pensavo che solo io e te le abbiamo concatenate in solitaria… C’hai mai pensato??” A prescindere dalla verità o meno di queste parole (e sinceramente chissene!), Jacopo in questa frase ha centrato un grande punto: la creatività che ci anima, ci rende anche vivi! Quella creatività che permette di vedere oltre i confini del seminato, di camminare fuori dai sentieri battuti e che ci dà lo slancio per vivere, invece che trascinarci mestamente nella nostra esistenza. La gente ha paura e pretende la sicurezza totale in qualsiasi campo, perdendo di vista il fatto che di questo passo si annullerà in nome di un ideale irrealizzabile e finirà per condurre una non-vita. Perchè fondamentalmente il problema è che la nostra società si è allontanata troppo dalla Natura. Pochi hanno l’umiltà di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Anche queste idee contribuiscono a spingere qualcuno verso la Natura, la montagna e l’alpinismo. Quando stavo percorrendo la cresta che unisce il Turlon alle Pale Candele non pensavo a queste cose ma a distanza di anni ho capito. In fondo il segreto è la semplicità.    
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