26 Luglio 2021

Raffaele Conedera – I Torre del Camp

Finalmente sulla Raffaele Conedera, via a lungo sognata, sulle orme del Mass. La via sale sulla silenziosa ed appartata parete Ovest della I Torre del Camp, con un tracciato che ricerca il facile nel difficile individuando una linea che si fa chiara man mano che si sale. La fama di via poco protetta è solo parzialmente vera, infatti qualcosa si trova, soprattutto sul tiro chiave dove ho messo 12 rinvii su 55 m, neanche male! Inoltre le soste ci sono tutte, probabilmente grazie alle ripetizioni degli ultimi anni. Neanche da dire, la roccia è spaziale, sembra studiata per essere scalata e così la salita si fa danza... Con Niccolò, tra una cazzata e l'altra, a comando alternato.
26 Luglio 2021

L’Nein – Meisules dala Biesces

Con Luca su questa bellissima via aperta da Rabanser e Malsiner nel 1986 sulla parete Ovest delle Meisules. L'avvicinamento irrisorio e la possibilità di calarsi in doppia, rendono la via adatta alle giornate di tempo incerto. Se il tempo è un po' meno incerto si può tranquillamente proseguire fino in cima, ne vale la pena, si sbuca su dei bellissimi prati, poi si dovrà scendere a piedi, ma una passeggiata fa sempre bene. La roccia lungo la via è molto bella anche se bisogna prestare attenzione a qualche scaglia sui primi tiri: qui infatti l'arrampicata si svolge lungo le linee di debolezza della parete, con molte lame verticali. La situazione cambia sui tiri alti, prima con un diedro di roccia compatta bellissimo e poi con tre tiri su placca a buchi, degna della Vallaccia. Il tiro chiave richiede calma e un po' di capacità di lettura, visto che i chiodi sono distanziati e non è possibile integrare in maniera efficace nella parte alta del tiro. Le soste sono tutte su resinato+chiodo oppure resinato con anello di calata. Pochi i chiodi in via, a volte migliorati e cementati. Noi con una serie di friend #0.2-3 ce la siamo cavata bene, chiodi e nut inutili.
20 Luglio 2021

Guerrino Di Marco – Cavallo di Pontebba

Linea logica e roccia bellissima si coniugano in questa stupenda via di stampo classico, mai veramente difficile e mai scontata, anche se spesso il grado è un pelino stretto! Le soste sono tutte a spit (discutibile, ma alla fine fan comodo e le ho usate) ma la chiodatura lungo i tiri è parca; se poi ci aggiungiamo il bagnato sui primi due tiri, ne è venuta fuori una bella avventura, condita anche da un po' di pioggia a metà salita. Il tiro chiave è indubbiamente l'ottavo ed è qualcosa di unico: una serie di fessure ben proteggibili, prima in diedro e poi in parete con i piedi in spalmo, stupendo! Anche il secondo tiro in diedro non è scontato, presentando un tratto parecchio sostenuto . La via sostanzialmente termina al decimo tiro, poi con un traverso in cengia di una cinquantina di metri si esce sullo spallone del Cavallo di Pontebba da cui noi abbiamo proseguito fino alla cima. Chissà perchè gli apritori hanno preferito l'uscita in cengia e non hanno invece proseguito direttamente fino in cima, visto che le linee di debolezza non mancano. Super giornata con Maria in gran forma, a vedere posti nuovi, che fa sempre bene!
29 Giugno 2021

Cassin-Ratti – Cima Ovest di Lavaredo

Tiro l'ultima sbracciata e arrivo in sosta, dove uno spit mi rassicura non poco. Mi assicuro e guardo verso il basso...il vuoto è totale e pare risucchiarti giù, fino al nevaio alla base della parete. Penso a Cassin nel 1935 che per salire il tiro seguente ci ha messo ore, adesso tocca al Nic portare su la corda e non senza qualche turbamento, parte all'attacco, dopo poco scompare dietro allo spigolo. Siamo soli in parete, complice la chiusura della strada fino al rifugio e un inverno nevoso che sicuramente sta scoraggiando ancora più di qualcuno a muoversi a Nord, anche se in fondo di neve non ne abbiamo pestata poi tanta. Ad un certo punto un urlo scuote il silenzio e la corda va in tiro...uno dei vari chiodi precari ha deciso di rimanere in mano a Nic, che è volato per qualche metro...poco male, prosegue e arriva in sosta comunque. Lo raggiungerò con l'affanno, il vuoto è siderale. Segue il grande traverso, molto temuto, onestamente poi non così difficile, molto chiodato, anche se farei affidamento su meno di un terzo di quei chiodi. Piuttosto sono i due tiri seguenti a richiedere un impegno maggiore, soprattutto il secondo che troviamo anche un po' bagnato. Le difficoltà sono formalmente finite, ma la via no. Doccia fredda ad attraversare la cascatella, poi non capisco bene dove salire e perdo tempo, in realtà bastava leggere bene la relazione. Poi uno strapiombo e un diedro, che proprio facili non sono, portano agli ultimi tiri. La stanchezza avanza ma siamo tranquilli. Infatti in queste situazioni preferisco fare le cose con relativa calma per non sbagliare, in fondo le giornate sono lunghe. L'ultimo tiro di 60 m ci porta fuori sulla cengia circolare. Stretta di mano, grande Nic che hai proposto questa via adesso che a me non sarebbe neanche passata per l'anticamera del cervello! Sosta cibo e poi giù. Siamo all'Auronzo che sta facendo buio e il copione dell'anno scorso sulla Comici si ripete, col temporale in arrivo. Santa Maria che in barba ai divieti, sale a prenderci in macchina e via a Misurina a mangiarci una meritata pizza! Materiale: 15 rinvii, friend #0.2-2 (ev. anche un micro per proteggere un passo in partenza dal tiro dopo il traverso, dove si vede la ruggine di un vecchio chiodo, ora non più presente), chiodi e martello a discrezione.
21 Giugno 2021

Spigolo Sorarù – Pala del Belia

Lo Spigolo Sorarù è una bella via solare sulla Pala del Belia, in Moiazza. Percorribile ad inizio stagione per via dell'esposizione, so che viene spesso ripetuta anche in Inverno se la neve tarda ad arrivare. Seppur non presenti difficoltà elevate su carta (V, p. V+), non è una via banale per via della lunghezza di 450 m. I primi tre tiri sono molto vegetati e l'arrampicata ne risulta disturbata. Qui è possibile una via di fuga per cengia ma conviene proseguire perchè le cose cambiano e la salita si fa divertente. Molto bello il tiro "chiave", su roccia stupenda e ammanigliata. La discesa può essere effettuata o a Ovest per la ferrata Costantini che mi riferiscono essere molto atletica e scomoda, oppure a Est (scelta da noi) prima per prati, poi attraversando un canale e infine proseguendo per erba e un ghiaione fino a ricongiungersi al sentiero dell'andata e poi alla sterrata del Carestiato (attenzione in caso di neve ghiacciata nel canale, vedi foto). Seppur a livello di arrampicata non sia una Decima, ne viene fuori una bella giornata di croda. Note: le soste sono tutte chiodate, portare qualche cordino in più per le clessidre e serie di friend 0.2-2. Chiodi e martello a discrezione. Consigliata molta acqua se fa caldo.
14 Giugno 2021

Doppietta in Piz Ciavazes – Spigolo Abram e Diedro Zeni

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