28 Gennaio 2021

Sci 18 – Freeride in Faloria

L'inverno 2021 continua a regalare emozioni nevose. Vista l'ennesima nevicata che mette al suolo una cosa come 1 metro e 20 di dama bianca, decidiamo per del sano freeride, la meta il Faloria a Cortina. Primo giro in pista per tastare la situazione, spettacolo! Poi adocchiamo un bel canalino che avevo già percorso qualche settimana fa e ci buttiamo su quello...finale tra i larici da urlo! Per finire ci giunge voce che la Sci 18 è stata aperta... fa troppa gola! Ripelliamo e ci portiamo verso le antenne a monte dello skilift dei Tondi...il resto è magia! Soprattutto l'ingresso nell'immenso pendio mediano, da fare tutto d'un fiato. Poi sempre più giù fino alla statale a valle di Cortina dove un passaggio provvidenziale di Maria e Laza ci riporta a Rio Gere. Giornata super!
15 Gennaio 2021

Scialpinismo in Cadore Vol. I

Giornate intense di scialpinismo e freeride nel Cadore che più amo. Le belle nevicate, l'assenza di vento e il freddo hanno permesso di trovare polvere a 1200 m ad una settimana dall'ultima nevicata...pura magia!
24 Dicembre 2020

Cugi’s Corner – Cimon di Palantina

Di nuovo in Alpago, sempre sul Cimon di Palantina, questa volta su Cugi's Corner,"l'angolo dei cugini", la via che Barry ha aperto nel 2011 proprio assieme a suo cugino Simone. Ormai i social fanno miracoli: Domenica sera io e Stefano vediamo qualche foto di un Cimon di Palantina in gran forma, condizioni da libidine, così ci sentiamo e presto fatta ci organizziamo per andare a ficcarci il naso, non prima di aver sentito il Barry che mi fornisce qualche preziosa dritta.

Sfortunatamente il rialzo termico dovuto all'inversione, unito all'umidità e al cielo coperto, hanno deteriorato rapidamente le condizioni del ghiaccio e della neve ma la salita è ancora fattibile con discreto margine così ci troviamo carichi sotto alla colata basale. Inizialmente mi tengo centrale ma il ghiaccio marcio non mi da sicurezza, così su consiglio di Stefano mi sposto a destra a cavallo fra l'erba e il ghiaccio. Bisogna usare delicatezza, gli agganci aiutano, bella sveglia! Accorpo il secondo tiro in diedro-goulotte stupendo fino in sosta (65 m). Trovo un chiodo lama spaziale che rinforzo con friend piccolo.

Tocca a Stefano che si pappa in scioltezza il boulder per uscire dalla grottina e poi rapido su fino in sosta su chiodo e masso incastrato (55m). Bel tiro, non banale, soprattutto l'uscita dalla grottina. Riparto sul tiro più facile della via, reso insidioso dalla neve che sta iniziando a mollare un po'. Friend rosso nella fessura a destra e poi su senza possibilità di protezione. Provo a mettere un hook ma non li so piazzare e sembra più che altro un pro forma psicologico, terrebbe a malapena in statico. Nella nicchia metto volentieri due friend discreti e recupero Stefano però so bene che prima che riparta, la sosta va rinforzata almeno con un chiodo, infatti il tiro che segue è delicato. Battiamo un chiodo bomba e allestiamo una sosta a 3 punti a cui aggiungo anche la picca in trazione: ora si ragiona, Stefano può partire. Con estrema delicatezza traversa a sinistra a prendere la colata ghiacciata che poi segue ininterrottamente fino in sosta su un comodo masso con clessidra che rinforza con un chiodo (58m). Nel mentre, dal basso sentiamo una voce di incitamento ed è Barry che, salito con gli sci, è venuto a fare il tifo, un grande come sempre. Comunque il tiro è atomico, Stefano un killer. Un ultimo breve tiro ci porta fuori sullo spallone dove si riesce ancora a sostare comodamente su roccia. Oggi il Cimon di Palantina è "affollato": dietro di noi incalza la cordata di Luca e Ed, mentre a poche decine di metri di distanza Diego e Santi firmano la prima ripetizione di Questo Gioco...giornata memorabile! Saliamo pure in vetta e poi tramite un comodo canalino, con una doppia da 30m (cordone lasciato), torniamo all'attacco dove avevamo lasciato i pesi e poi giù velocemente verso un panino mistico. Super giornata con la macchina Stefano.
30 Novembre 2020

Mistica – Torre Innerkofler

Con Franz, su questa via che non ha bisogno di presentazioni. Davanti a noi 4 cordate, ma partendo tardi (8 30 dalla macchina) evitiamo il tappo e scaliamo tranquilli,anche se lo spindrift è bello insistente. Il primo muro di ghiaccio è ben formato, con vari agganci così come la candela del tiro chiave. Poi proseguiamo in canale fino alla cima…sarebbe un peccato non salirci bella com’è! Peccato solo per l’orario tardo che consiglia di scendere. Arriviamo in forcella giusto prima del buio, poi la discesa  sarà tutta alla luce delle frontali. Le soste sono spittate con cordone e maglia rapida per cui è comodo calarsi lungo la via. Raggiunto il nevaio sotto al primo muro, conviene traversare verso il canalone e con un’ultima doppia ci si cala nei pressi della forcella.  
24 Novembre 2020

Couloir dell’H e Clean Climb – Doppietta sul Monte Nero

Due giorni in tenda sul Monte Nero per salire due vie, in totale autonomia: da quanto tempo sognavo un’invernale del genere! Bisogna dire che le invernali hanno sempre quel profumo d’avventura che d’Estate non si respira, infatti questa volta è già divertente salire al parcheggio. In teoria non dovrebbe esserci neve e invece in alcuni tratti è fondamentale prendere bene la rincorsa per passare. Sbagliamo pure strada, così rischiamo di impantanarci ma la Punto non teme nulla e riusciamo a tirarcene fuori. Montata la tenda in parcheggio ci cacciamo dentro, peccato che verso mezzanotte inizia a tirare vento forte e non la possiamo picchettare…un trasferimento in auto è obbligatorio se non vogliamo passare la notte in bianco. Con questi bei presupposti ci svegliamo alle 5 belli arzilli e per le 6 partiamo alla volta del Monte Nero. Gli zaini sono dei macigni, il morale è alto. Salendo, lasciamo i viveri e i pesi in una postazione tattica e puntiamo al Couloir dell’H sulla Nord del Monte Nero. Siamo alla base verso le 10 e subito ci accorgiamo che è un continuo spindrift e pure abbastanza forte. Dopo i primi due tiri, decidiamo per una conserva protetta viste le condizioni ottime. Quando finisco il materiale ci scambiamo. Sul finale facciamo due tiri e siamo fuori in cresta! Il Sole splende ma l’aria è gelida, siamo a 3300 m e lo zero a circa 1500 m si fa sentire! In discesa, soprattutto verso la fine, non siamo proprio in forma e accusiamo una certa pesantezza alle gambe che verrà alleviata da un aperitivo a base di salame, formaggio e taralli, conditi da una buona Ceres. Sono dell’idea che faccia bene viziarsi un po’ in queste situazioni! La serata trascorre veloce, l’imperativo è fondere neve per la cena, per il thè, per bere il […]
20 Novembre 2020

Castello di Vedorcia – Cima Principale

Ammaliante e romantico con le sue guglie slanciate, il Castello di Vedorcia si erge un po’ nascosto nel Cadin di Toro, non sta in bella vista come le cime di fronte e infatti, addentrandosi nella valle, compare solamente verso la fine. In giro non si trovano molte informazioni a riguardo, ma leggendo sul Visentini si capisce subito che qui si vivranno momenti d’alpinismo d’esplorazione, cosa ormai sempre più rara. Anni fa mi è capitato di pensare a queste salite come ad un gioco, una sorta di caccia al tesoro, dove il tesoro può essere rappresentato dalla vetta o più spesso da uno scorcio o un passaggio inaspettato che ti apre la prospettiva e ti sorprende. Sta di fatto che questa volta siamo in macchina che saliamo lungo la strada del Padova e ancora non sappiamo con precisione che cima salire. L’idea iniziale era per la Pala Grande, altra bella croda selvaggia, ma la neve che si vede sotto forcella Cadin ci fa desistere. Per Angela è la prima volta su questi terreni ma la conosco e sento di darle fiducia, così decido per il misterioso Castello di Vedorcia: non ce ne pentiremo! Partiamo dalla radura del Padova con un bel freddino, il Sole di Novembre è ormai basso e non arriva a scaldare il fondo della valle, soprattutto nel Cadin di Toro, dove tutto è fermo e congelato. Però più su, in alto, le crode risplendono e noi ne siamo attratti…peccato che man mano che saliamo, il Sole giri con noi, spostando il tepore sempre più in là e facendoci restare sempre al freddo! Ma poco male, muovendoci ci scaldiamo. Abbiamo con noi la relazione del Visentini che, se ben interpretata, suggerisce di seguire l’ampio cengione mugoso da sinistra a destra, fino al primo cambio di direzione. Fin qui di […]
×